IBL: Il Cardinale Bertone ripensi agli ogm
Lettera aperta all'arcivescovo di Genova

'La prego, Eminenza, di approfondire la Sua posizione sugli ogm: visto che l'ingegneria genetica sarà sempre più importante, è importante che i fedeli possano contare su una precisa indicazione da parte della Chiesa'. Lo scrive Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento 'Ecologia di mercato' dell'Istituto Bruno Leoni, in una lettera indirizzata all'arcivescovo di Genova, card. Tarcisio Bertone.

Bertone aveva recentemente espresso forti perplessità sui cibi biotech, spingendosi a sostenere che un'ostia fatta con grano ingegnerizzato potrebbe non essere valida per la Comunione. 'Davvero -- chiede Stagnaro -- un'ostia fatta con farina ogm, frutto dell'abilità e della creatività umana, potrebbe rendere non valida la Comunione? Se così fosse, gran parte delle Eucaristie somministrate negli Stati Uniti sarebbero invalide'.

Recentemente la Pontifica Accademia 'Pro Vita' e la Pontificia Accademia delle Scienze avevano 'benedetto' gli ogm, vendendovi una grande opportunità per affrontare la fame nel mondo. Del resto, gli agricoltori del Terzo Mondo invocano a gran voce la possibilità di coltivare e commerciare cibi biotech: una possibilità osteggiata dal protezionismo e dal paternalismo ecologico dell'Unione Europea.

'Del resto -- conclude Stagnaro -- è Gesù stesso ad aver scelto, per l'Ultima Cena, non il grano e l'uva, ma il pane e il vino: il frutto della natura, cioè, santificato dal lavoro dell'uomo'.

Ecco il testo completo della lettera:

A S.E.R.
Card. Tarcisio Bertone
Segreteria arcivescovile
Piazza Matteotti 4
16123 Genova

Eminenza,
Mi permetto di scriverLe dopo aver letto una Sua intervista, pubblicata domenica 1 febbraio 2004
su La Stampa sotto il titolo “Il Vescovo di Genova: la farina OGM sconsacra l’ostia”.
Le confesso che, leggendo le Sue parole, sono stato colto alla sprovvista. Davvero un’ostia fatta con
farina ogm, frutto dell'abilità e della creatività umana, potrebbe rendere non valida la Comunione?
Se così fosse, gran parte delle Eucaristie somministrate negli Stati Uniti sarebbero invalide.
In tutto il mondo, sono centinaia di milioni le persone che consumano quotidianamente cibi
ingegnerizzati. Del resto, la stessa farina che utilizziamo in Italia deriva da un grano che, pur non
modificato in laboratorio, è frutto di millenni di selezione genetica, operata grazie a incroci,
ibridazione, eccetera. In questo senso, praticamente nessun vegetale (così come nessun animale
domestico) è “naturale”: essi hanno la forma in cui noi li conosciamo grazie all’azione dell’uomo.
Per giunta, la Pontificia Accademia “Pro Vita” e la Pontificia Accademia delle Scienze hanno
recentemente riconosciuto negli ogm una grandiosa opportunità per alleviare la fame nel mondo. E’,
quella di poter impiegare i prodotti biotech, una richiesta sempre più pressante da parte del Terzo
Mondo, che rifiuta l’atteggiamento egoista, protezionista ed eco-imperialista dell'Europa.
La prego, Eminenza, di approfondire la Sua posizione sugli ogm: visto che l’ingegneria genetica
sarà sempre più importante nella nostra vita, è importante che i fedeli possano contare su una
precisa indicazione da parte della Chiesa.
La ringrazio dell'attenzione, e Le porgo i più reverenti ossequi.

Carlo Stagnaro