Il WWF chiede maggiore impegno del governo e del mondo venatorio per stroncare le stragi venatorie compiute all'estero, soprattutto nei paesi dell'Est.
La notizia del blitz odierno da parte del NIPAF di Verona del Corpo Forestale dello Stato, che ha portato al sequestro di almeno 10 tonnellate di uccelli e altri animali esportati illegalmente, rileva ancora una volta le responsabilita del nostro paese e di una parte del nostro mondo venatorio sul continuo massacro di fauna protetta in paesi oltre confine (come Serbia, Montenegro, Albania) dove le difficolta economiche, l'inadeguatezza di sistemi di controllo e la mancanza di rigide regole consentono ai nostri "bracconieri da esportazione" di fare bottini vergognosi e vere e proprie stragi di fauna a dispetto delle norme internazionali.
In Italia secondo un recente rapporto dell'Ufficio TRAFFIC del WWF, sono circa 50.000 i cacciatori 'in trasferta' all'estero almeno una volta all'anno. L'Italia viene dopo Francia e Spagna per numero di viaggi venatori, ma e probabilmente prima in fatto di malcostume. Tra le "bravate" scoperte negli ultimi anni: alla fine del 2001 grazie alle indagini del Corpo Forestale dello Stato sono stati sequestrati 12.000 uccelli congelati, appartenenti a specie protette uccisi da cacciatori italiani. Per molti anni la Turchia aveva chiuso le frontiere ai cacciatori italiani, rei di continue violazioni alle leggi dell'etica venatoria.
Purtroppo cio' che viene alla luce e' solo la punta di un iceberg di un mercato clandestino che vede coinvolti cacciatori senza scrupoli, agenzie venatorie compiacenti e quei ristoratori che continuano ancora oggi, eludendo le leggi, ad offrire piatti proibiti: un mercato illegale del valore di milioni di Euro. Il WWF chiede al Governo di prendere seri provvedimenti verso questi crimini che mettono a repentaglio intere popolazioni di specie protette a livello europeo.
"Chiediamo al Ministro dell'Agricoltura, Alemanno, di dare maggiore impulso all'attivita di polizia del Corpo Forestale dello Stato, anche alla luce della recente riforma approvata, rinvigorendo la sua azione investigativa con risorse e mezzi adeguati e costituendo quei centri di intelligence a livello nazionale che servono per meglio indirizzare l'attivita investigativa - sottolinea Massimiliano Rocco, Responsabile dell'Ufficio TRAFFIC e Specie del WWF - egregiamente portata avanti in particolare dai NIPAF del Nord EST Italia, come dimostrato anche negli scorsi giorni dall'indagine promossa dal NIPAF di Vicenza".
Il WWF chiede anche che si coinvolga il mondo venatorio e le stesse agenzie venatorie in un tavolo governativo sul problema della caccia all'estero, chiedendo di prendere posizioni nette di condanna e l'impegno a contrastare i fenomeni di illegalita, isolando le agenzie poco serie. Questi fatti danneggiano oltretutto l'immagine dell'Italia a livello internazionale. L'episodio di questi giorni rientra nel piu ampio fenomeno del turismo venatorio all'estero su cui l'Ufficio Traffic del WWF ha pubblicato un rapporto: le mete preferite dei nostri cacciatori sono oltre all'Ungheria, l'Albania, la Bulgaria, la Polonia, la Romania. Spendendo cifre che variano tra 500 fino ai 1500 Euro, viaggio compreso, le agenzie (basta fare una rapida ricerca su internet) promettono bottini straordinari in 3 - 4 giorni di viaggi. Questo discutibile turismo di caccia comprende anche la caccia grossa in sud America e in Africa, con un giro d'affari annuo di almeno quattro milioni di Euro.
Fonte: WWF Italia http://www.wwf.it mailto:wwf@wwf.it
Roma, 26 gennaio 2004 - Ufficio stampa WWF Italia: 06.84497377-266 www.wwf.it/caccia




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