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    Predefinito 11 Settembre: quando le teorie del complotto vanno a male

    11 Settembre: quando le teorie del complotto vanno a male

    Ultimamente sono apparse in Italia ben due libri basati sulla teoria del complotto. Dato che queste modalità interpretative hanno un qualche successo tra i militanti, proponiamo questa traduzione a cura dell'ottima sezione italiana del noto sito Znet. Di David Corn (redattore di The Nation). Documento originale When 9/11 Conspiracy Theories Go Bad . Basato sulla traduzione di Ornella C. Grannis. 1 marzo 2002.

    Per piacere smettete di mandarmi quelle mail. Sapete di chi sto parlando. E sapete di che mails sto parlando... D'accordo, lo dico: quelle mail che mi avete mandato e che insinuano, anzi addirittura dichiarano, che la CIA e il governo americano sono in qualche modo coinvolti negli orribili attacchi dell'11 settembre.

    Ci sono mail che parlano di un individuo in prigione in Canada che asserisce di essere un ex-agente dei servizi segreti americani, e dice di aver parlato dell'attacco con le guardie carcerarie, verso la meta' di agosto. Ci sono mail che citano un quotidiano italiano che ha riportato che a luglio Osama bin Laden ha ricevuto delle cure per problemi ai reni, nell'ospedale americano di Dubai, dove ha incontrato un agente della CIA. Ci sono mail, che fanno riferimento a un libro pubblicato in Francia, che nota che gli attacchi sono avvenuti un mese dopo un incontro tra l'amministrazione di Bush e i Talebani per affari di petrolio, durante il quale l'amministrazione di Bush ha detto agli afgani, "o accettate il tappeto di oro che vi offriamo, oppure vi prendete quello di bombe con il quale sarete seppelliti."

    Capito? O Washington sapeva ma non ha fatto niente per fermare gli attacchi dell'11 settembre, oppure li ha addirittura tramati per poter giustificare la guerra contro l'Afganistan e favorire gli interessi delle grandi compagnie petrolifere americane.

    Una mail che ricevo in continuazione e' costituita dalla sequenza degli eventi cosiddetti sospettosi dove la CIA sapeva che gli attacchi (dell'11 settembre) sarebbero avvenuti e insinua la complicita' criminale del governo americano nella loro esecuzione.

    Non nego che il governo americano si presti di tanto in tanto ad infamie brutali e omicide, ma la nozione che il governo americano abbia intercettato gli attacchi e permesso che succedessero, o peggio, che abbia complottato l'uccisione di migliaia di americani per lanciare una guerra in cambio del petrolio afgano e' assurda. Tuttavia, ogni settimana continuano ad arrivarmi mail piene di queste sciocchezze. Con tutta probabilita' questa robaccia non e' degna di risposta, ma sono abbastanza irritato da provarci.

    Contraddire le teorie complottistiche e' da gonzi. Chi puo' dire se veramente qualcosa di cosi' bizzarro e' successo all'ospedale di Dubai? Quanto all'individuo in prigione in Canada, sta scontando una pena per aver truffato le banche che gli avevano rilasciato delle carte di credito, e l'unica fonte sulla storia dell'avvertimento e' la sua parola. Il giudice in questo caso ha detto: "Non c'e' fonte indipendente a conferma di questa colossale asserzione." Chi ama i complotti puo' rispondere: "ma non c'era da aspettarsi che il governo e i suoi amici in Canada rispondessero cosi'?"

    Allora, cominciamo con una domanda generale: sarebbero capaci i funzionari del governo americano di fare una cosa cosi' sporca? Capaci, nel senso di abili nel metterla insieme e volenterosi nel farla. Per farla corta: le spie e gli agenti segreti non sono sufficientemente scaltri, sufficientemente maligni o sufficientemente coraggiosi per montare un'operazione del genere. Questa conclusione e' basata in parte, oso dire, sul buonsenso, ma anche sugli anni che ho speso con i servizi d'informazione sulla sicurezza nazionale (ho intervistato oltre cento persone, fra agenti e impiegati, per via di un libro che ho scritto sulla CIA).

