SIMILITUDINI. SOLO DUE PARTITI SI DICHIARANO LIBERALI, SOCIALISTI E CATTOLICI
La strana trinità di Forza Italia dei Valori
A parte Francesco Storace, la verità è che in Italia, probabilmente, ancora ci si vergogna a proclamarsi di destra e basta; ed è per questo motivo che, sabato scorso, festeggiando i dieci anni di Forza Italia (a quell'età in genere si fa la prima comunione, altro che Spirito Santo), il Cavaliere liftato è stato costretto a rappresentare se stesso come la sintesi vivente di tre culture politiche: liberale, socialista e cattolica (o se volete democristiana). Un'impostazione una e trina, per nulla trascendente e originale, che fornisce un chiodo ideologico tutto sommato ancien regime, modello Prima Repubblica (non dimentichiamo che già la nostra Costituzione del 1948 viene definita il frutto di tale sintesi trinitaria), cui appendere l'indicazione che si trova a pagina venticinque della nuova Carta dei Valori azzurri: «Non si adatta, dunque, per Forza Italia la definizione di centro-destra» (il trattino è contenuto nella versione originale).
Ma la vera sorpresa, incredibile, che riguarda il nuovo Cavaliere cattoliberalsocialista è un'altra. E' che in questo paese esiste solo un altro politico (?) che ha tentato e sta tentando di fare quest'operazione molto populista e poco pragmatica, fatta essenzialmente di slogan e parole. E cioè Antonio Di Pietro.
L'ex pubblico ministero, infatti, quando ha scritto il programma del suo partito (personale come quello di Berlusconi) ha premesso che «la sua proposta si collega a tutte le migliori culture del Novecento: quella liberale dell'economia di mercato, della libertà personale e del buon governo, quella cattolica delle solidarietà familiari e collettive, quella socialista del lavoro e della giustizia sociale». Tale e quale all'atto di fede tripartisan scandito dal Cavaliere al Palacongressi di Roma. Ma le affinità elettive tra i due non si esauriscono nel compromesso trideologico già scoperto dai nostri padri costituenti. Berlusconi e Di Pietro sono anche gli unici due politici (?) ad aver fondato un partito con un esplicito richiamo patriottico: Forza Italia e Italia dei valori. Quest'ultimi, poi, i valori, sono pure al centro dell'ultimo e solenne documento berlusconiano, intitolato Carta dei valori. Sorvolando sul fatto che sono tutti e due di destra, viene il dubbio che Silvio abbia copiato Tonino, che in fondo il Cavaliere sia un dipietrista in nuce, ma forse questa identità ideologica e valoriale tra i due è solo il risultato a somma zero della devastazione di Tangentopoli. Entrambi sono stati partoriti dallo stesso ventre, quello dell'antipolitica, e poi, come Caino e Abele, hanno tentato di scannarsi fra di loro e ancora continuano, sebbene non si capisca chi sia Abele e chi sia Caino. In fondo, lo spirito soffia dove vuole. Ad Arcore come a Montenero di Bisaccia.
da www.ilriformista.it




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