Leggete e giudicate voi......

Fonte: Nucleo 1985

NUCLEO 1985...."duri a morire"

Per raccontare la storia del nucleo bisogna tornare indietro di una ventina di anni, precisamente ai primi anni ’80, in cui Ettore fondava “Triveneto Bianconero”. Già allora il simbolo era la “faccia che urlava” che era stata presa da una copertina di un disco di quell’epoca del gruppo PUNK “DEAD KENNEDY”. Io (Massimo) arrivo nella cittadina bassanese da Bologna, qualche anno dopo giusto il tempo per frequentare lo Juventus Club di Bassano e conoscere ovviamente Ettore.

Da lì a poco arriviamo nei giorni precedenti alla finale di coppa dei campioni di Bruxelles dove ci furono non pochi problemi organizzativi legati principalmente alla mancanza dei biglietti per assistere all’incontro. Per questo i partenti da Bassano si divisero in due gruppi:

I più meritevoli con i biglietti datoci dalla società (tra cui io)

I più occasionali con i biglietti comprati nelle agenzie di viaggio che offrivano pacchetti “tutto compreso”.

Il resto è cronaca nera ed il risultato per noi fu che tornammo da quella trasferta con due concittadini in meno.

Morirono in quella maledetta curva Z.

E’ subito dopo che comincia la nostra storia dove io, Ettore, Ermanno e tutti i giovani dello J.C. Bassano non riconoscendoci più nella politica ufficiale dei club decidemmo di fondare qualcosa di davvero diverso e più vicino al nostro modo di intendere lo stadio.

Decidemmo anche il nome dipingendo con le nostre mani il primo striscione di “Area Bianconera Bassano”.

Il nome al gruppo lo diedi io e come simbolo decidemmo di mantenere quello che Ettore aveva già in “T.B.N.”.

Tra i primi a raggrupparsi con noi ci furono i ragazzi delle Marche e quelli del trentino, fu allora che decidemmo che “Area Bianconera” doveva perdere la sua caratteristica locale e guardare ambiziosamente avanti. Per questo dal primo striscione togliemmo la scritta Bassano.

Poi arrivò il 1987, in quell’anno la Juve festeggiava il suo 90° anno di fondazione e in un incontro la squadra giocò con la prima maglia della sua storia, quella rosa.

Restammo folgorati da quel colore, tanto da avere un’altra intuizione che diventò poi anche una “provocazione” per altri gruppi di Torino che fondamentalmente sino ad allora probabilmente non ci avevano mai notato più di tanto.

Sicuramente credo che le tifoserie avversarie si chiesero chi erano quei ragazzi della Juve che portavano nelle loro curve uno striscione rosa con le scritte nere.

Per noi furono anni di grande entusiasmo nonostante che la Juve non vinceva praticamente nulla. Ma il nostro credo era forte e per “AREA” si lavorava incessantemente.

Subito dopo lo striscione rosa ed il terremoto emotivo che esso aveva creato, sentivamo l’esigenza di trovare un’immagine definitiva al nostro nome, dove il rosa rimaneva un elemento di diversità con gli altri gruppi juventini ma non più così accentuato.

E’ da queste analisi che nascono i caratteri definitivi di AREA i quali risulteranno anche i più conosciuti della storia del gruppo.

Nasce così lo striscione definitivo che inaugurammo in occasione della trasferta di Kart Marx Stadt per un incontro di Coppa Uefa che si giocava proprio nei giorni del crollo del muro di Berlino.

Nel frattempo la Juve stava preparandosi ad abbandonare lo Stadio Comunale per andare a giocare nel nuovo stadio Delle Alpi e per noi era giunto il momento di prendere un’altra decisione, cioè quella della posizione da prendere con il nostro striscione nel nuovo stadio.

Fu nel secondo anno del Delle Alpi che il gruppo esplode definitivamente raggiungendo i 550 abbonamenti in curva sud, un contatto definitivo con la società ci garantiva biglietti per le partite in casa e fuori.

Ma come in tutte le belle storie c’è sempre il momento di crisi e flessione, per coma la vedo io, la crisi di AREA comincia con l’uscita di Ettore e la mia difficoltà nel gestire il gruppo in corrispondenza di una fase in cui il mio matrimonio con due figli gemelli barcollava ed andava malissimo il mio lavoro.

