Ulivo verso
la costituente
E i Ds
perdono pezzi
I comitati promotori dei cittadini partono. Plausi da Fassino e dai partiti del "triciclo". I Verdi: "Basta con queste prove muscolari tra alleati". Falomi e De Zulueta abbandonano i Ds.
ROMA - Da una parte c'è il via al processo che porterà alla costituente dell'Ulivo, salutato in pompa magna dai partiti del "triciclo" e da Piero Fassino, dall'altro lato si registrano defezioni non da poco e che sembrano presagire i livelli di una vera e propria diaspora. Così se era annunciata la porta sbattuta di Vattimo dai Ds, sono una sorpresa quelle di Antonello Falomi e
di Tana de Zulueta. I lidi di approdo, anche a livello periferico, della base, il Pdci di Diliberto e la lista di Occhetto-Di Pietro.
Rimangono sullo sfondo i Verdi, anche se Pecoraro Scanio spiega: "Bisogna cominciare a comportarsi in modo corretto e leale, come si dovrebbe fare tra alleati, soprattutto senza arroganza, perché se si critica Berlusconi che a volte vuole fare il dittatore della maggioranza, a maggior ragione non si
può replicare con una politica muscolare che non porta da nessuna parte".
L'incontro con Prodi alle porte potrebbe far uscire dall'impasse ma è da vedere dove si collocherà il gruppo parlamentare riformista. "Perché se fosse in un'area di centro - si spiega - magari partner della compagine di Chirac, l'accordo sarebbe impossibile". Se invece fosse diverso, il simbolo del "Sole che ride" potrebbe anche essere sacrificato.
Non è un caso, quindi, lo scambio di battute tra D'Alema e l'esponente
ambientalista Cento in Transatlantico. L'uno apostrofa: "Se noi siamo il Triciclo voi siete un monopattino", l'altro prova a rispondere per le rime, ma non riesce nella stoccata secca e argomenta: "Non avete il coraggio di scrivere la parola riformista nel simbolo. Puntate sul fatto che la gente si sbagli, scelga l'Ulivo e voti voi". La distanza tra le due anime principali del centrosinistra rimane, insomma, e si allarga sempre di più.
Mastella, da democristiano capace di mille accordi, prova a fare una proposta che lui stesso definisce "paradossale": "Stiano insieme - dice - gli amici che hanno sottoscritto il patto tra di loro o si presentano assieme nelle amministrative. Quindi tutti insieme appassionatamente, compresa magari anche Rifondazione comunista. Così diamo subito il messaggio di voler governare il Paese, anche con due anni di anticipo. Se gli altri accettano noi valutiamo".
(10 febbraio 2004 - ore 19,00)


Rispondi Citando


