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    Thumbs down Repubblica attacca il film "The Passion" di M.Gibson

    Presentato a Hollywood il film evento sul martirio di Cristo
    Effetti speciali e tanto sangue per le ultime 12 ore del Salvatore
    La Passione secondo Mel Gibson
    sangue, torture e integralismo
    Ebrei critici, entusiasti i cristiani militanti. Budget da capogiro
    Girato in aramaico e latino. Destinato a far discutere
    dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI


    La locandina del film

    LOS ANGELES - Quando si riaccendono le luci in sala e l'ultimo schizzo di sangue si stacca dalla retina dove il regista Mel Gibson ha cercato di incollarlo per due ore, resta rappresa una domanda cui il film-scandalo del 2004 sulla Passione di Nostro Signore non risponde. Perché? Quali sono le ragioni, l'intento, la carità, che hanno chiamato Gibson a spendere 25 milioni di dollari per finanziare e difendere un film sulle ultime ore di Gesù raccontandole con la sensibilità poetica di un peso massimo deciso a spaccare la faccia all'avversario sul ring delle religioni?

    Nella saletta privata della Fox a Hollywood intitolata a Darryl Zanuck, il produttore del "Giorno più lungo", per l'anteprima del film che andrà in distribuzione il 25 febbraio, vedo gli altri invitati restare impietriti a guardare scorrere anche i "crediti", i titoli di coda.

    Sembra a tutti noi difficile alzarsi e sembra blasfemo anche dire male di un film che ha un solo, evidente obbiettivo: non tanto fare soldi, che pure farà perché già almeno 125 milioni di copie del film sono state richieste da organizzazioni cristiane militanti, ma scuotere quello che nella mente febbrile di un cattolico offeso dal "buonismo" del Concilio Vaticano II come Gibson, sono la pigrizia, l'arrendevolezza, l'ignavia del cristiano di fronte alla secolarizzazione e all'assedio di altri Taliban come lui.

    Se parleremo male del film, bestemmieremo Gesù? Offenderemo i Cristiani di ogni confessione? Se non ci fosse il ricatto del "fattore Gesù", "Passion" sarebbe un qualsiasi e scontato "slash movie", tagli, ferite, torture, ecchimosi, orrori, urla, diavoli depilati e truccati da Boy George, ed effetti grand guignol, girato tra Cinecittà e la Matera dei Sassi, un'arida e magnifica Gerusalemme reinventata.
    - Pubblicità -


    Ma se la storia è scontata, la Storia rimane la più grande mai raccontata. Neppure Hollywood è riuscita a distruggere la fatica di Matteo, Marco, Luca e Giovanni e il miracolo della Passione è sopravvissuto anche allo spadone di Braveheart. Ma perché tanto compiacimento nel sangue? Perché anche questo è un film "post 11 settembre", un film di guerra, concepito come arma nell'arsenale del conflitto di civiltà. Quello che Bush fa con le bombe, Gibson vuol fare con la macchina da presa, propagandare, conquistare, salvare.

    Questo è il senso di un film che sarebbe altrimenti inutile, dopo tante opere sulla Passione, se non fosse ideologico nell'insistenza sul male che altri infedeli, quella volta gli Ebrei e i Romani come oggi i Musulmani, inflissero al solo vero Dio e alla sola vera civiltà, a colui che dice "io sono la via, verità, la vita".

    Gibson si sente il Carlo Martello del XXI secolo, chiamato alla nuova Poitiers e a salvare il mondo.
    Alla vigilia del suo primo viaggio in Israele, quando chiesero a Bush che cosa avrebbe detto agli ebrei, lui rispose: "Che andrete tutti all'inferno".