Decisi di riunire il gruppo in una riunione dove si doveva nominare il mio successore.

Fu una riunione dura e combattuta, l’AREA si divise in due gruppi dove, a parole, l’anima più ultras era rappresentata dal gruppo della Lombardia che in quel momento era il più numeroso assieme al Veneto.

Fu l’ultima mia decisione da capo e sicuramente la più sbagliata, anch’io votai per loro ritenendo i “miei” veneti rimasti in quell’epoca troppo “mollicci” e con poca esperienza da gestire un gruppo così grosso ed importante.

Credo di essermi fatto odiare dai ragazzi del Veneto, ma la mia parola era ancora rispettata.

Così fu che nel campionato ’93 ’94 la storia di AREA proseguì grazie ad altre persone.

Di quel periodo posso raccontare molto poco, ma di sicuro una cosa posso dire; QUELLE POCHE VOLTE CHE TORNAVO IN CURVA NON ERO PIÙ OSPITE GRADITO, TANTO DA ESSERE DIFFIDATO DAI MIEI SUCCESSORI DI TORNARE IN CURVA SUD.

POI PARLANDO CON VECCHI AMICI DEL GRUPPO MI RESI CONTO DELL’ERRORE CHE AVEVO COMMESSO NEL GIUDICARE QUESTI RAGAZZI IN MANIERA POSITIVA E DECIDO DI SFIDARLI ENTRANDO DA SOLO IN CURVA ALL’ULTIMA DI CAMPIONATO DEL ’94 ’95.

MI ASSALGONO IN 5, 6 PERSONE, LA SOFFERENZA DI QUEL GIORNO NON FU IL DOLORE FISICO MA CAPIRE CHE QUEL NOME PER ME MORIVA PER SEMPRE.

Dopo il fattaccio l’AREA si sgretola, qualche sezione confluisce nei Fighters, qualcuna segue il gruppo Lombardia ancora dietro lo striscione AREA senza avere capito che ormai era rimasta una tela senza anima e noi veneti rimasti veramente pochi decidiamo di ripartire da zero con un nuovo nome.

Stavo ricominciando una nuova scommessa assieme agli stessi ragazzi veneti che avevo umiliato due anni prima non dandogli la successione al comando di AREA.

Anche in questa nuova avventura propongo il nome del gruppo:

NUCLEO 1985, riconoscendoci come fondatori di quel percorso cominciato in quella maledetta curva Z.

Era l’anno del campionato ’95-’96, le curve italiane stavano per conoscere un nuovo nome di un gruppo ULTRAS.

Sicuramente ripartire non fu cosa facile ed i problemi cominciarono sin da subito.

Prima dell’inizio del campionato ci presentammo nella sede della Juventus cercando quei dirigenti con cui avevo trattato in tempi non lontani e rimasi deluso nel sapere che non c’erano più.

Per la società eravamo degli sconosciuti. Testardamente comprammo come dei qualsiasi privati una cinquantina di abbonamenti della curva sud, i problemi più grossi vennero fuori nella gestione delle trasferte e soprattutto nelle partite di cartello alcune volte ci toccò restare fuori dallo stadio.

Poi parlando con alcune delle mie ex sezioni ebbi modo di conoscere il capo dei “Fighters” al quale parlai con estrema sincerità.

Non so se la persona in oggetto si ricorda ancora le mie parole di allora che più o meno ebbero questo tenore:

- sono a conoscenza che tu oggi comandi la curva se non mi conosci sappi che io ho fondato un gruppo al quale ho dato parte della mia vita per varie necessitudini mi trovo in condizioni di dover chiedere a te quello che un tempo mi ero già conquistato come per esempio i biglietti per portare i miei ragazzi alla partita, sappi che tu mi darai alle tue condizioni i biglietti o gli abbonamenti della sud io le accetterò, ma non chiedermi mai di essere un Fighters perché io e noi siamo altra cosa e non siamo qui per rinnegare la nostra storia ma semmai per cercare di continuarla con le forze con cui siamo attualmente in grado di disporre –

Umberto, il capo, mi guardò stranamente forse allora non capì bene quello che volevo dire, ma oggi il suo rispetto che è pari a quello che portiamo per lui e il suo gruppo testimonia che allora mi ero ben spiegato.

