Alemanno: cambiano la riforma. Maroni: sono sbigottito, l'hanno votata anche loro

Una riforma sulle pensioni c'è, è ferma in Parlamento ed è stata votata all'unanimità da tutto il consiglio dei ministri. Ma come spesso succede, ancora una volta Alleanza Nazionale cambia le carte in tavola e, dopo averla sostenuta, ieri si è accorta che forse non è così equa e accettabile come aveva pensato.
«Nei prossimi giorni, all'interno della verifica, presenteremo una nuova proposta di riforma delle pensioni molto più accettabile ed equa» rispetto alla precedente. Questo l'annuncio-shock fatto ieri a sorpresa dal ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, secondo il quale sarebbe preferibile che la proposta la presentasse il ministro del Welfare. Ma se non la porta, ha aggiunto, «ce ne faremo carico noi». Secondo Alemanno, già questa stessa settimana potrebbe svolgersi una riunione della maggioranza sulle pensioni. «Le pensioni non sono all'interno della verifica nella misura in cui si trova un accordo tra i vari componenti della maggioranza, rispetto alle sollecitazioni provenienti dal mondo sindacale» ha spiegato il ministro. «Se invece ci saranno percezioni diverse nella maggioranza - ha aggiunto - è inevitabile che entrino nella verifica». Il ministro non è voluto entrare nel merito della nuova proposta. «Quando avremo un incontro dirimente da questo punto di vista - ha sottolineato ancora - metteremo le carte in tavola». Alemanno ha riconosciuto, poi, a Cisl e Uil il senso di responsabilità per aver tenuto un atteggiamento non ideologico nei confronti del governo.
An ha deciso, quindi di tornare sui propri passi e ha compiuto l'ennesima giravolta.
Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, si è dichiarato «sbigottito» dalle parole di Alemanno. «Sono sbigottito da queste affermazioni. Se capisco bene loro stanno elaborando una proposta che però dovrei presentare io», ha detto Maroni, sottolineando come la proposta presentata in Parlamento è stata votata all'unanimità dal Governo.
Parlando della proposta annunciata da Alemanno, il ministro del Welfare ha affermato: «Sarei felice se fosse più accettabile ed equa, ma non capisco per chi debba essere più accettabile: da noi, dal Governo, dalla maggioranza, dalle parti sociali, da Epifani?». «Sono pronto ad accettare qualunque proposta - ha proseguito - ma la proposta del Governo c'è già e non vedo francamente che proposta dovrei fare, a meno di non ritenere questa proposta ingiusta, iniqua e sbagliata. E' stata votata all'unanimità dal Consiglio dei ministri, persino dal ministro Alemanno». Alla domanda se la partita delle pensioni rientrerà all'interno della verifica di Governo, Maroni ha quindi replicato: «Non mi appassiona questa cosa, io sto ai fatti. La delega è in Parlamento, procede il suo iter in commissione. Se qualcuno ha una proposta alternativa la faccia e valuteremo, sennò sono solo chiacchiere». «Sono abituato ad un altro metodo di lavoro - ha aggiunto il ministro replicando ad Alemanno - Qui siamo in presenza di accordi che vengono fatti e che il giorno dopo vengono smentiti. Faccio fatica a capire perchè, dopo una discussione durata tutta l'estate alla fine della quale si è arrivati a votare una proposta all'unanimità poi presentata in Parlamento, ora si richieda di presentare una proposta alternativa. Cosa è cambiato da allora? Mi pare nulla». «Nonostante ciò - ha concluso il ministro - il Governo è disponibile a valutare proposte alternative che abbiano due requisiti: partano dal 2008 e consentano un risparmio almeno pari a quello previsto dalla delega». «Fatto salvo alcuni emendamenti che domani (oggi, ndr) annuncerò e che il Governo farà propri, per il resto la delega è quella che il Parlamento sta discutendo. Il resto mi sembra più il solito teatrino della politica che non vera sostanza».
Anche secondo Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord "Pacta servanda sunt", "i patti vanno rispettati". «Sono meravigliato delle dichiarazioni di Alemanno - ha detto Calderoli - perchè anche lui ha partecipato ai tavoli tecnici e politici dove è stata messa a punto la riforma delle pensioni; anche lui ha dato il suo contributo alla decisione che è stata collegiale».
Della proposta di An al ministero non hanno notizie. «Non ne so nulla. Gli emendamenti si fanno, soprattutto quelli di governo, con specifica procedura, che prevede il consenso di tutto il governo, e poi vengono presentati in Parlamento». Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, si dichiara completamente all'oscuro di una presunta iniziativa portata avanti dal ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, per una nuova proposta sulla riforma del sistema previdenziale.
Alleanza Nazionale ha deciso di tirare dritto e sulle pensioni «lavora per accorciare le distanze con le parti sociali e non per allungare i tempi di una riforma ineludibile. An è infatti convinta che, fermo restando lo 0,7 % di risparmio del PIL, sia possibile delineare una nuova impostazione». Il portavoce del partito di via della Scrofa, Mario Landolfi, manda un messaggio preciso agli alleati e soprattutto al ministro del Carroccio, Roberto Maroni, preoccupato di un rinvio sine die della riforma previdenziale.
Per An, quindi, una nuova ipotesi di intervento sulle pensioni, diversa da quella contenuta nella delega all'esame del Senato, si può avanzare nonostante abbia avuto anche il suo consenso. Ipotesi a cui, secondo Landolfi, si può lavorare attraverso il confronto con il sindacato. Poi che «tale nuova impostazione possa essere raggiunta attraverso emendamenti già esistenti o attraverso una nuova proposta - ha detto - ci sembra del tutto secondario. L'importante è sbloccare la situazione».
Alemanno, ha poi replicato al collega Roberto Maroni. «E' curioso - ha afferma Alemanno - come gli amici della Lega, Maroni e Calderoli, personalizzino sempre gli interventi che gli esponenti di An fanno sulle pensioni e sui temi economico-sociali. Come dimostra l'intervento di Mario Landolfi - ha spiegato il ministro - anche in quest'occasione Alleanza nazionale si muove come una squadra compatta per difendere tematiche di equità sociale e sviluppo economico». Alemanno quindi ha sottolineato come, «d'altra parte, sarebbe ben strano, una volta convocati e ascoltati i sindacati, che non ne traessimo nessuna conseguenza migliorativa alla proposta fatta e approvata in Consiglio dei ministri», e ha concluso precisando che «se qualcuno ha pensato che parlare ed ascoltare le organizzazioni sindacali fosse solo un pro-forma, An non è tra questi».
Così come An non è tra coloro che vogliono salvare le pensioni.


[Data pubblicazione: 03/02/2004]