    Ma nel cristiano abitudinario e poco evangelizzatore che alla fine, quando trova la forza per alzarsi dopo avere subito anche una breve sequenza osé con le gambe nude e una mezza natica del bel Jim Caviezel, il Gesù risorto che esce dal sepolcro, fa nascere una struggente nostalgia. Torna la voglia del Cristo affettuoso, tranquillizzante e un po' melenso del nostro catechismo infantile con il cuore in mano, che gli evangelisti, e soprattutto l'unico di loro che lo conobbe davvero, Giovanni, ci raccontano. Il Cristo che muore nella Passione straziante secondo Matteo ma senza la vivisezione di Gibson. Il Cristo di Bach e della Messa di Mozart, non di questa colonna sonora Dolby Stereo Surround Sound Boom Boom che deve esplodere di decibel a ogni frustata sulle natiche del Nazareno per scuotere gli increduli. Mentre ettolitri di sangue sgorgano dal corpo di Caviezel, che ci ha informato di avere avuto la sua brava epifania girando il film in Lucania e a Cinecittà, luogo di ben note ed eroiche fedi religiose, torna alla mente la dissanguata tragicità del Cristo Morto del Mantegna e a quella ci si aggrappa per non affogare nel ketchup.

    Maia Morgenstern (Maria)
    e Monica Bellucci (Maddalena)


    Eppure il film è stato spurgato e autocensurato, da Gibson, per renderlo accettabile, per rendere meno esplicito il sottotesto antisemita che corre nel suo racconto. Ha tagliato la maledizione del "suo sangue ricadrà su di voi" che fu la fonte dell'antisemitismo chiusa dal Vaticano II e respinta dalla setta cattolica alla quale Mel Gibson, australiano nato negli Usa, fu educato dal padre, ma non c'è bisogno di dirlo.

    Di fronte al "gubernator" (Schwarzenegger?) come lo chiama il pestifero prete Cajafa, il Ponzio Pilato che almeno vacilla, si interroga, sospetta la vera natura del Nazareno spinto da Claudia Gerini, la moglie che lo avverte in un latino da ginnasio "sanctus est" e addirittura parla benissimo l'aramaico, la lingua dei popoli semiti in quel tempo, ci sono i forcaioli del Sinedrio che assaporano l'agonia efferata dell'agnello sacrificale e il ghigno osceno della folla urlante, l'Ebreo deforme e sanguinario, "crucifige, crucifige".

    Sarebbe più rassicurante uscire dall'anteprima negli studi della Fox di Murdoch che ha accettato di distribuire il film, licenziando anche questa Passione secondo Arma Letale come la solita operazione commerciale, ma non è così. Gibson avrebbe potuto fare più soldi e più in fretta reindossando la sua espressione da folle con tendenze al martirio di "Arma letale", di "Patriot" o dell'irredentista scozzese sbudellato.

    Invece a questa sua rilettura della Passione in latino e aramaico, ma con i sottotitoli misericordiosamente imposti dalla Fox per aiutare chi per caso non ricordasse bene la lingua di Aram nipote di Noè o il "rosa rosae" dei Romani, egli crede davvero.

    Ci vuole salvare, Mel di Galilea, con ciascuna della frustate inferte dalla soldataglia ("Stulti!" grida il buon centurione ai suoi scherani, come se "stultus" fosse stato il massimo insulto tra i rudi legionari). Può darsi che ci riesca, e che questo sia il linguaggio visivo che deve essere usato per "scandalizzare" l'audience di oggi.

    Alla gerarchia cattolica americana pare non sia dispiaciuto, anche se è apocrifa la frase attribuita a Papa Woytila, "è successo proprio così". E pazienza se qualche rabbino si offende, se all'anteprima gli invitati ebrei hanno rifiutato di partecipare, se Maria di Magdala non poteva essere bella e polposa come la Bellucci, se Cristo è il solito fusto da calendario con barbetta, baffi e riccioli nonostante questa iconografia sia postuma di secoli alla sua morte.

    "Nihil sine domino" avvertono i Gesuiti, nulla accade senza la volontà di Dio e non saremo noi, miserabili spettatori peccatori, a stabilire che cosa avesse in mente Adonai permettendo a Mel Gibson di fare questo film sul suo Figliolo.