Per cui nel campionato ’95-’96 il NUCLEO comincia nuovamente la sua strada dovendosi riconquistare degli spazzi per lo striscione in qualsiasi stadio dove andasse e per chi si intende di “vita da stadio” di qualunque squadra esso sia, credo sappi di cosa sto parlando.

Spesso ci incrociavamo con i nostri ex amici di AREA e la tentazione credo reciproca dello scontro era molto forte.

In quell’anno per noi l’unico modo di esporre il nostro primo striscione del NUCLEO a Torino era quello di metterlo nel settore EST 4 a fianco della sud mentre metterlo in trasferta era sempre un cosiddetto terno al lotto in quanto la “concorrenza” era al quanto temibile: il gruppo che stava predominando in sud i Fighters, poi i Drughi, la Vecchia Guardia, l’Area e per la nord i Viking .

C’era di sicuro da divertirsi…nel senso opposto del termine!

Ma noi andammo dritti per la nostra strada, andando ovunque anche quando il buon senso ci avrebbe dovuto fare riflettere e la riflessione ci avrebbe sicuramente fatto desistere.

Di tutta questa fase i iniziale bisogna ben ricordare chi mi è stato a fianco: primo fra tutti DENNIS fedele scudiero ricco d’orgoglio e con la mia stessa determinazione e poi anche quelli che pur non credendo fino in fondo alle loro possibilità, non hanno comunque mai mollato, grazie FUFI, MAURO, IVAN, PAOLO.

Poi dopo tanto girare arriviamo finalmente a una nuova finale di Coppa Campioni, sono passati undici anni da quella notte che segnò il destino a 39 tifosi della Juve.

Per questo ci presentammo a Roma con un enorme striscione fato come al solito “in casa” con la seguente scritta:

- A ROMA PER SOGNARE CON L’HEYSEL DA NON DIMENTICARE –

Quella notte sognammo davvero non solo perché vincemmo la coppa, ma anche perché il nostro striscione era con i gruppi importanti in prima balconata mentre quello di AREA era relegato in una posizione secondaria e poi “POPEYE” Lombardo alla fine dell’incontro ci strappò letteralmente dalle mani la nostra bandiera portandola in campo.

Quella notte vincemmo la coppa e la nostra scommessa.

Dopo quella magica notte di Roma, in curva sud tutto cambiò. Infatti, prima dell’inizio del campionato ’96-’97, i Fighters avevano imposto il loro comando in curva obbligando i gruppi della sud il loro scioglimento.

Fu così che “Drughi”, “Vecchia Guardia” ed “Area” sparirono questi ultimi prima di chiudere definitivamente scelsero di andare in curva nord, ma oramai erano veramente in pochi.

Il gruppo da me fondato e gestito da dieci anni, in solamente due anni dopo il cambio di “comando” era definitivamente morto.

Di questa fine, dentro di me, non potevo esserne contento ed ancora oggi mi sento responsabile di tutto ciò.

Ma oramai il futuro per noi veneti era, ed è ancora il “NUCLEO 1985”.

Dobbiamo dire sicuramente che le stagioni ’96 – ’97 e ’97 – ’98 per noi furono difficili da gestire.

Eravamo ancora in pochi, praticamente tutti “vecchi” e principalmente veneti, con una situazione di semiclandestinità.

Sempre presenti, nonostante i grossi sacrifici economici, ma mettendo lo striscione solo in trasferta ed affrontando a volte dei rischi “fisici” da alcuni dei ragazzi dei “Fighters”.

Mi ricordo ancora a Tokio per la finale dell’intercontinentale, alcuni ragazzi di Torino non volevano che noi mettessimo lo striscione ma dopo tutti i km fatti gli si disse che eravamo arrivati sin qui e lo striscione del NUCLEO l’avremmo esposto.

Purtroppo qualcuno dei nostri per mettere lo striscione disubbidendo ai capi della sud a ricevuto qualche legnata.

E’ dura seguire la tua squadra, fare migliaia di km spendendo anche grosse cifre ed in più rischiare di prenderle solo perché non sei di Torino. Ma nonostante tutte queste difficoltà il gruppo stava crescendo, raccogliendo anche ragazzi fuori dal Veneto; primi fra tutti i ragazzi della Toscana reduci dallo scioglimento dei Viking avvenuto in nord.

