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    Thumbs up Castelli: si dice Bozen non Bolzano

    Il ministro della Giustizia accolto con gelo al congresso
    alla Fenice di Venezia. Brusii quando chiama 'Bozen' Bolzano
    Castelli ai magistrati dell'Anm
    "Non esistono toghe intoccabili"
    Per il Guardasigilli lo sciopero, "è una libera valutazione"
    ma "la riforma non è affatto punitiva per i pm"


    Il ministro Castelli all'arrivo a Venezia

    VENEZIA - "Non esistono magistrati intoccabili". Appena sbarcato a Venezia per partecipare al congresso dell'Associazione nazionale magistrati in corso alla Fenice, il ministro della Giustizia Roberto Castelli risponde sull'azione disciplinare intrapresa nei confronti dei pm di Milano Boccassini e Colombo spiegando che "non esistono santuari, non esistono magistrati che abbiano prerogative superiori ad altri colleghi". Il Guardasigilli ha sottolineato che le sue sono affermazioni generali e dunque di non voler parlare di casi concreti. Ma poi ha ricordato che l'articolo 107 "dà al ministro il diritto-dovere di esercitare l'azione disciplinare" e "le azioni ispettive sono effettuate dai magistrati; laddove si ritiene necessario - ha aggiunto - il ministro dà il via all'azione disciplinare". Castelli ci ha tenuto ancora a sottolineare che "le ispezioni fanno parte del mio dovere: non è assolutamente una questione di inimicizia nei confronti di nessuno".

    Il congresso dell'Anm ha accolto gelidamente il ministro. O meglio, al suo ingresso è scoppiato un applauso che ha lasciato un attimo perplesso Castelli, ma subito, Bruti Liberati ha spiegato indirettamente l'accaduto: i magistrati in sala avevano applaudito fragorosamente il loro collega Ignazio Patrone che stava parlando e, dalla tribuna, aveva appena ricordato Giovanni Falcone raccontando come gli spagnoli gli avessero appena dedicato una loro istituzione giuridica.

    Così il ministro ha parlato per 40 minuti e subito dopo ha lasciato la sala, ricevendo un applauso molto tiepido alla fine del suo intervento. In diverse occasioni le sue parole hanno suscitato brusii nell'affollatissima platea. La più rumorosa quando, parlando dei concorsi banditi, ha chiamato Bolzano Bozen e, non capendo il motivo del rumoreggiare ha chiesto spiegazioni. "Si dice Bolzano, non Bozen", ha spiegato qualcuno dalla platea. "Ma io - ha replicato Castelli - sono rispettoso dell'identità locale".
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    Prima di entare al congresso, Castelli ha subito chiarito che lo sciopero, è "libera valutazione dei magistrati". Per questo il ministro non ha cercato di convincere la magistratura a desistere dall'astensione che potrebbe proclamare al termine di questa quattro giorni veneziana. E a chi gli domandava che cosa era venuto a dire alle toghe, ha risposto: "Non sono certo venuto a convincerli della bontà delle nostre tesi", ma è necessario "un confronto su dati di fatto. Ho sentito dire cose fuori dalla realtà. E' necessaria una base di discussione comune".

    Castelli ha poi difeso la riforma dell'ordinamento giudiziario, che ha suscitato molte critiche nella magistratura, sostenendo che "il testo licenziato dal Senato non è così punitivo come sostengono i magistrati". E ha anticipato che intende esporre alla platea del congresso "dati di fatto che confortano questa riforma". Il ministro non ha dubbi: "E' necessario trovare una base di discussione comune; ai magistrati esporrò dei dati e su questi chiederò che si possa instaurare un discorso anche aspro di critica, ma partendo da basi comunemente accettate".

    I dati in questione Castelli li ha snocciolati anche ai giornalisti: "Abbiamo aumentato il bilancio della giustizia, i numeri dei magistrati, gli interventi negli uffici giudiziari. E quindi non è vero che abbiamo diminuito le risorse". Il ministro ha poi escluso che la riforma potrà portare alla sottoposizione del pm all'esecutivo, come sostengono i magistrati: "Se ci fosse un punto del genere sarei il primo a toglierlo; non voglio fare testi che siano patentemente incostituzionali".

    Il ministro Castelli all'arrivo a Venezia


    Sollecitato ancora dai giornalisti che gli riferivano di un inasprimento della separazione delle funzioni prevista dal suo disegno di legge annunciato dal presidente della Commissione Giustizia della Camera Gaetano Pecorella ha risposto: "Il testo venuto fuori al Senato è scritto dai quattro saggi che rappresentano tutte le componenti della Cdl, è stato attentamente meditato e valutato e quindi credo vada bene così com'è". Poi ha aggiunto che per eventuali miglioramenti al ddl ''i quattro saggi della Casa delle Libertà si riuniranno martedì prossimo''.

    E a chi infine gli chiedeva un commento sulla relazione congressuale del presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati, ha risposto: "Bruti ha detto quel che ci si aspettava che dicesse".