    (11 febbraio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Ma che ca@@o dice?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Re: Repubblica attacca il film "The Passion" di M.Gibson

    Originally posted by Der Wehrwolf
    Presentato a Hollywood il film evento sul martirio di Cristo
    Effetti speciali e tanto sangue per le ultime 12 ore del Salvatore
    La Passione secondo Mel Gibson
    sangue, torture e integralismo
    Ebrei critici, entusiasti i cristiani militanti. Budget da capogiro
    Girato in aramaico e latino. Destinato a far discutere
    dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI


    La locandina del film

    LOS ANGELES - Quando si riaccendono le luci in sala e l'ultimo schizzo di sangue si stacca dalla retina dove il regista Mel Gibson ha cercato di incollarlo per due ore, resta rappresa una domanda cui il film-scandalo del 2004 sulla Passione di Nostro Signore non risponde. Perché? Quali sono le ragioni, l'intento, la carità, che hanno chiamato Gibson a spendere 25 milioni di dollari per finanziare e difendere un film sulle ultime ore di Gesù raccontandole con la sensibilità poetica di un peso massimo deciso a spaccare la faccia all'avversario sul ring delle religioni?

    FORSE LA NECESSITA ' DI "ILLUSTRARE" A MOLTI LE ULTIME ORE DI VITA DI NOSTRO SIGNORE, IL TUTTO SENZA FILTRI GIUDAICI?

    Nella saletta privata della Fox a Hollywood intitolata a Darryl Zanuck, il produttore del "Giorno più lungo", per l'anteprima del film che andrà in distribuzione il 25 febbraio, vedo gli altri invitati restare impietriti a guardare scorrere anche i "crediti", i titoli di coda.


    Sembra a tutti noi difficile alzarsi e sembra blasfemo anche dire male di un film che ha un solo, evidente obbiettivo: non tanto fare soldi, che pure farà perché già almeno 125 milioni di copie del film sono state richieste da organizzazioni cristiane militanti, ma scuotere quello che nella mente febbrile di un cattolico offeso dal "buonismo" del Concilio Vaticano II come Gibson, sono la pigrizia, l'arrendevolezza, l'ignavia del cristiano di fronte alla secolarizzazione e all'assedio di altri Taliban come lui.

    Se parleremo male del film, bestemmieremo Gesù?

    SI'.

    Offenderemo i Cristiani di ogni confessione? Se non ci fosse il ricatto del "fattore Gesù", "Passion" sarebbe un qualsiasi e scontato "slash movie", tagli, ferite, torture, ecchimosi, orrori, urla, diavoli depilati e truccati da Boy George, ed effetti grand guignol, girato tra Cinecittà e la Matera dei Sassi, un'arida e magnifica Gerusalemme reinventata.

    CHE CA@@O DICE?
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    Ma se la storia è scontata, la Storia rimane la più grande mai raccontata. Neppure Hollywood è riuscita a distruggere la fatica di Matteo, Marco, Luca e Giovanni e il miracolo della Passione è sopravvissuto anche allo spadone di Braveheart. Ma perché tanto compiacimento nel sangue? Perché anche questo è un film "post 11 settembre", un film di guerra, concepito come arma nell'arsenale del conflitto di civiltà.

    Quello che Bush fa con le bombe, Gibson vuol fare con la macchina da presa, propagandare, conquistare, salvare.

    BUSH E' PROTESTANTE FILO-SIONISTA. GIBSON CATTOLICO TRADIZIONALISTA SEDEVACANTISTA.
    UNA GRAN DIFFERENZA.

    Questo è il senso di un film che sarebbe altrimenti inutile, dopo tante opere sulla Passione, se non fosse ideologico nell'insistenza sul male che altri infedeli, quella volta gli Ebrei e i Romani come oggi i Musulmani, inflissero al solo vero Dio e alla sola vera civiltà, a colui che dice "io sono la via, verità, la vita".

