



porc.. mi hai anticipato.. lo stavo pensando oggi pomeriggio..
organizziamo una grande festa dell'ulivo per festeggiare.
Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
www.candidonews.wordpress.com
Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...


Sì.
La chiameremo LA GRANDE FESTA DELLE LIBERTA'.
Devo preparare un grande discorso che rimanga nella storia di POL, tipo Ich Bin Ein Berliner oppure Amo Profondamente Il Mio Paese.
Per l'abbuffata dopo il discorso, il menù è d'obbligo: POLLO FRITTO.




Mi dispiace, ma i liberaldemocratici di ispirazione repubblicana e mazziniana saranno troppo impegnati a festeggiare una vera festa di libertà... il IX febbraio.In Origine postato da brunik
La chiameremo LA GRANDE FESTA DELLE LIBERTA'.


Kennedy no per favore, io sarei più sul ...In Origine postato da brunik
Sì.
La chiameremo LA GRANDE FESTA DELLE LIBERTA'.
Devo preparare un grande discorso che rimanga nella storia di POL, tipo Ich Bin Ein Berliner oppure Amo Profondamente Il Mio Paese.
Per l'abbuffata dopo il discorso, il menù è d'obbligo: POLLO FRITTO.
Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese POLLISTA, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare...


..."60 giorni che hanno cambiato POL"...In Origine postato da brunik
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Cosa avete fatto di tanto importante, a parte la creazione della GUP?![]()
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Simo sulla buona strada per ri-istituire l' O.V.R.AIn Origine postato da Aledex
..."60 giorni che hanno cambiato POL"...
Cosa avete fatto di tanto importante, a parte la creazione della GUP?![]()
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Ordine
Volontario
Repressione
Antipollista


