Da: http://italy.indymedia.org/features/guerreglobali/#1254
Benetton prepara un nuovo sgombero in Patagonia
Nella Patagonia argentina, il furto delle terre e la repressione del popolo Mapuche, gli abitanti nativi di questa regione, non sono mai finiti. A piu' di un secolo dall' inizio della conquista da parte dello stato argentino, la Patagonia e' sempre stata una torta succulenta che i capitali stranieri, in collaborazione con la classe dirtigente nazionale, non hanno mai smesso di dividersi. Tra i nuovi latifondisti della regione, imprenditori stanieri e personaggi dello spettacolo attratti dalla moda liberista e dalle privatizzazioni degli anni 90, spicca il nome di due italiani: Carlo e Luciano Benetton. Forse piu' famosi nel mondo per le campagne pubblicitarie a favore di 'cause nobili' che per i metodi disumani e coloniali con i quali gestiscono i loro affari, i fratelli Benetton sono oggi il piu' grande proprietario terriero in Argentina con 900.000 ettari (un area equivalente a 900.000 campi da calcio) della ricca e fertile Patagonia. Con il 9% delle terre piu' produttive della regione, i loro possedimenti sono 40 volte la dimensione della capitale argentina, Buenos Aires, che e' la seconda citta' piu' grande in America Latina.
La storia di questa fortuna non si discosta dalla tradizione di repressione e negazione del diritto all' esistenza che i popoli Mapuche hanno subito negli ultimi due secoli. Gli ultimi a finire nel mirino degli interessi del gruppo Benetton sono un gruppo di 8 famigle che hanno l' unica sfortuna di abitare un ettaro di terra che i Benetton vorrebbero aggiungere alle centinaia di migliaia che gia' possiedono in Patagonia. Dopo la storia della famiglia Curiñancos, questa volta 50 persone e una scuola frequentata da 18 bambini rischiano di essere sgomberati, senza che gli venga fornita una valida alternativa abitativa, per lasciare posto ad un attivitita' turistica che i Benetton, con la collaborazione del governo della regione, vorrebbero impiantare approfittando del progetto di ristrutturazione della linea ferroviaria.


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