Intervista a Democrazia Cristiana
Cè: Alle urne corriamo soli


La lista unica del centrodestra? «E' un'ipotesi sempre meno attuale. Noi corremo da soli con il nostro simbolo». La verifica di governo? «E' un argomento che non ci ha mai entusiasmati». La prima repubblica? «Berlusconi fa male ad assolverla».
Questi sono solo alcuni degli argomenti toccati dal presidente dei deputati leghisti Alessandro Cè, nella lunga intervista rilasciata al quotidiano Democrazia Cristiana.
Rispondendo alle domande del foglio diretto dal deputato Udc Gianfranco Rotondi, il capogruppo del Carroccio a Montecitorio sostiene che «in base alle ultime dichiarazioni di Berlusconi, sembra che l'ipotesi della lista unica stia sfumando. La Lega vuole mantenere una sua identità. Noi, essendo un partito territoriale, ha la necessità di sottolineare la propria distinzione. In più, essendo la Lega un movimento che lotta per l'autonomia della Padania, all'interno di uno Stato federale, ha difficoltà ad aderire ad una lista nella quale ci sono, invece, forze che hanno rappresentanza di tipo nazionale».
Forze, in particolare An e Udc, in prima linea nel chiedere al premier una verifica interna alla compagine di governo. Anche su questo punto l'on. Cè ha le idee molto chiare: «Noi abbiamo un atteggiamento abbastanza critico rispetto a questa richiesta di verifica - afferma - perché ci sembra un rituale tipico della Prima Repubblica. E' comprensibile che ci possano essere, all'interno della maggioranza, dei dissapori e delle difficoltà ed è anche giusto che si possa predisporre una messa a punto dell'azione di governo ma, nelle richieste di An e dell'Udc, non vediamo degli obiettivi chiari e non capiamo esattamente quale è la direzione verso la quale ci si vuole muovere e le modalità mediante le quali ci si vuole avvicinare a quanto abbiamo dichiarato nel nostro programma elettorale. La nostra impressione - prosegue - è che si tratti più di una lotta fra posizioni di potere che non invece della volontà di accelerare il percorso delle riforme e dell'applicazione del patto elettorale. La verifica di cui si parla non ci entusiasma salvo, poi, considerare che una messa a punto della macchina governativa può essere vantaggiosa per tutti. Però, la messa a punto deve avere al centro dei contenuti che in realtà facciamo fatica a scorgere».
Quello che invece il numero uno della Lega alla Camera rispedisce al mittente tout cour è la riabilitazione postuma della Prima Repubblica, anche se a farla è il presidente del Consiglio. Tanto quanto prende le distanze da alcune esternazioni del Cavaliere sui magistrati: «Alcune dichiarazioni, anche di Berlusconi, non facilitano un rasserenamento del clima - sottolinea Cè - . E' un dato di fatto, però, che una parte della magistratura è assolutamente politicizzata. Questo non è assolutamente accettabile. Mentre la classe politica, essendo depositaria della sovranità popolare, può esprimere qualsiasi opinione e sarà poi giudicata nelle elezioni successive per quello che esprime, la magistratura dovrebbe invece rispondere solo ed esclusivamente alla legge. Assistiamo, invece, ad episodi nei quali i magistrati contestano la legge e si alzano, durante l'intervento del ministro, per allontanarsi dalle aule dei tribunali. Questa parte della magistratura è l'aspetto di un Paese che è degenerato. Da lì, arrivare a dire che tutta la magistratura deve essere colpevolizzata ed attaccata è un grosso errore. Non si può affermare che tutta la magistratura è composta da militanti politici poichè, così facendo, si delegittimerebbe il ruolo della magistratura che deve sì rispettare la legge, ma anche consentire una convivenza sociale accettabile». Il presidente dei deputati del Carroccio Cè parla poi del discorso tenuto dal premier in occasione della convention del decennale di Forza Italia: «Io stimo Berlusconi poiché rappresenta una grossa risorsa ed una grande possibilità per il Paese sia per le sue capacità comunicative e sia perché il progetto che abbiamo elaborato assieme, se realizzato, cambierebbe radicalmente il futuro del Paese. Berlusconi mi è sembrato un pò troppo autocelebrativo anche se, trattandosi di una celebrazione, un pò di enfasi era comprensibile. Mi sarebbe piaciuto un presidente più realista e pragmatico e meno autocelebrativo. Pur condividendo che quella parte della magistratura che fa politica deve essere attaccata, Berlusconi avrebbe dovuto fare un attacco meno pesante ai giudici. Inoltre, non ci è piaciuta l'assoluzione che Berlusconi ha dato della Prima Repubblica. Quell'esperienza, pur avendo avuto aspetti positivi, ha avuto anche molti aspetti negativi. Assolvere tutta quella classe politica significa dare uno schiaffo agli italiani. Sul tema delle riforme è stato, sicuramente, un pò blando. Ma, forse, quella non era l'occasione più opportuna per parlare di riforme. Certamente - conclude - il discorso di Berlusconi non mi ha entusiasmato».


[Data pubblicazione: 30/01/2004]