La nostra grande festa a base di pollista verrà tenuta in contemporanea su POL e a Bangkok dal mio collega.In Origine postato da brunik
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Questo per dimostrare che anche se hanno il virus dell'antiprodismo non sono pericolosi, basta friggerli a 75°.
Ho l'acquolina in bocca, già mi sento le dita tutte unte di pollo.
Alla fine grande gara di rutti, al vinciotore diamo il posto in quota Ulivo nel CSM.
Corriere della Sera, 7.2.04
La festa del premier-miliardario «Quale virus, mangiamo i polli»
Bangkok, il capo del governo sfida l’influenza e ordina: oggi si brinda Centomila uova sode e un gigantesco stufato per combattere la crisi
DAL NOSTRO INVIATO
BANGKOK - Oggi, in Thailandia, fanno la festa al pollo. Nel vero senso della parola: «Mangiar polli è sicuro al 100 per cento», si chiama infatti la celebrazione ideata dal governo; sottinteso: «Influenza o no». A Bangkok, nella spianata delle grandi parate accanto al Palazzo reale, il primo ministro Thaksin Shinawatra darà il via a una mangiata di 100 mila uova sode, che saranno regalate alla folla. Altre 10 mila uova sode finiranno, come ha preannunciato il ministro della sanità, «nel più gigantesco palo, o stufato, del mondo». Mentre migliaia di pennuti, anch’essi gratis, rosoleranno in pentole e padelle, alla temperatura minima di 75 gradi definita come un’ottima barriera anti-virus. Ci sarà infine una gara a chi divora più ali e cosce: 5 mila bath (circa 106 euro) al vincitore. Lo stesso accadrà in altre città.
Ad Ayuthaya, l’antica capitale, è prevista anche una cerimonia religiosa capeggiata dal governatore: si chiederà «il perdono per la strage dei volatili».
Un po’ l’opposto del vicino Vietnam: che le bestiole alate, nel dubbio, le ha bandite da tavole e mercati, anziché regalarle in piazza. Qui a Bangkok, scommessa diversa: puntare sul pollo «sicuro», cioè ben cotto, per rasserenare l’opinione pubblica e l’economia. Non sarà facile, con l’allarme in 37 province, e la notizia di un nuovo contagio - una bambina - nelle ultime ore. E certo il governo, quarto esportatore di pollame al mondo, in questa battaglia si gioca molto: bilanci, salute politica, prestigio internazionale. Ma dire governo, in Thailandia, è dire Thaksin Shinawatra: 53 anni, dottore in legge ed ex-colonnello della polizia, eletto tre anni fa da un «tsunami», un maremoto di voti, alla testa di un partito che egli stesso aveva fondato; e oggi al potere con una maggioranza di 220 seggi; uomo più ricco del paese, già magnate delle telecomunicazioni, tanto amato dai suoi elettori come criticato dagli altri. Per lui, l’evento dell’epidemia aviaria è forse il primo, vero burrone politico da attraversare. L’opposizione lo accusa di aver nascosto o ritardato la verità: sulla virulenza del male, sul numero dei contagi, sulle misure di sicurezza. Shinawatra risponde che, al contrario, sono stati certi esperti internazionali a esagerare. «Avete paura? E’ roba sana, venite qui a mangiare», disse 15 giorni fa a un gruppo di giornalisti, addentando un dorato ruspante.
Ma insieme a quelle sull’epidemia, tornano a galla altre vecchie e nuove polemiche: come il sospetto di aver addolcito certe dichiarazioni dei redditi, anni fa; l’accusa di aver nominato un cognato vice-capo della polizia, preparandogli già da ora nuove scalate; o quella di aver fatto «scontare» 17 milioni di baht dalla concessione governativa stretta con la Itv o «Televisione Indipendente», prima tv privata del paese, controllata al 77% dai familiari del premier. «Fate gli interessi della nazione, non i miei», ha raccomandato Shinawatra ai ministri, secondo quanto poi riferito dal suo portavoce. «Io ho già abbastanza di mio e non ho bisogno di altro». Ma, come ha detto di lui lo stesso re Bhumibol Adulyadej, «il primo ministro non ama essere criticato perché questo lo irrita sempre». E così, alla fine, il vaso ha traboccato e Shinawatra ha comunicato ai giornalisti: per 7 giorni, non parlerò con voi. Anche se, oggi, la festa delle uova potrebbe essere l’occasione per ripensarci.
L’indice di popolarità del primo ministro - gli ultimi sondaggi sono anteriori all’epidemia - è sempre stato altissimo, intorno all’80%. Secondo gli analisti dell’istituto Asian Pacific Management Forum, «molti thailandesi sperano che la fortuna di Thaksin, con tutta quella ricchezza messa insieme da umili origini e attraverso un impero dei media, possa lasciare uno sbaffo anche su di loro». Ma certo «governare un paese di 60 milioni di anime è molto più complesso che dirigere qualunque azienda, anche se alcune doti imprenditoriali possono essere trasferite nel nuovo compito» (a torto o a ragione, e molto lontano dalla Thailandia, è lo stesso parallelo che altri politologi hanno fatto per un altro imprenditore e primo ministro, Silvio Berlusconi).
Per critici e dubbiosi, il «fortunato Thaksin» ha sempre avuto una risposta pronta: «Niente come il successo attira il successo». E finora, almeno fino a questa disgrazia del virus, la sua biografia gli ha dato ragione.
Gli inizi sono appartati, ma all’ombra di un’istituzione che qui, come in altri paesi del Sud-Est asiatico, gode ancora di prestigio e potere: la polizia. Passata l’accademia, e qualche college in America, Shinawatra non sbaglia un solo passo. Sulle origini dei primi fondi, biografi amici e nemici discutono ancora. Ma non su quello che segue, e sull’intuito dell’uomo d’affari: prima fondatore dell’azienda «Shinawatra computer e comunicazioni» e poi del partito «Thai rak Thai» («I Thai vogliono bene ai Thai» o «Forza Thailandia»); insignito nel 1993 - fra molti altri onori - del premio «Uomo Telecom dell’anno»; e dall’anno seguente - cedute le quote nelle aziende - tuffato in politica. «Il fortunato» vince le sue campagne elettorali presentandosi come imprenditore - immagine costante: l’uomo che chiacchiera poco, e risolve i problemi - non come politico di mestiere; e attaccando ogni giorno la «noiosa campagna» degli avversari, i democratici; o accusando di strumentalizzazioni politiche chi a sua volta lo accusa di evasione fiscale. Promette ai contadini che potranno avere una visita del medico della mutua senza spendere più di 75 centesimi. Ma si rivolge anche alle classi medie e benestanti di Bangkok, stufe di tasse e di Stato. Soprattutto, Shinawatra si impegnava a lanciare grandi opere pubbliche e a dare un milione di Baht (circa 24 mila euro) a ognuno dei 70 mila villaggi del paese. La «Thaksinomics», così è stata battezzata la sua ricetta economica, ha dato risultati innegabili: il prodotto nazionale lordo che viaggia verso il 6,2%, i tassi d’interesse in giù, i consumi in su, gli altri leader del Sud-Est asiatico che guardano ammirati.
Ma ci sono state anche, negli ultimi mesi, memorabili gaffes: per esempio, quel «se si sono fatti ammazzare perché impreparati, se lo sono meritato», detto dei soldati e poliziotti uccisi dai ribelli islamici nel Sud. E colpi di sfortuna: 3 giorni fa, si inaugura il primo volo dell’Air Asia, striscioni di benvenuto, alla Tv di Stato e alla Itv non si parla d’altro; ma dopo 20 minuti, c’è un guaio in un’ala e l’aereo deve fare un atterraggio di emergenza.
L’appuntamento, per le telecamere, è rimandato alla festa di oggi. «Chi mangerà i polli thailandesi se nessun thailandese mangerà i propri polli?», dice uno degli slogan. E la risposta riguarda tutti, anche i «fortunati».
Luigi Offeddu


IL MENU' DELLA GRANDE FESTA DELL'11 FEBBRAIO INNERVOSISCE IL PREMIERIn Origine postato da brunik
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"Basta con la vecchia politica. Conosco i vostri metodi da irresponsabili. Fate favori di qua e di là e poi raccogliete voti, ma io vi denuncio, non ve la caverete a buon mercato, vi faccio a pezzi. Io le televisioni le so usare e le userò. Chiaro? Mi avete rotto i coglioni. Non mi faccio massacrare due anni e mezzo per poi schiattare come un pollo cinese. Se andiamo avanti in questo modo ci stritolano, lo capite o no, affaristi che non siete altro?»."
Silvio Berlusconi, su Libero del 7.2.04