Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Liberale
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Messaggi
    1,743
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La psicologia influisce sull'economia: gli "Psicopoveri"

    Più dite che l’economia va male più loro risparmiano, spiega uno studio americano

    Tratto da “Il Foglio” del 13/2/2004

    Roma. Modesta proposta per Bruno Vespa. Dopo aver interrogato Piero Fassino e Silvio Berlusconi sul presunto impoverimento o meno degli italiani negli anni dell’euro, faccia un colpo di telefono a New York. Cerchi al TIIA-Cref Institute di John Ameriks, che è senior research fellow presso uno dei più seri osservatori sulle abitudini di consumo, risparmio e investimento del cittadino americano. Oppure cerchi a Mercer Street, al Dipartimento di Economia della New York University, chiedendo di John Leahy o di Andrew Caplin. Il trio è ben oliato, insieme ha realizzato in questi anni una bella pila di studi su come la classica teoria del ciclo vitale del risparmio – fu il Nobel Franco Modigliani a elaborarla – si concili o venga modificata dalle evidenze di questi anni. Per esempio, su come gli individui che mostrano un carattere più “pianificatore” tendano a mostrare comunque carenze di autocontrollo sui massimali delle proprie carte di credito.

    Piuttosto che su quale sia la ripartizione tra consumi e risparmi che a parità di reddito disponibile realizzano individui con diverse soglie di memoria (c’è una misura classica della deviazione standard di memoria sui consumi individuali autodichiarati, nota come formula Piccione-Rubinstein dai due economisti del comportamento che l’hanno messa a punto nel 1997). Non sono esercizi ecopsicologici da talk show o chiacchiere alla Paolo Crepet. In una società come quella americana, molto più orientata ai consumi della nostra, dove le famiglie sono abituate a risparmiare assai meno, e l’intero sistema del credito è volto a rendere sostenibile un livello d’indebitamento superiore a quella che da noi verrebbe avvertita come soglia di sicurezza, accumulare evidenze statistiche su tutti questi aspetti è vitale per banche, assicurazioni e fondi d’investimento. Ma la ragione per cui varrebbe la pena di pagare un biglietto aereo a uno dei tre economisti americani, per invitarlo a una prima serata televisiva, sta nell’ultimo paper che i tre moschettieri hanno appena cofirmato, e che è regolarmente consultabile per cinque dollari sulla rete del National Bureau of Economics Research collegato all’Università di Cambridge. “The absent-minded consumer”, si intitola. Il consumatore inconsapevole. Meglio, smemorato. Meglio ancora, alla napoletana, “scurdariello”.

    L’obiettivo della ricerca era verificare quanto fosse vero l’assunto della caduta dei consumi personali legati al pensionamento. Hanno lavorato su 1600 risposte, date da un campione rappresentativo di famiglie americane a un approfondito questionario sui profili di spesa. E l’interesse per il dibattito che divide l’Italia non sta tanto nella loro scoperta principale, cioè che il livello dei consumi individuali scende già molto più fortemente del previsto negli anni immediatamente precedenti al pensionamento, anche se nelle risposte è lo scalino dell’uscita dal lavoro attivo a venire dichiarata come soglia di impoverimento. Il conto? Alle elezioni… Il punto è un altro. E’ che lo “smemoramento” sugli acquisti effettivamente realizzati è molto superiore a quanto ci si aspettasse. In altre parole il consumatore dichiara di comprare meno di quanto abbia effettivamente fatto, con tanto di diverse percentuali di regressione a seconda si tratti di abiti, alimentari, oppure acquisti più impegnativi come automobili o computer.

