Benchè con un po' di ritardo, ritengo non inutile intervenire per informare i frequentatori del forum sugli esiti dell' incontro tenutosi l' 11 gennaio scorso a Firenze, che ha visto partecipare le realtà che avevano già dato vita all' assemblea romana del 13 dicembre 2003.
A Firenze, dunque, è stato predisposto il programma di iniziative che dovrebbe concludersi con un nuovo incontro a fine febbraio.
La costituzione ovunque possibile dei "Comitati Iraq libero" , rivolti alla denuncia delle atrocità commesse dagli eserciti mercenari invasori del territorio iracheno e quindi alla spiegazione delle motivazioni della resistenza del popolo iracheno, costituisce la prima tappa di un impegnativo percorso. In prospettiva si dovrebbe arrivare alla creazione di una "Rete di Comitati Iraq libero" con un coordinamento ed un Comitato di Presidenza.
Questi Comitati avranno il compito di rendere il più possibile nota l' illegalità dei provvedimenti economici presi dagli americani a proprio vantaggio e di riaffermare l' idea fondamentale del diritto alla resistenza di ogni popolo che subisca l' invasione di eserciti stranieri.
Sit-in di protesta e manifestazioni saranno organizzati in occasione del voto parlamentare per il rifinanziamento della missione italiana in Iraq, voluta dal governo Berlusconi, che finora si è dimostrato come il più servo degli Stati Uniti di Bush.
Si è parlato anche della possibilità della costituzione di un "Comitato Internazionale di giuristi per la liberazione dei prigionieri" detenuti, in spregio ad ogni convenzione internazionale, dagli americani.
I partecipanti hanno stabilito di aderire alla manifestazione del 20 marzo 2004, organizzata dal Movimento dei Movimenti per la pace in Iraq, ma con una posizione distinta.
Anche se, dopo i fatti di Nassiriya, gli attacchi ad ogni forma di dissenso rispetto alla politica dei governi atlantici in Iraq sono stati intensificati dai mass-media di regime, è stato tuttavia ritenuto indispensabile che venga ricordata dai Comitati, in ogni occasione pubblica, la reale condizione dell' Italia oggi: quella di un paese a sovranità limitata, occupato anch' esso dalle truppe americane stanziate in cento basi militari sparse nella penisola.
Il rifiuto dell' imperialismo in ogni sua forma, anche dell' "imperialismo democratico" alla Clinton, sarà netto e totale. Altrettanto netta sarà la polemica contro chi, nell' ambito della sinistra italiana, assimila la resistenza armata irachena al "terrorismo", optando per un pacifismo assoluto storicamente perdente ed arrivando ad affermare che la lotta contro i resistenti iracheni va fatta, ma "con altri mezzi"!
Il prossimo appuntamento è per la fine di febbraio, sempre a Firenze.




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