    Non sufficientemente scaltri: un complotto del genere - l'esecuzione simultanea della distruzione delle due torri, di un pezzo del Pentagono e di quattro aereoplani, facendola apparire come l'opera di qualcun altro - e' molto piu' avanzato del livello intellettivo dei servizi segreti americani. Il tentativo di mettere insieme un progetto del genere richiederebbe dozzine (o centinaia) di individui. Dovrebbero lavorare insieme, fidarsi tra di loro che nessuno sbagli la sua parte o riveli il complotto. Dovrebbero tenersi in contatto tra loro una quantità di agenzie: CIA, FBI, i servizi d'immigrazione e naturalizzazione, la finanza, le agenzie statali, l'amministrazione federale dell' aviazione, i servizi di sicurezza dei trasporti, il ministero della difesa, ecc. ecc.

    Eppure qualsiasi persona con la minima cognizione di come funziona (o non funziona) il governo si rende conto che le varie burocrazie di Washington - particolarmente quelle della comunita' addetta alla sicurezza nazionale - non lavorano per niente bene insieme. Gia' l'occultamento della conoscenza di un evento prossimo a succedere, richiede di per sè un estensivo complotto. Se veramente ci fossero state notizie che avessero predetto gli attacchi dell'11 settembre, queste notizie avrebbero circolato nei servizi d'intelligenza e nei circoli politici più influenti, prima che i capi avessero potuto sopprimerle per trarne profitti geopolitici. Un goffo complotto del silenzio, insomma. Ed in tutti e due gli scenari del complotto - la progettazione degli attacchi o l'esecuzione - chiunque avesse partecipato avrebbe dovuto essere piu' che sicuro del silenzio di tutti gli altri.

    Non sufficientemente maligni: piu' sleali di cosi' non si puo' essere - ammazzare migliaia di americani, impiegati del Pentagono inclusi, a beneficio delle compagnie petrolifere. Se il quarto aereoplano non fosse caduto in Pennsylvania, gli agnelli sacrificali avrebbero incluso personale della Casa Bianca e membri del congresso. Questa e' vilta' stile Hollywood, materiale per James Bond o Dr. Evil.

    In tutte queste agenzie, c'e' un numero sufficiente di persone disposte a prestarsi a una cosa del genere? Lo dubito. Agenti della CIA e funzionari del governo hanno fatto del male, hanno aiutato plotoni di esecuzione e hanno usato i baroni della droga dall'altra parte dell'oceano. Hanno assistito torturatori, disseminato manuali di morte, venduto armi a governi terroristi, si sono insidiati in governi democraticamente eletti e hanno aiutato dittatori che uccidono e mutilano. Hanno coperto massacri e abusi dei diritti umani. Hanno tramato uccisioni di capi di stato.

    Queste attivita' orrende, sono state giustificate dagli esecutori, nella maggior parte dei casi, come necessarie alla guerra fredda. E a rendere quelle giustificazioni piu' semplici era proprio il fatto che le vittime erano persone dall'altra parte dell'oceano. Giustificare l'uccisione di migliaia di americani a beneficio della ExxonMobil richiederebbe ai funzionari del governo americano una forma diversa di distacco emotivo, un taglio ancora piu' profondo con le norme della decenza e della morale.

    Mi ricordo un'intervista con un agente della CIA che amministrava una divisione che praticava le attivita' di cui sopra, gli chiesi se la CIA aveva considerato la "neutralizzazione permanente" di un ex-agente che aveva rivelato certe operazioni e i nomi di chi le aveva attuate. Uccidere un americano? Rispose, come se fossi stato pazzo a chiederlo. No, no, aggiunse, non potremmo mai farlo. Si, nel mondo dello spionaggio certe cose non sono ammesse. E poi, spiego', sarebbe troppo rischioso, nel senso che essere sorpresi a fare certe porcherie potrebbe essere una minaccia alla propria carriera. Il che ci porta a ...

    Non sufficientemente coraggiosi: pensate al pericolo - il potenziale pericolo dei cospiratori. E se i loro piani fossero stati scoperti prima, o peggio, dopo i fatti? Chi avrebbe rischiato di essere associato con il crimine piu' depravato nella storia degli USA? All'inizio nessuno avrebbe saputo con sicurezza che il complotto avrebbe funzionato e che sarebbe rimasto un segreto. Quelli della CIA - e tutti quelli che lavorano nelle agenzie governative - alle loro carriere ci tengono.

