Osservando i vari "osanna" al recente film "The Passion", rimango semplicemente impietrito dalla meraviglia sentendo che c'è chi crede che tale opera possa generare... conversioni! In un articolo di Sando Magister lo si afferma e pare che chi lo sostenga sia addirittura qualche autorevole personalità vaticana!
Certo all'onnipontenza di Dio tutto è possibile, ma credere che delle immagini di celluloide convertano il cuore degli uomini mi sembra sia decisamente troppo! È esperienza provata che dal contatto diretto con la vita può nascere vita. Dalle immagini provengono solo sensazioni. Un'immagine o un film, per quanto artistico sia, non ha lo stesso impatto sull'uomo determinato dalla realtà. Non può scavare in profondità e collocarvi stabili radici. Può fare riflettere, questo sì. Ma, passata l'emozione, l'impatto estetico, l'incanto filmico, che rimane?
L'esperienza bimillenaria della Chiesa indica nell'incarnazione l'unico vero mezzo con il quale l'uomo si converte realmente. Mi spiego.
Se entro in contatto con un uomo che si santifica, sudando, sacrificando le ore del suo sonno per la preghiera, un uomo che ascolta per ore le persone e le accompagna efficacemente verso Dio, un uomo che si dà tutto a Dio e tutto agli altri, entrerò a contatto con chi, mescolato al suo sudore, mi dà la stessa forza di Cristo. Questa forza che, nel linguaggio della Chiesa si chiama Grazia, non è un sentimento, una commozione estetica, un romanticismo per cuoricini affranti in cerca di compensazioni affettive. È una forza che si compenetra nella nostra dimensione terrena ed è realmente esperibile. Modellato da questa energia, lentamente, progressivamente, cambierà anche l'uomo che vi si espone.
Se uomini così ce ne sono sempre meno ed è arduo trovarli, è logico che si finisce per confidare in qualcosa che (ci illudiamo!) li possa supplire. Eppure, come dice Tertulliano, "caro salutis cardo", ossia, "la carne si è fatta cardine di salvezza"!
Solo la carne del mio prossimo immersa nella dimensione divina può realmente convertirmi e fare di me un uomo nuovo. Confidare in ogni altra realtà è veramente un'illusione e un inganno. Chi ha bisogno di queste illusioni ha drammaticamente confuso le "meccaniche spirituali" con i sentimentalismi. Ma potrebbe essere pure peggio: queste illusioni potrebbero indicare che oramai non si crede più ai presupposti dell'incarnazione (quindi si idealizza o si romanticizza il Cristianesimo) e all'empirica realtà della Grazia che ha assolutamente bisogno dell'incontro umano per operare efficacemente ("Dove due o tre sono uniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" Mt 18, 20). Voglio pensare che non siamo giunti così in basso!
P. Ch.




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