AEROPORTI: PARTITA DECISIVA SUL FUTURO DI CAPODICHINO
C'e' chi parla di conflitto istituzionale, chi tende a smussare le polemiche: Regione Campania e Consiglio comunale di Napoli hanno comunque idee opposte sul futuro dell'aeroporto di Capodichino, e in queste ore si sta giocando la partita definitiva di cui, comunque, e' gia' chiaro chi sia il vincitore. Capodichino non sara' delocalizzato, come avrebbe voluto il nuovo piano regolatore generale approvato dal Consiglio comunale, ma sara' uno dei tre pilastri del nuovo sistema aeroportuale campano disegnato dal governatore Bassolino e dall'assessore Cascetta. La decisione definitiva, da parte del governo campano, e' imminente. Nel prg, su spinta di Rifondazione comunista e dei Verdi, ma anche di una parte dei Ds, fu previsto il trasferimento dello scalo dall'attuale sede, che si trova nel cuore di un'area densamente urbanizzata e da anni e' ritenuta a rischio. Una ipotesi che avrebbe vanificato i consistenti investimenti effettuati sullo scalo dopo la privatizzazione, con l'ingresso nella societa' di gestione della British Airport Authority, e soprattutto avrebbe tagliato fuori la citta' di Napoli dal traffico aereo, non essendo prevedibili nuovi aeroporti a ridosso del capoluogo. La Regione, invece, difende a spada tratta Capodichino: un city airport come ce ne sono tanti altri nel mondo, rispondono i sostenitori della sopravvivenza dello scalo a chi solleva obiezioni di pericolosita'. Ci sara' dunque a livello regionale una modifica dello strumento urbanistico cittadino: l'aeroporto restera' nella attuale sede, e vedra' via via spostati i voli internazionali sul nuovo scalo da realizzare a Grazzanise, in provincia di Caserta. Previsto anche un terzo aeroporto a Pontecagnano (Salerno) soprattutto per il traffico turistico e per le esigenze delle regioni vicine, come Basilicata e Calabria. L'assessore Cascetta stima che, entro il 2010, il traffico aeroportuale in Campania superi gli otto milioni di passeggeri. Una cifra insostenibile per il city airport di Capodichino: da qui l'esigenza di accelerare i tempi per il nuovo scalo di Grazzanise, su cui concentrare via via tutto il traffico internazionale, quello merci, una parte di quello nazionale e soprattutto i voli charter e ''low cost'', a basso prezzo, lasciando a Capodichino il segmento business. Un piano su cui c'e' il sostanziale via libera del Governo nazionale. Capodichino e Grazzanise, secondo la Regione, dovranno essere come due piste dello stesso aeroporto, con la massima complementarieta' per dividere i flussi di traffico, e dunque avere un unico gestore (la Gesac-Baa, gia' titolare per 40 anni della gestione di Capodichino, e' il ''soggetto naturale'' secondo l'assessore), per garantire strategie sinergiche al posto di una concorrenza che potrebbe intralciare i servizi danneggiando l'utenza. Grazzanise, in particolare, disporra' anche di una maxipista per accogliere - come a Capodichino non sarebbe mai possibile - i grandi aerei di nuova generazione, da 500-600 posti impegnati sulle rotte intercontinentali. Per realizzare il nuovo sistema, che potrebbe essere completamente a regime nel 2030, si stima un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro. Per i trasporti, ma anche per tutta l'economia campana sara' una vera e propria rivoluzione. La sola realizzazione dell'aeroporto nel Casertano produrra' 13mila nuovi posti di lavoro: e' facile poi supporre quali effetti possa avere sul turismo una accresciuta capacita' ricettiva di milioni di passeggeri. Lo studio di fattibilita' - redatto in un anno di lavoro da una cordata guidata dagli olandesi della Naco - stima che Grazzanise possa produrre reddito aggiuntivo fino a 450 milioni l'anno di euro.




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ma allora la novità sarà l'Embraer E1500 da 1500 posti con sauna e piscina, quindi anche se Grazzanise potrà ospitare il 380 chissenefrega! 