    VI E' UN SOLO VERO DIO.
    PER CHI CREDE NELLA TRADIZIONE CATTOLICA I GIUDEI E GLI ISLAMICI SONO INFEDELI.

    Gibson si sente il Carlo Martello del XXI secolo, chiamato alla nuova Poitiers e a salvare il mondo.
    Alla vigilia del suo primo viaggio in Israele, quando chiesero a Bush che cosa avrebbe detto agli ebrei, lui rispose: "Che andrete tutti all'inferno".

    UNA COSA GIUSTA DETTA DA BUSH.

    Ma nel cristiano abitudinario e poco evangelizzatore che alla fine, quando trova la forza per alzarsi dopo avere subito anche una breve sequenza osé con le gambe nude e una mezza natica del bel Jim Caviezel, il Gesù risorto che esce dal sepolcro, fa nascere una struggente nostalgia. Torna la voglia del Cristo affettuoso, tranquillizzante e un po' melenso del nostro catechismo infantile con il cuore in mano, che gli evangelisti, e soprattutto l'unico di loro che lo conobbe davvero, Giovanni, ci raccontano. Il Cristo che muore nella Passione straziante secondo Matteo ma senza la vivisezione di Gibson. Il Cristo di Bach e della Messa di Mozart, non di questa colonna sonora Dolby Stereo Surround Sound Boom Boom che deve esplodere di decibel a ogni frustata sulle natiche del Nazareno per scuotere gli increduli. Mentre ettolitri di sangue sgorgano dal corpo di Caviezel, che ci ha informato di avere avuto la sua brava epifania girando il film in Lucania e a Cinecittà, luogo di ben note ed eroiche fedi religiose, torna alla mente la dissanguata tragicità del Cristo Morto del Mantegna e a quella ci si aggrappa per non affogare nel ketchup.

    LA FALSA E BLASFEMA IMMAGINE DEL "GESU' BUONISTA "SPACCIATO DALLA FILOGRAFIA HOOLYWOODIANA E NATA CON IL CONCILIO VATICANO II.

    Maia Morgenstern (Maria)
    e Monica Bellucci (Maddalena)


    Eppure il film è stato spurgato e autocensurato, da Gibson, per renderlo accettabile, per rendere meno esplicito il sottotesto antisemita che corre nel suo racconto. Ha tagliato la maledizione del "suo sangue ricadrà su di voi" che fu la fonte dell'antisemitismo chiusa dal Vaticano II e respinta dalla setta cattolica alla quale Mel Gibson, australiano nato negli Usa, fu educato dal padre, ma non c'è bisogno di dirlo.

    ECCO DOVE VOLEVA ARRIVARE: IL FILM E' ANTISEMITA PERCHE' CITA UN PASSO DEI VANGELI. E' ANTISEMITA PERCHE' NON SI ATTIENE ALLE REGOLE STABILITE DAL CONCILIO VATICANO II!!

    Di fronte al "gubernator" (Schwarzenegger?) come lo chiama il pestifero prete Cajafa, il Ponzio Pilato che almeno vacilla, si interroga, sospetta la vera natura del Nazareno spinto da Claudia Gerini, la moglie che lo avverte in un latino da ginnasio "sanctus est" e addirittura parla benissimo l'aramaico, la lingua dei popoli semiti in quel tempo, ci sono i forcaioli del Sinedrio che assaporano l'agonia efferata dell'agnello sacrificale e il ghigno osceno della folla urlante, l'Ebreo deforme e sanguinario, "crucifige, crucifige".

    E' INUTILE RINNEGARE LA VERITA' ":CRUCIFIGE,CRUCIFIGE!" I GIUDEI LO GRIDARONO DAVVERO.

    Sarebbe più rassicurante uscire dall'anteprima negli studi della Fox di Murdoch che ha accettato di distribuire il film, licenziando anche questa Passione secondo Arma Letale come la solita operazione commerciale, ma non è così. Gibson avrebbe potuto fare più soldi e più in fretta reindossando la sua espressione da folle con tendenze al martirio di "Arma letale", di "Patriot" o dell'irredentista scozzese sbudellato.