    (6 febbraio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito Re: Castelli: si dice Bozen non Bolzano

    Originally posted by Der Wehrwolf
    Il ministro della Giustizia accolto con gelo al congresso
    alla Fenice di Venezia. Brusii quando chiama 'Bozen' Bolzano
    Castelli ai magistrati dell'Anm
    "Non esistono toghe intoccabili"
    Per il Guardasigilli lo sciopero, "è una libera valutazione"
    ma "la riforma non è affatto punitiva per i pm"


    Il ministro Castelli all'arrivo a Venezia

    VENEZIA - "Non esistono magistrati intoccabili". Appena sbarcato a Venezia per partecipare al congresso dell'Associazione nazionale magistrati in corso alla Fenice, il ministro della Giustizia Roberto Castelli risponde sull'azione disciplinare intrapresa nei confronti dei pm di Milano Boccassini e Colombo spiegando che "non esistono santuari, non esistono magistrati che abbiano prerogative superiori ad altri colleghi". Il Guardasigilli ha sottolineato che le sue sono affermazioni generali e dunque di non voler parlare di casi concreti. Ma poi ha ricordato che l'articolo 107 "dà al ministro il diritto-dovere di esercitare l'azione disciplinare" e "le azioni ispettive sono effettuate dai magistrati; laddove si ritiene necessario - ha aggiunto - il ministro dà il via all'azione disciplinare". Castelli ci ha tenuto ancora a sottolineare che "le ispezioni fanno parte del mio dovere: non è assolutamente una questione di inimicizia nei confronti di nessuno".

    Il congresso dell'Anm ha accolto gelidamente il ministro. O meglio, al suo ingresso è scoppiato un applauso che ha lasciato un attimo perplesso Castelli, ma subito, Bruti Liberati ha spiegato indirettamente l'accaduto: i magistrati in sala avevano applaudito fragorosamente il loro collega Ignazio Patrone che stava parlando e, dalla tribuna, aveva appena ricordato Giovanni Falcone raccontando come gli spagnoli gli avessero appena dedicato una loro istituzione giuridica.

    Così il ministro ha parlato per 40 minuti e subito dopo ha lasciato la sala, ricevendo un applauso molto tiepido alla fine del suo intervento. In diverse occasioni le sue parole hanno suscitato brusii nell'affollatissima platea. La più rumorosa quando, parlando dei concorsi banditi, ha chiamato Bolzano Bozen e, non capendo il motivo del rumoreggiare ha chiesto spiegazioni. "Si dice Bolzano, non Bozen", ha spiegato qualcuno dalla platea. "Ma io - ha replicato Castelli - sono rispettoso dell'identità locale".
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    Prima di entare al congresso, Castelli ha subito chiarito che lo sciopero, è "libera valutazione dei magistrati". Per questo il ministro non ha cercato di convincere la magistratura a desistere dall'astensione che potrebbe proclamare al termine di questa quattro giorni veneziana. E a chi gli domandava che cosa era venuto a dire alle toghe, ha risposto: "Non sono certo venuto a convincerli della bontà delle nostre tesi", ma è necessario "un confronto su dati di fatto. Ho sentito dire cose fuori dalla realtà. E' necessaria una base di discussione comune".

    Castelli ha poi difeso la riforma dell'ordinamento giudiziario, che ha suscitato molte critiche nella magistratura, sostenendo che "il testo licenziato dal Senato non è così punitivo come sostengono i magistrati". E ha anticipato che intende esporre alla platea del congresso "dati di fatto che confortano questa riforma". Il ministro non ha dubbi: "E' necessario trovare una base di discussione comune; ai magistrati esporrò dei dati e su questi chiederò che si possa instaurare un discorso anche aspro di critica, ma partendo da basi comunemente accettate".

    I dati in questione Castelli li ha snocciolati anche ai giornalisti: "Abbiamo aumentato il bilancio della giustizia, i numeri dei magistrati, gli interventi negli uffici giudiziari. E quindi non è vero che abbiamo diminuito le risorse". Il ministro ha poi escluso che la riforma potrà portare alla sottoposizione del pm all'esecutivo, come sostengono i magistrati: "Se ci fosse un punto del genere sarei il primo a toglierlo; non voglio fare testi che siano patentemente incostituzionali".

    Il ministro Castelli all'arrivo a Venezia


    Sollecitato ancora dai giornalisti che gli riferivano di un inasprimento della separazione delle funzioni prevista dal suo disegno di legge annunciato dal presidente della Commissione Giustizia della Camera Gaetano Pecorella ha risposto: "Il testo venuto fuori al Senato è scritto dai quattro saggi che rappresentano tutte le componenti della Cdl, è stato attentamente meditato e valutato e quindi credo vada bene così com'è". Poi ha aggiunto che per eventuali miglioramenti al ddl ''i quattro saggi della Casa delle Libertà si riuniranno martedì prossimo''.

    E a chi infine gli chiedeva un commento sulla relazione congressuale del presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati, ha risposto: "Bruti ha detto quel che ci si aspettava che dicesse".


    (6 febbraio 2004)

    I magistrati, essendo per il 95% meridionali e nazziunalistici, hanno poco rispetto per le identità locali.

  3. #3
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    Predefinito



    Vorrebbero che si parlasse calabrese anche in Tirolo....certo noi non vogliamo che si parli trentino-tirolese o sud-tirolese in Calabria!Dio ce ne scampi!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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