Roma (Italia) – Un sussulto di pudore alla Camera ha affossato quel capolavoro di normofobia (paura della normalità) che è il testo Concia (dal nome di una parlamentare del Pd, Anna Paola Concia, lesbica dichiarata) sulla cosiddetta omofobia. Il provvedimento si è arenato sulla pregiudiziale di costituzionalità passata con i voti del Pdl (esclusi i finiani filo-gay), della Lega Nord e dell'Udc, mentre contro hanno votato Pd e Dipietristi: 285 voti a favore, 222 contrari, 13 astenuti.

Reati di pensiero. Palese l'incostituzionalità delle misure volute dalla sinistra che in sostanza prevedevano l'estensione della famigerata e anti democratica legge Mancino (che colpisce i reati di pensiero) alla pura e semplice disapprovazione della sodomia. L'ingiuria a un omosessuale sarebbe diventata reato di particolare gravità, così come qualsiasi presunto comportamento “discriminatorio” nei confronti dei gay, ad esempio quello del genitore che insistesse per allontanare la figlia o il figlio dal pericolo di un legame omosessuale. In pratica, qualsiasi conflitto con omosessuali sarebbe diventato altamente rischioso, per la circostanza che la controparte avrebbe potuto far valere il criterio di una presunta violenza fisica o morale subita nel contesto aggravante della discriminazione sessuale. (…)

Il Padano


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