Sollecitato dai membri del nostri direttivo, chiamai Umberto, il capo dei Fighters, annullandogli tutte le consistenti prenotazioni di biglietti per le partite seguenti, affermando la nostra voglia di essere rispettati come gruppo a costo del nostro eventuale scioglimento.

Fu così che arrivammo a Vicenza – Juventus del ’97 – ’98 dove ci presentammo in 500 persone, con lo striscione più grosso che avevamo in curva ospiti ed una coreografia splendida.

“Coppa e scudetto ed il furto è perfetto”, recitava uno striscione di 70 metri con tutta la curva ospiti che agitava migliaia di cartoncini bianchi e neri.

Ad Umberto dissi che questo era il nostro giorno dove non temevamo di esprimere la nostra passione per la Juve.

Eravamo finalmente vicini a casa e con la voglia di dimostrare semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, che noi c’eravamo e ci saremmo stati sempre!

Quel giorno, grazie anche all’aiuto di un altro grosso personaggio della “sud”, decidemmo che per il campionato seguente, il ’98 – ’99, il “NUCLEO 1985” avrebbe avuto finalmente un posto per lo striscione in curva sud.

La Juve intanto vinceva il suo 25° scudetto perdendo poi la finale di Amsterdam.

Prima dell’inizio del campionato ’98 – ’99, mi recai con il fedele “Dennis” a Torino per incontrarci con i capi della sud.

Il risultato fu l’ok per 40 m di striscione al 1° anello sud rinunciando però, almeno a Torino, ai nostri caratteri originali, creando quindi lo striscione di “casa” con i caratteri del gruppo principale.

Non essendoci altra scelta per una soluzione di mediazione pacifica questo fu ed ancora è.

Quell’accordo firmò un rapporto finalmente normale con tutti i componenti del gruppo “Fighters” di Torino che ancora oggi dura e l’inizio dei problemi nuovi con il gruppo della “nord” nato poco prima “Irriducibili”.

Non ho mai capito quale fosse il vero problema con questo gruppo credo che la verità sia solamente da ricercare nell’invidia che potevamo creargli solamente per il fatto di esistere.

Ma questa è una storia che non merita nemmeno di essere approfondita anche se in qualche occasione sono volati degli schiaffi.

Comunque finiti i problemi in sud, abbiamo solamente pensato a crescere come gruppo cercando di ravvivare il primo anello con bandiere e coreografie alla nostra portata in termini finanziari.

Così nel breve tempo altri ragazzi sono entrati nel gruppo, arricchendo e “svegliando” noi vecchi a volte anche con critiche costruttive.

Infatti noi veneti reduci dalla storia di “AREA” siamo ormai tutti dai 30 anni in su ad arrivare ai miei 40 sicuramente senza questi nuovi ragazzi, Antonio, Kristian rispettivamente Lombardia e Friuli oggi presenti nel gruppo, probabilmente saremmo stati destinati alla fine della nostra storia, non riuscendo più che a riprodurre solamente noi stessi e nello stesso modo.

L’epoca delle grosse battaglie “ideologiche” o di principio era finita, adesso c’era bisogno solamente di crescere, perché, come spesso viene detto, il difficile non è solo arrivare ad un qualcosa, ma è anche e soprattutto mantenerlo e magari migliorarlo, ed ecco che nel campionato ’99–’00 e 00-’01 entrano nel gruppo parecchi ragazzi giovani, sia del Veneto che della Lombardia che già da ora rappresentano il nostro futuro.



La nostra forza e la nostra nuova scommessa per il prossimo campionato per il campionato ’02-’03, sarà ancora crescere, dimostrando che anche noi sappiamo fare parte del mondo ULTRAS senza privilegi e vantaggi dalle società, sapendo unire l’esperienza dei “vecchi” con l’entusiasmo dei “giovani” ormai a tutti gli effetti con compiti di comando all’interno del nuovo direttivo “NUCLEO 1985”.



Ancora una volta….la storia continua.



Un saluto particolare a:

Fufi, Paolo, Ivan, Lola, Pivato, Kristian, Antonio, Sandro, Marco, Ale, Pietro, Enz, Nicola, Riki, e i ragazzi di “Busto” e quindi della Toscana.



Da domani la mia più grossa soddisfazione sarà leggere la nostra storia che continua scritta da altre mani con la stessa passione con cui io ho scritto queste righe…MASSIMO