    L’incertezza sugli acquisti più infrequenti, per esempio gli abiti, può raggiungere tassi del 75 per cento. Ed è inevitabile che tutto ciò possa tradursi poi in sondaggi demoscopici totalmente svianti, quando si chiede ai consumatori se hanno speso di più nell’anno precedente, e se pensano di comprare di meno nell’anno a venire. E’ esattamente questo il criterio seguito per esempio nell’indagine realizzata dall’istituto Ipr marketing pubblicata sul Sole24ore del 2 febbraio scorso, secondo la quale ben il 67 per cento degli italiani pensa di non riuscire a risparmiare neppure un euro, nel 2004. C’è di più. E di più preoccupante. Quanto più il “consumatore scurdariello” viene pressato alla consapevolezza di quanto realmente abbia o stia spendendo, tanto più diventa rimarchevole la sua tendenza a stringere la cinghia e a comprare di meno. I tre economisti americani collegano l’effetto alle fluttuazioni cicliche dell’economia. Quando si diffondono i dati sulla minor crescita, i consumi rallentano “oltre” la soglia delle diminuite disponibilità personali, per pura induzione psicologica. Effetto che, applicato all’Italia di oggi, spiega quanto vi sia dietro la martellante campagna di Repubblica. Una fine mente “behavourista”, come si dice in gergo tecnico. Che spara ogni giorno paginate sull’impoverimento, perché sa che l’effetto sarà comunque quello di rallentare la crescita. Per presentare il conto, naturalmente, alle elezioni.

  2. #2
    colleziono trofei
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,990
     Likes dati
    3,830
     Like avuti
    14,804
    Mentioned
    3950 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Uno studio di Brunik invece dice che ogni volta che Berluscoini annuncia che la ripresa è alle porte arriva un annuncio catastrofico.

    Ad esempio, mercoledì abbiamo avuto il quarantunesimo annuncio di Berlusconi e venerdì per la quarantunesima volta è arrivata la notizia di un crollo del PIL e la bella novità della conquista dell'ULTIMO POSTO IN EUROPA PER CRESCITA.

    Amato ci aveva lasciato al secondo posto, nonostante il catastrofismo delle destre.

    Vedi come mi sbagliano gli americani, a volte?

    Martedì 10 Febbraio 2004, 13:21


    Berlusconi: Ottimista Su Ripresa Economia
    (ASCA) - Sirte, 10 feb - Muhammar Gheddafi accoglie Silvio Berlusconi fuori dalla tenda ai margini del Sahara. I due si scambiano baci e abbracci e il ''Colonnello'' invita ad entrare il premier italiano. Berlusconi si siede e si concede una battuta: ''Sono piu' vecchio di lei di 6 anni e per questo mi deve trattare con rispetto''. Poi, il Presidente del Consiglio, dopo le foto rituali della stretta di mano, chiede i documenti ai suoi collaboratori ed inizia a parlare della situazione italiana, a partire dagli scioperi di questi giorni: ''Abbiamo delle rivendicazioni di certe categorie di lavoratori - dice - il cambio della nostra moneta con l'euro ha generato la percezione di aumenti per le spese per le famiglie e questo fatto ha dato vita alle richieste di certe categorie di lavoratori di un incremento dei salari. Dunque - prosegue il 'Cavaliere' - viviamo un momento che registra queste cose, ma abbiamo segnali di ripresa dell'economia e, quindi, personalmente sono ottimista. Abbiamo indici che riguardano la ricchezza del Paese che sono di incremento; negli ultimi due anni abbiamo ottenuto 700 mila posti di lavoro in piu' e la nostra disoccupazione e' calata all'8,5% ed erano moltissimi anni che questo non accadeva. Abbiamo un grande programma di opere pubbliche: 125 grandi opere gia' iniziate e, quest'anno, ho in programma la visita a 35 nuovi cantieri''. Berlusconi prosegue dicendo a Gheddafi che sta guidando ''il primo governo che, dopo 50 anni, gode di una maggioranza ampia'' e che puo' quindi ''assicurare la stabilita' del Paese''.






    Italia, la crescita delude nel quarto trimestre, offusca ripresa
    Di Alessia Pè


    MILANO (Reuters) - Con una variazione nulla in termini congiunturali e un rialzo limitato allo 0,1% sullo stesso periodo del 2002 l'espansione del prodotto interno lordo italiano degli ultimi tre mesi dell'anno scorso disattende gravemente le aspettative di mercato e analisti e offusca almeno parzialmente le prospettive di ripresa per quello in corso.


    La stima preliminare diffusa da Istat stamattina indica per la media d'anno 2003 aggiustata ai giorni lavorativi una crescita dello 0,4%, su livelli identici al 2002 e di un decimo inferiore al target indicato dal governo nell'aggiornamento del programma di stabilità.


