Una università americana ha condotto un esperimento su un gruppo di volontari. Il soggetto veniva messo in una stanza, con un microfono, una lista di domande, e una serie di interruttori. Gli si diceva che doveva leggere le domande al microfono, nell'altra stanza ci sarebbe stato un altro volontario che doveva rispondere. Il primo volontario, quando il secondo sbagliava, doveva azionare il primo interruttore, dando una scossa elettrica al secondo volontario. Man mano che aumentavano le risposte sbagliate, avrebbe dovuto azionare gli interruttori che davano scosse con voltaggio sempre più elevate. Più del novanta per cento dei volontari hanno seguito alla lettera le istruzioni, azionando tutti gli interruttori, nonostante dall'altra stanza provenissero urla disumane e invocazioni di pietà.
Ovviamente il secondo volontario non esisteva, era solo un attore che urlava e chiedeva clemenza, e non esistevano nemmeno le scosse elettriche. Ma i volontari che azionavano gli interruttori erano convinti del contrario. Inseriti in un'organizzazione, nella parvenza della legalità e della normalità, obbedivano agli ordini, e torturavano loro simili. Pochissimi si sono rifiutati e indignati. Gli altri hanno seguito quello che consideravano un comportamento condiviso e conforme alle regole di quel luogo. Hanno obbedito all'autorità. Senza il minimo senso critico.




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