    Approverebbe George W. Bush certe trasgressioni, sapendo di rischiare di essere bollato come il presidente piu' malvagio di tutti i tempi? Avra' pure il petrolio nel sangue, ma metterebbe gli interessi delle compagnie petrolifere innanzi ai suoi? (Di sicuro e' stato svelto a dire sayonara a Kenneth Lay e alla Enron). E poi Bush e gli altri del governo sanno che le voci circolano. Gli specialisti della disinformazione del Pentagono non hanno potuto evitare che il loro ufficio finisse sulla prima pagina del New York Times. Dopo l'11 settembre c'e' gia' troppo imbarazzo sulla presunta timidezza dei servizi segreti nei confronti delle avversita' ed e' una fortuna, perche' certe inibizioni - per amore delle pubbliche relazioni e delle carriere - forniscono un freno al mondo dello spionaggio.

    A questo punto vi sarete chiesti perche' mi sono dato la seccatura di fare questo esercizio. Ma le teorie dei complotti non sono sciocchezze da non prendere sul serio? Lo sono, ma purtroppo attraggono le persone.

    Michael Ruppert, il tizio che ha messo insieme la sequenza degli eventi che ho menzionato prima, raduna un sacco di gente alle sue conferenze. Ha offerto mille dollari a chiunque riesca a "sfidare l'autenticita' delle sue fonti". Ebbene, la sua sequenza di eventi include la storia del prigioniero canadese e cita The Toronto Star come fonte, tuttavia Ruppert dimentica di aggiungere che lo Star non ha confermato la storia del tale, che il giornale ha riportato che chi lo ha osservato "si e' chiesto se non si trattasse in fondo dei deliri di un pazzo", e che il giornale, alla fine, ha detto che il giudice ha dichiarato che la storia "non ha nulla di reale". Questo non contraddice niente? No, non al 100%. Resta sempre la probabilita' che il tizio sta dicendo la verita', per cui non mi aspetto nessun assegno.

    Le teorie del complotto possono sembrare piu' noiose che problematiche, pero' competono con la realta' per farsi notare. Ce n'e' abbastanza per essere esasperati senza essere ossessionati dalle stupidaggini alla X Files. Un esempio? Il fallimento dei servizi segreti nella protezione degli americani e il mancato rimprovero alla CIA da parte dei parlamentari. Oppure la negazione del fallimento del commando del Generale Tommy Franks, comandante delle operazioni militari in Afganistan, sull'assalto a Hazar Quadam, nel quale sono morti tra quindici e venti afgani sostenitori del governo americano. (Come possono le forze speciali americani colpire bersagli ritenuti erroneamente Talibani o guerriglieri di Al-Qaeda, ucciderli senza l'intenzione di ucciderli e non considerare l'operazione un fallimento?) Una ragione in piu' per essere esasperati? Qualche mese fa investigatori forensi hanno trovato i resti di persone torturate e uccise nella base che la CIA aveva istituito come centro di addestramento per i Contras negli anni '80. L'ambasciatore presso l'Honduras a quell'epoca era John Negroponte, oggi ambasciatore presso le Nazioni Unite.

    Ci sono sempre misfatti che riguardano la "sicurezza nazionale" per i quali arrabbiarsi. Certo, non sono cinematografici come un film nel quale loschi burocrati americani non identificati complottano per far saltare le torri del World Trade Center e ottenere il controllo di un oleodotto nell'Asia Centrale, ma dozzine di morti in Honduras o una ventina ammazzati per sbaglio in Afganistan dovrebbero suscitare rabbia e proteste. In realtà teorizzare su complotti campati in aria serve agli interessi di chi sta in alto, perché al confronto le loro trasgressioni paiono insignificanti. (Cosa sara' mai qualche morto in Honduras paragonato alle migliaia di New York? Perche' preoccuparsi di Negroponte quando ci sono burocrati americani non identificati che massacrano i civili americani per far scoppiare la guerra?).

