Gaffe kamikaze a Londra
La deputata Tonge: capisco gli attentati palestinesi. Il partito la silura
ORSOLA CASAGRANDE
LONDRA
La deputata liberaldemocratica Jenny Tonge l'ha sempre saputo: dire apertamente ciò che pensa non l'avrebbe resa popolare, almeno non tra la leadership del suo partito. E così ieri puntuale è arrivata la richiesta di dimissioni del presidente dei Lib-dem, Charles Kennedy. La colpa di Tonge? Aver detto che se fosse cresciuta nei Territori palestinesi occupati da Israele avrebbe forse preso in considerazione la possibilità di diventare una kamikaze. Alla Bbc Tonge, che fino a ieri era la portavoce sulle questioni dell'infanzia per i Lib-dem, ha detto che «è necessario capire da dove vengono questi giovani kamikaze». Immediati gli attacchi, violentissimi, dei colleghi di partito e di molti deputati Labour. Louise Ellman, membro del gruppo laburista Amici di Israele, ha detto che Tonge «ha dato il via libera al terrorismo». Invano Tonge ha cercato di spiegare che pur non approvando la violenza, «dopo aver visto la sofferenza, l'umiliazione e le provocazioni alle quali sono soggetti i palestinesi quotidianamente da quando la loro terra è stata occupata da Israele, posso comprendere e cerco di capire che cosa spinge un giovane uomo o una giovane donna a diventare un kamikaze».
È stato durante un incontro pubblico promosso dalla Palestine solidarity campaign (l'organizzazione di solidarietà con i palestinesi che annovera tra i suoi patroni molti deputati della sinistra laburista) che la parlamentare ha detto che «se vivessi in quella situazione, forse anch'io - che sono madre e nonna - sceglierei di diventare una kamikaze». Inutile per Tonge tentare di spiegare dichiarazioni che in realtà sono cristalline. Jenny Tonge è solo l'ultima vittima di questa sorta di «censura preventiva» che ormai proibisce di criticare Israele per non urtarne la sensibilità. L'immediato utilizzo politico strumentale che di quelle dichiarazioni ha fatto l'ambasciata israeliana è in questo senso illuminante: la portavoce ha detto che quelle parole infiammeranno ulteriormente il conflitto incoraggiando altri kamikaze. Non solo, la portavoce ha aggiunto: «Siamo rimasti scioccati da questi commenti. Non ci saremmo mai aspettati dichiarazioni simili da nessun essere umano, e certamente non da un parlamentare inglese, dichiarazioni che dicono di comprendere tali atrocità. Le parole di Tonge - ha concluso la diplomatica - la dicono lunga sul suo livello morale». Ieri intanto il magazine Jewish chronicle ha pubblicato i risultati di un sondaggio da cui emerge che un inglese su sette crede che l'orrore dell'Olocausto sia stato esagerato. Inoltre quasi il 20% degli intervistati ritiene che un primo ministro ebreo sarebbe meno accettabile di un premier appartenente a qualunque altra religione. Di contro il 37% degli intervistati pensano che gli ebrei diano un contributo positivo alla vita sociale, culturale ed economica del paese. Il 20% la pensa diversamente e la stessa percentuale ritiene che la lobby ebraica abbia troppa influenza. Il 47% invece ritiene che ciò non sia vero. Nel complesso il sondaggio rivela, a detta degli analisti ebrei, che l'antisemitismo in Gran Bretagna è molto inferiore che negli Stati uniti e in Europa




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