Il veterinario fa obiezione di coscienza
Vescovi (Verdi) non assisterà allo sgozzamento di agnelli
Rito contestato
Taglio della gola per 50 animali al macello per la festa del sacrificio.
«Soffrono troppo non sono storditi»
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Di ALBERTO PICCIONI
PERGINE - Macellazioni con il rito musulmano al macello comunale: un
veterinario dell´Azienda sanitaria si rifiuta di assistere allo sgozzamento
degli agnelli e fa obiezione di coscienza. In nome del diritto degli animali
a non soffrire.
È´ preferibile uccidere un manzo sparandogli un colpo in testa o
tagliandogli la gola? Asettico e rapido proiettile captivo o macellazione
rituale per iugulazione ? Due modalità su cui si confrontano due culture.
Per garantire la nostra fettina quasi quotidiana in padella. E nel macello
di Pergine la teoria diventa realtà: domenica 1° febbraio ci sarà la prima
macellazione rituale islamica. 50 agnelli verranno preparati per la «festa
del sacrificio» celebrata dai musulmani trentini.
Per reale desiderio di integrazione o calcolo economico (i musulmani, sempre
più numerosi sul nostro territorio, mangiano solo carne halàl, cioè pura, di
animale ucciso secondo il secolare rito), il servizio pubblico apre dunque
agli antichi riti islamici. Ma Lorenzo Vescovi, veterinario responsabile del
settore alimenti per l´Azienda sanitaria nel nucleo operativo di Borgo
Valsugana, fa obiezione di coscienza. Vescovi, attuale consigliere
comprensoriale del C9 ed in passato candidato sindaco per i Verdi a Riva del
Garda dove è stato consigliere comunale fino al 2000, si rifiuta in
particolare di assistere questo tipo di trattamenti, convinto che la
macellazione secondo il rito islamico sia una crudeltà evitabile.
«Domenica andrà il veterinario di guardia, io mi rifiuto. Ma la mia è
soprattutto la considerazione di un privato cittadino da un osservatorio
privilegiato: tra le due modalità sicuramente in quella rituale l´animale
non viene stordito, è pienamente cosciente, soffre fino a morte per
dissanguamento. Con il proiettile l´animale va subito in coma e non ha più
nessun tipo di reazione. È crudele pensare di uccidere una bestia come
facevano i nostri avi: con il coltello, tra grida e dolore». Una delle
teorie a sostegno della macellazione rituale è che la carne risulta più
morbida e igienicamente più sicura. «Anche con il colpo di proiettile
l´animale muore dissanguato - spiega Vescovi - perché il cuore continua a
battere almeno per tre minuti. Solo che non soffre».
Nel rapporto uomo-animale qualcuno dice che il rito islamico, con le
preghiere, il ringraziare Dio per l´animale ricevuto in dono, stabilisce un
rapporto diverso uomo-cibo che non l´asettica fettina avvolta nel
polistirolo che «riempie la pancia e svuota la coscienza».
«Può anche esser vero, ma dal punto di vista dell´animale? Quale costo deve
pagare la bestia per venire incontro alle esigenze culturali di chi la
mangia? Non è vero poi che la carne è più salubre. Immobilizzare l´animale,
rivolgerlo verso la Mecca, tutto questo provoca uno stress nell´organismo
con accumulo di sostanze istaminiche e di ormoni quale il testosterone. Già
nelle macellazioni ordinarie è stato rilevato scientificamente l´accumulo
nelle carni di queste sostanze. In quelle rituali, fatte senza stordire
l´animale, è probabile un accumulo superiore, per lo stress e l´eccitazione
cui è sottoposta la bestia». Vescovi, che si definisce quasi vegetariano
(dal 1994 assiste a macellazioni in Trentino) domanda perché, se in alcuni
casi di evidente incompatibilità (poligamia, infibulazione) la legge
italiana nega agli immigrati di conservare le tradizioni, il decreto
legislativo 333/8 permetta le macellazioni secondo le ritualità religiose.
Breigheche: «Tutto il sangue esce dal cervello, va in coma e non sente
nulla»
L´imam: «La bestia soffre pochissimo»
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PERGINE - Il rito della macellazione islamica, così come descritto nel
Codice alimentare islamico detta le norme perché la carne possa essere
«Halal» (pura o lecita)
1) il macellatore deve essere musulmano (ed esperto)
2) La bestia deve essere orientata verso la Mecca
3) Il taglio della gola deve essere eseguito con una lama affilatissima, con
un solo colpo, alla base del collo, con la mano destra mentre la sinistra
tiene ferma la testa
4) Il taglio non deve essere preceduto dallo stordimento della bestia
5) La bestia deve essere trattata con rispetto, accarezzata, tranquillizata,
fatta adagiare sul fianco sinistro, in un luogo dove non ci sia sangue onde
evitare di spaventare l´animale.
6) Le gambe della bestia devono essere legate, ad eccezione di quella
posteriore, che deve essere lasciata libera, perché l´animale possa muovere
l´arto per tranquillizzarsi.
7) Il taglio deve essere preceduto dalla formula «Bismillàhi Allàhu àkbar»
(nel nome di Dio, Dio è grande).
«L´animale soffre pochissimo, solo nell´attimo del taglio della gola, poi
tutto il sangue esce dal cervello, va in coma e non sente nulla», dice
l´imam di Trento, il medico Aboulkheir Breigheche. «Domenica celebreremo la
festa del sacrificio: gli agnelli vanno divisi in tre parti. Una deve essere
regalata agli amici, una resta al proprietario della bestia e l´ultimo terzo
va alle persone bisognose, ai poveri».




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