Vera Heinzl, 20 anni, era sparita la notte tra il 19 e il 20 agosto
Quella sera aveva conosciuto tre giovani magrebini
Roma, trovata morta nel Tevere
la ragazza tedesca scomparsa
Era in vacanza in Italia con un'amica, già ascoltata dal pm
L'ultimo sms ai genitori: "Sono felice, vi voglio bene"
ROMA - Per il riconoscimento ufficiale bisognerà ancora aspettare ma ormai è certo che il corpo recuperato stasera nel Tevere è quello di vera Heinzl, la ragazza tedesca scomparsa nella notte tra il 19 e il 20 agosto.
Il cadavere è emerso all'altezza di Ponte Marconi. A far ritenere agli investigatori che si trattasse della Heinzl sono stati alcuni elementi ritenuti certi, come la sua altezza e i capelli biondi. Ma anche un maglietta bianca con i fiori rosa, un pantalone bianco e, soprattutto, un orologio rettangolare in acciaio, hanno portato ad avvalorare la tesi che si tratti proprio della ventenne tedesca scomparsa qualche giorno fa.
Resta da chiarire come la giovane donna sia finita nel Tevere. I dubbi resteranno in piedi almeno fino a quando il medico legale potrà stabilire le cause della morte. Si esclude il suicidio. Il magistrato che si occupa dell'inchiesta ha anche disposto un ulteriore sopralluogo, alla ricerca di ulteriori indizi che possano chiarire anche la dinamica della morte della giovane.
Di Vera Heinzl non si avevano più notizie dalla notte tra il 19 e il 20 agosto, dopo una serata in un locale con un'amica e tre maghrebini. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile di Roma.
La ventenne tedesca si trovava a Roma in ferie con un'amica. Fino al 18 giugno aveva lavorato come ragazza alla pari presso la signora Cristina Poja. "Stava da me dal settembre scorso", dice la signora. "Poi a giugno è tornata in Germania. Durante le ferie ha fatto un viaggio in Jugoslavia, e poi nella sua cittadina natale nella Foresta Nera, dove ha incontrato una sua vecchia amica assieme alla quale ha deciso di tornare in Italia". A Roma, Vera e la sua amica avevano trovato alloggio presso una struttura religiosa.
"Il giorno dopo il nostro arrivo ci siamo sedute sulle scale di piazza di Spagna a bere vino insieme a due ragazze tedesche che avevamo conosciuto in aeroporto", ha raccontato l'amica di Vera, già ascoltata dal pm Gloria Attanasio, che coordina le indagini. "Dopo che loro sono andate via ci si sono avvicinati tre nordafricani uno dei quali era stato notato da Vera la sera precedente, sempre in piazza di Spagna. Mi aveva detto che le piaceva". Secondo il racconto della ragazza, il gruppo verso mezzanotte si è diretto in un locale del centro storico. All'una di notte, Teresa stanca se n'è andata.
Da quel momento si sono perse definitivamente le tracce di Vera Heinzl. "Il giorno dopo, vedendo che non era rientrata", ha spiegato Teresa, "ho provato a chiamarla, ma aveva il telefono staccato. La sera sono tornata a piazza di Spagna e ho riconosciuto quel ragazzo con il quale Vera era rimasta a parlare nel locale. Non mi ha saputo dire nulla di preciso, solo che l'aveva lasciata verso le 4 a piazza Navona. Sono andata alla polizia e insieme a loro sono tornata a piazza di Spagna ho visto di nuovo quel ragazzo, l'ho indicato agli agenti e loro l'hanno preso e portato via".
L'uomo è stato fermato, gli sono trovati addosso stupefacenti: avrebbe anche dei graffi sul corpo.
In Italia sono arrivati i genitori della ragazza tedesca. I coniugi Irene e Reinhard Heinzl, in attesa di essere ascoltati dal magistrato, hanno rivelato di aver ricevuto da Vera un sms la sera della scomparsa, alle 19,44: "Buonasera. Siamo sedute su un terrazzo, mangiamo pastasciutta e beviamo vino. Non potrei fare nulla di più bello. Vi voglio bene", questo il contenuto del messaggio.
I genitori di Vera, lei impiegata comunale e lui rappresentante, hanno parlato della figlia come di "una ragazza brava e intelligente". Per sottolineare che "non sarebbe mai sparita volontariamente nel nulla. Era venuta qui perché voleva imparare bene l'italiano. E' una giovane riservata, tranquilla. Non è mai scappata di casa".
(25 agosto 2004)


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