Immagino che al momento del primo "Si" alla camera vi siano state già su questi forum forti discussioni. Scusate, ma poichè sono nuovo, non ho potuto seguire quelle discussioni, dato che questo è probabilmente l'argomento di cui vorrei discutere più diogni altro, ora che c'è stata l'approvazione definitiva mi permetto di riaprire il dibattito.
Ci sarà senz'altro in questo thread chi sosterrà che l'embrione è una persona, che la sua uccisione è un omicidio, e su questo avrò l'occasione di esporre le mie tesi su come l'embrione non possa esser considerato in alcun modo una persona e fra le due "persone" (madre ed embrione) in gioco la persona da tutelare quindi resti quindi una sola.
Inizialmente però vorrei portare l'attenzione su un altra questione, molto meno opinabile, la questione giuridica. Io sono pronto a sfornare lunghissimi procedimenti logici per arrivare alla conclusione che l'embrione non è una persona, ma questo rimane fra noi. Ciò che invece già oggi l'ordinamento dice -e lo dice tra l'altro nel migliore dei modi, cioè con il voto diretto del popolo- è che l'embrione non è una persona, e che lo diventa quando si trasforma in feto. Poichè è sommo valore dell'ordinamento la tutela della dignità della persona umana, una legge come quella sull'aborto, se si fosse riconosciuto valore di persona all'embrione, sarebbe stata non solo illegale, non solo incostituzionale, ma la più eversiva delle leggi eversive. Dunque è scontatissimo concludere che vi è nella legge sull'aborto l'implicito non-riconoscimento di "persona" nell'embrione, anzi più che implicito è dato semplicemente per scontato, così come il significato delle parole "aborto", "interruzione", "gravidanza". L'ordinamento quindi riconosce in pieno -supportato in quel caso addirittura da un procedimento di democrazia diretta- il fatto che l'embrione non è una persona e non ha nulla a che fare quindi con la "tutela della persona" che è scopo dello stato costituzionale.
Detto questo, ora, pensiamoci su: sulla fecondazione assistita, alla luce della "tutela della persona", del "diritto alla salute" e del "diritto alla famiglia", oltre alla "non confessionalità dello stato", assodato che nell'ordinamento la persona in gioco resta solo e soltanto la madre, come è possibile che nello stesso ordinamento venga introdotta una vera e propria aberrazione come questa legge sulla fecondazione assistita? Si introduce una norma che limita la tutela della persona-madre, il suo diritto alla salute, e il suo diritto alla famiglia, in nome di cosa? In nome della tutela di colui che già l'ordinamento non riconosce minimamente come soggetto giuridico, come persona nè come portatore di alcun tipo di dignità? O è forse in nome di un dogma religioso, che nel laico stato italiano viene imposta una legge che considera persone gli embrioni (a tal punto da prevalere sui diritti della madre) quando poi appena uscita dall'ospedale con gli embrioni addosso essi cesseranno di essere persone in quanto abortibili????????
Al di là delle vostre convinzioni più profonde vi prego di riflettere sull'assurda contraddizione interna dell'ordinamento che questa legge ha creato, in special modo perchè contrasta con una legge approvata con referendum.
Secondariamente se volete anche iniziare il tipo di discussione cui accennavo all'inzio fate pure, ci divertiremo un sacco -e comunque la inizierò io, se riusciremo ad iniziare ed esaurire il discorso giuridico senza intoppi-




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