Per fare qualcosa per i giovani è essenziale conoscere i giovani. E i giovani di oggi non sono gli stessi di ieri. “Una politica per i giovani – ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana Angelo Passaleva, oggi nell’aula magna del rettorato dell’Università di Siena per il convegno “Giovani in Toscana” – non si può fare senza i giovani: aspirazioni, comportamenti, stili di vita dei ragazzi cambiano oggi in modo così veloce che è quasi impossibile averne una conoscenza compiuta. Il pregio di questa ricerca è proprio quello di fornire una istantanea di buona definizione per aiutarci nel difficile compito di capire qualcosa in più nell’universo giovanile”.

Per i giovani la Regione ha varato un progetto speciale, intersettoriale, che è partito nel 2000 e durerà fino alla fine della legislatura. Sul fronte delle politiche sociali ogni anno vengono investiti sul progetto giovani dai 600 agli 800 mila euro, un milione e 600 mila euro per l’educazione alla salute. Parte dei progetti si avvalgono anche del contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

La Toscana è terra inoltre di esperienze pilota, alcune raccontate oggi nel corso del convegno: il servizio civile in protezione civile, dodici mesi di lezioni in aula e sul campo seguite l’anno scorso da quaranta ragazzi e ragazze (giunti anche da fuori regione, trenta volontari e volontarie e dieci obiettori di coscienza), il progetto “Divertimento sicuro” che coinvolge pub e discoteche, le crociere estive in barca alla scoperta dell’arcipelago toscano organizzate da due anni per ragazzi tra i 15 e i 18 anni, un sito (www.segnalidifumo.net) tutto dedicato ai giovani, gli interventi contro il bullismo.

“Per quanto riguarda il rapporto giovani-istituzioni – conclude il vicepresidente della Regione, Angelo Passaleva - colpisce il fatto che il 26% degli intervistati, di età compresa fra i 14 e i 18 anni, dichiara di non avere un’immagine di qualsiasi tipo della Regione intesa come istituzione. Se questo dimostra come per i tre quarti dei giovani l’ente è conosciuto, dobbiamo anche trovare il modo per parlare con il restante quarto, che non è una percentuale di poco conto. Occorre intensificare gli sforzi di comunicazione differenziata potenziando quel progetto giovani che, da questa ricerca, si conferma come una premessa utile nelle nostre politiche”.

Più della metà dei giovani tra i 14 e 18 anni (il 53,8%) chiedono alle istituzioni e alla Regione spazi dove incontrarsi. La loro seconda richiesta è l’impegno per la pace. Quando crescono vanno invece più sul concreto e domandano interventi per l’imprenditoria giovanile o femminile.