    "I dati odierni portano certamente a rivedere al ribasso la stima per l'anno in corso - commenta Giovanni Zanni di Csfb - ma non sono coerenti con molte delle indagini congiunturali, non soltanto italiane, che dipingono un ottimo stato di salute in settori come ad esempio quello dei servizi. Per l'anno prossimo la mia previsione scende all'1,7% del 2,25%".


    In un comunicato di commento ai dati odierni, Isae informa di stimare per il primo trimestre del 2004 un tasso di crescita "positivo ancorché contenuto".


    MANIFATTURA DELUDE ATTESE, INCOGNITA SU ALTRI SETTORI


    La delusione per i numeri sul Pil segue quella sul settore industriale: sempre secondo Istat, la produzione è calata a dicembre dello 0,1% su novembre per una media d'anno negativa pari a 0,4%.


    Tra i fattori che hanno depresso l'espansione del quarto trimestre si può dunque certamente annovarare la dinamica della manifattura, di cui si prevedeva comunque una stagnazione dopo il brillante exploit del periodo luglio-settembre, mentre la mancanza di dettagli sull'indice generale suscita naturalmente gli interrogativi degli uffici studi.


    Se per Mps Finance uno dei fattori negativi di maggior peso è l'effetto cambio, Deutsche Bank (Xetra: 514000.DE - notizie) cita oltre alla manifattura e l'impatto negativo degli scioperi e del caso Parmalat (Milano: PRFI.MI - notizie - bacheca) , mentre Bnp Paribas (Parigi: FR0000131104 - notizie) vede una debolezza della domanda interna legata al calo della fiducia dei consumatori.


    "Importante sarà guardare alle componenti: c'è da augurarsi che la sorpresa negativa arrivi dalle scorte e non da indicatori come consumi privati o investimenti, che avrebbero conseguenze molto più gravi e potrebbero mettere in forse la ripresa" spiega Gianluigi Mandruzzato di Banca Intesa (Milano: BIN.MI - notizie - bacheca) .


    NUMERI ITALIANI ABBASSANO MEDIA UEM


    Come anticipato a caldo dagli uffici studi, il dato italiano deprime significativamente la media Uem, abbassandola per il quarto trimestre 2003 allo 0,3% congiunturale e allo 0,6% tendenziale. Secondo la stima flash di Eurostat la media 2003 cala a 0,2% da 0,9% del 2002.


    La statistica dei dodici disattende anch'essa - in misura molto minore di quella italiana - le attese di mercato e analisti, senza tuttavia turbare l'ottimismo della Commissione.


    L'esecutivo europeo vede per l'anno in corso una sensibile accelerazione del ciclo fino a all'1,8%, stima di due decimi superiore a quella della Banca centrale europea.


    "Nel quarto trimestre anche i numeri di Francia e Germania hanno deluso le attese ma non tanto come queste" commenta Mandruzzato.


    "Per l'Italia un dato di tre o quattro decimi inferiore al consensus è un evento davvero eccezionale:
    di primo acchito si può dire che la statistica ha spazio per essere rivista al rialzo" aggiunge.


    A parere del presidente di Confindustria i numeri sulla crescita sono la dimostrazione di quanto il paese abbia bisogno urgente di riforme finora ostacolate dell'elevato livello di litigiosità della classe politica.


    Nell'aggiornamento del programma di stabilità presentato ai partner Ue il governo ha ribadito un obiettivo sulla crescita a 1,9% nel 2004, 2,2% nel 2005, 2,5% nel 2006 e 2,6% nel 2007.


    In occasione dell'ultimo Ecofin il programma italiano è stato giudicato ambizioso sia sul fronte della crescita sia su quello dei conti pubblici.


    Bruxelles prevede per il ciclo italiano un'espansione dello 0,3% nel 2003 e 1,5% quest'anno.

  3. #3
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,207
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


 

 

Discussioni Simili

  1. La "frustata" sull'economia è un topolino
    Di stefaboy nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 25-03-11, 20:17
  2. Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 22-09-08, 13:05
  3. Quanto influisce la data sull'esito delle elezioni?
    Di LeonBattista nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 22-04-08, 12:58
  4. Feltri: "il Cavalier Bugia ha mentito sull'economia"
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 62
    Ultimo Messaggio: 10-09-05, 19:32
  5. Psicologia Di Un "martire"
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-05, 16:56

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito