Romeo ha sette anni, maschio esperto, desideroso di nuovi incontri, garantisce prole di qualità.
Giulietta ha quattro anni, compagna ideale per asini di razza, combatte fermamente la monogamia.
Gigia ha otto anni, nella botte piccola c’è il buon vino, provare per credere.
Lancillotto ha un anno, primo figlio della colpa (nato da Romeo e Giulietta) è un giovane vigoroso con tanta voglia di emulare il padre.
La lista, corredata con foto, si ferma qui. Una trovata geniale, quella dell’agenzia matrimoniale "Asino solo" aperta dal centro Asinomania, l’Associazione nazionale per la tutela e la promozione dell’asino con sede in Abruzzo a Introdacqua (Sulmona). Geniale perché, agevolando l’unione tra i nostri orecchiuti cuori solitari, si potrà dare una mano a salvare questo antico e prezioso animale dall’estinzione. Ad Asinomania vi si promuove tra l’altro l’onoterapia, basata sul contatto con gli asini e utilizzata per la riabilitazione degli handicap e per aiutare i bambini con problemi relazionali.
Sempre in Abruzzo sta per partire un progetto per valorizzare il latte d’asina, che molti nutrizionisti e pediatri consigliano ai bimbi allergici al latte vaccino, di soia o di capra. Mentre a Firenze è nata da poco un’altra associazione, l’Arci Asino Castello con l’obiettivo di difendere questo amico dell’uomo tanto bistrattato. In Sardegna poi, l’Ente Foreste che si occupa della cura degli asinelli dell’Asinara (alti non più di un metro) è tornato a lanciare l’allarme su questa razza dalla caratteristica livrea bianca o semi-albina e dai bellissimi occhi blu. Nell’isola sarda, oggi parco nazionale, ne sono rimasti solo 120 esemplari allo stato brado che se la passano malissimo, minacciati da epidemie e mancanza di cibo: in tutta l’area infatti la vegetazione è insufficiente per sfamare tutti gli animali che vi abitano, e cioè mufloni, cinghiali, capre selvatiche, mucche e pecore. Insomma, cosa non si tenta per salvare l’asino.
Nell’ultimo mezzo secolo in Italia sono già scomparse sei specie, colpa della meccanizzazione dell’agricoltura. Oggi le cinque razze di "ciucci" tricolori ufficialmente riconosciute sono tutte inferiori a 500 capi e minacciate di estinzione. L’asino di Martina Franca, in Puglia, è ridotto a poche centinaia (erano oltre 120mila nel Novecento), mentre sono quasi estinti l’asino dell’Amiata in Toscana, l’asino di Pantelleria. A rischio sono anche le sottospecie Romagnola, Grigio siciliano e Ragusano. Hanno alleviato per millenni il lavoro dell’uomo girando la mola, portando pesi, trainando carri e aratri, fornendo latte, carne, cuoio. È giusto farli scomparire così? Non sarebbe meglio, se si ha un giardino o un po’ di terra, adottarne uno e magari trovargli anche moglie?
Un somarello da adottare
il sito per chi ama l’asino, lancia la campagna "adotta un asinello". Per avere in estate la compagnia di questo animale domestico dolce e affettuoso, che vi aiuterà anche a tenere in ordine il giardino (mangia le erbacce) basta cliccare sul sito e farne richiesta. Volendo, per fare conoscenza, si può averlo in affidamento per un periodo determinato.
www.asinomania.com
Fonte: Il Mattino 1/ 02/ 04




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