Totale consonanza dei Vescovi italiani sui temi in discussione nella politica
La Cei: «L’unità nazionale è un bene»
Il Card. Camillo Ruini a colloquio con il segretario della Cei Giuseppe Betori
CITTÀ DEL VATICANO
«L’unità nazionale è un bene per il popolo italiano che non può essere messo in discussione e su questo punto c’è una totale consonanza dai vescovi italiani con il presidente della Cei cardinale Ruini». Lo ha ribadito ieri il segretario generale della Cei nell’illustrare il comunicato finale dei lavori del Consiglio permanente della Cei. La dichiarazione è venuta in risposta alle domande dei giornalisti sulle dichiarazioni recenti del ministro Bossi. «L’unità nazionale è un bene per il popolo italiano e di fronte agli attacchi da partiti o soggetti politici - ha affermato monsignor Betori senza citare il "Senatur" - non abbiamo alcuna esitazione a ribadire la sua importanza». Al di là del tema specifico trattato dai vescovi, riguardante la parrocchia nella nuova realtà italiana, i giornalisti hanno incalzato il segretario generale della Cei con domande di attualità. «Il linguaggio del sacro in politica è di per sé stesso fronte di ambiguità e sarebbe opportuno un certo autocontrollo...». Così ha risposto sul riferimento fatto in un articolo da don Baget Bozzo, allo «spirito Santo ispiratore di Berlusconi per l’ingresso in politica». Il «caso Parmalat» - ha detto ancora Betori - spinge i vescovi italiani a ricordare che «l’etica non è un sovrappiù, ma è essenziale alla economia». E sui «contrasti tra Bankitalia e ministro Tremonti la Cei «non ha soluzioni tecniche da proporre, bensì invita ad evitare semplificazioni. Di fronte alle modalità del tutto nuove e allo scenario globalizzato - ha detto - «va affrontata con maggiore senso etico una riorganizzazione dei sistemi di controllo che deve nascere dalla valorizzazione dei diversi ruoli e delle diverse funzioni». Non poteva mancare una domanda sull’euro e l’aumento dei prezzi, oggetto di polemiche negli ultimi giorni. Per Betori che espone il pensiero dei vescovi italiani, l’euro fa parte di un processo necessario di appartenenza dell’Italia all’Europa e la sua introduzione ha dato indubbi vantaggi alle economie alle sue prospettive future». Sul richiamo di Berlusconi al «pericolo comunista», il prelato ha rivendicato anche al contributo dei cattolici la sconfitta del comunismo, ed ha poi osservato: «Mi sembra che la grande conquista del bipolarismo sia stata quella di aver liberato la Chiesa dal doversi schierare a favore o contro l’uno o l’altro dei partiti, ma aver chiamato piuttosto le persone, nei vari partiti, ad impegnarsi per tematiche importanti dal punto di vista etico e sociale». ar. pa.
![]()




Rispondi Citando
...molto peggio l'eretico che il pagano (anche se è arduo il confronto).