    Invece a questa sua rilettura della Passione in latino e aramaico, ma con i sottotitoli misericordiosamente imposti dalla Fox per aiutare chi per caso non ricordasse bene la lingua di Aram nipote di Noè o il "rosa rosae" dei Romani, egli crede davvero.

    Ci vuole salvare, Mel di Galilea, con ciascuna della frustate inferte dalla soldataglia ("Stulti!" grida il buon centurione ai suoi scherani, come se "stultus" fosse stato il massimo insulto tra i rudi legionari). Può darsi che ci riesca, e che questo sia il linguaggio visivo che deve essere usato per "scandalizzare" l'audience di oggi.

    Alla gerarchia cattolica americana pare non sia dispiaciuto, anche se è apocrifa la frase attribuita a Papa Woytila, "è successo proprio così". E pazienza se qualche rabbino si offende, se all'anteprima gli invitati ebrei hanno rifiutato di partecipare, se Maria di Magdala non poteva essere bella e polposa come la Bellucci, se Cristo è il solito fusto da calendario con barbetta, baffi e riccioli nonostante questa iconografia sia postuma di secoli alla sua morte.

    "Nihil sine domino" avvertono i Gesuiti, nulla accade senza la volontà di Dio e non saremo noi, miserabili spettatori peccatori, a stabilire che cosa avesse in mente Adonai permettendo a Mel Gibson di fare questo film sul suo Figliolo.


    IL SOLITO CATTO-COMUNISTA PRO VATICANO II.
    NON SI SMENTISCONO MAI. ANCHE PERCHE' GLI ORDINI E I SOLDI POI LI PRENDONO SEMPRE DA "LORO".
    (11 febbraio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Sembra che lo derida proprio, più che criticarlo.

  5. #5
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    non si capacita che esista ancora il cristianesimo...
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  6. #6
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    Guardate quell' articolo mi ha fatto incacchiare a bestia.

  7. #7
    suum cuique
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    Questo è il senso di un film che sarebbe altrimenti inutile, dopo tante opere sulla Passione, se non fosse ideologico nell'insistenza sul male che altri infedeli, quella volta gli Ebrei e i Romani come oggi i Musulmani, inflissero al solo vero Dio e alla sola vera civiltà, a colui che dice "io sono la via, verità, la vita".
    Cioè scusate ma in pratica in questo passaggio è come se dicesse
    che l' attacco alle Twin Towers è la stessa cosa che la crocefissione di Cristo?!! Paragona il Dio incarnato alla civiltà giudeo-americana?



  8. #8
    Totila
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    Se Vittorio Zucconi ne parla male, mi pare buon segno. Mi sarei preoccupato se ne avesse parlato bene...

  9. #9
    Totila
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    Originally posted by Otto Rahn
    Cioè scusate ma in pratica in questo passaggio è come se dicesse
    che l' attacco alle Twin Towers è la stessa cosa che la crocefissione di Cristo?!! Paragona il Dio incarnato alla civiltà giudeo-americana?


    Be', mi pare di sì...

  10. #10
    Cavaliere
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    Originally posted by Otto Rahn
    Cioè scusate ma in pratica in questo passaggio è come se dicesse
    che l' attacco alle Twin Towers è la stessa cosa che la crocefissione di Cristo?!! Paragona il Dio incarnato alla civiltà giudeo-americana?


    Che esagerato!
    Non credo che per Zucconi il WTC fosse come Gesù Cristo, un grattacielo come l'incarnazione di Dio.
    Più che altro, Zucconi attribuisce a Gibson il tentativo di dipingere l'infedele (ieri l'ebreo, oggi il musulmano) come il "cattivo" per eccellenza.
    In questo senso vi sarebbe una sintonia tra clima post-11/9 e film di Gibson: una vena xenofoba contro il non cristiano e il "diverso".

 

 
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