    Forse c'e' un ufficio del pentagono o della CIA che produce questa roba. La sua missione: distrarre la gente dalle malefatte reali. Ecco, questa e' la teoria di un complotto degno di approfondimento. Non ha senso? Non c'e' un filo logico? Sfido chiunque a provare il contrario.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





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    Molto interessante l'articolo, ci sono però fatti ai quali non viene data risposta, prima di tutto il ricovero di bin laden non è una bufala, ma è scritto nei diari della clinica, ed il nome del funzionario americano fra quegli degli ospiti, forse troppo scemi o troppo sicuri di sè, ma reali.
    Anche all'esame delle naziomalità e lavori delle vittime non viene data risposta, perchè in un edificio che doveva essere pieno di capiufficio,manager, impiegati, segretarie, i morti sono al 80% dei poveracci, e gli assenti colpiti da un virus tutti lostesso giorno, in fondo hanno ammazzato solo molti negri, cicanos ed americani poveri, solo pochi americani veri di quelli che un agente della CIA non mazzerebbe mai.
    E altra domanda a cui non viene data risposta, perchè nei documenti dell'attentato al pentangono, non vi è traccia del ritrovamento di scatole nere, di pezzi aereo? o pensiamo che un areo di quel genere si possa disintegrare in pezzi talmente piccoli da non venire rilevati.
    Io non credo che la teoria del complotto risponda alla verità dell'11, ma non credo nemmeno che il superfiacilismo della risposta risponda ad essa, credo che le verità si intreccino, come in ogni sana storiia perversa in cui spionaggio, reti della destra internazionale, che si fa molti meno scrupoli di uccidere americani, reti integraliste religiose, interessi multinazionali si intrecciano in un perverso percorso di realtà e fallimenti, voluti e non voluti, che come risultato hanno dato la morte a migliaia di americani, migliaia di afgani e si apprestano a darla a migliaia di irakeni, la difesa dell'onesta e dell'incontenza e della lealtà verso i propri concittadini mi sembra esagerata e risponde ad un modo di pensare classico della sinistra americana, per la quale sembra che i propri governanti, spioni etc etc possono essere ladri ed assassini, ma fondalmentamente onesti, credo che sia ora anche per i compagni americani di guardare con più serietà ai loro governanti ed ai loro spioni, di ascire definitivamente dalla favola del buon americano, i bastardi, gli assasini non solo solo i carcere, e sicuramente in piccola parte, ma sopprattutto fuori, nelle stanze del potere ed ei suoi sgherri.
    Inoltre non vedo perchè in Italia parliamo di bombe e stragi di stato, quindi di italiani che ammazazani altri italiani, ed invece in america questo diventa un tabù, non mi convince, c'è ancora troppo americanismo latente in quelle pagine

  3. #3
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    Predefinito Re: 11 Settembre: quando le teorie del complotto vanno a male

    Originally posted by Paddy Garcia
    11 Settembre: quando le teorie del complotto vanno a male
    Non nego che il governo americano si presti di tanto in tanto ad infamie brutali e omicide, ma la nozione che il governo americano abbia intercettato gli attacchi e permesso che succedessero, o peggio, che abbia complottato l'uccisione di migliaia di americani per lanciare una guerra in cambio del petrolio afgano e' assurda.


    Allora, cominciamo con una domanda generale: sarebbero capaci i funzionari del governo americano di fare una cosa cosi' sporca? Capaci, nel senso di abili nel metterla insieme e volenterosi nel farla.


    Non sufficientemente maligni: piu' sleali di cosi' non si puo' essere - ammazzare migliaia di americani, impiegati del Pentagono inclusi, a beneficio delle compagnie petrolifere. Se il quarto aereoplano non fosse caduto in Pennsylvania, gli agnelli sacrificali avrebbero incluso personale della Casa Bianca e membri del congresso. Questa e' vilta' stile Hollywood, materiale per James Bond o Dr. Evil.

    Giustificare l'uccisione di migliaia di americani a beneficio della ExxonMobil richiederebbe ai funzionari del governo americano una forma diversa di distacco emotivo, un taglio ancora piu' profondo con le norme della decenza e della morale.


    Approverebbe George W. Bush certe trasgressioni, sapendo di rischiare di essere bollato come il presidente piu' malvagio di tutti i tempi? Avra' pure il petrolio nel sangue, ma metterebbe gli interessi delle compagnie petrolifere innanzi ai suoi?

    E invece sì, l' ipotesi più probabile è che gli attacchi dell' 11 settembre siano stati in realtà un autoattentato, cioè una azione voluta e pianificata dallo stesso governo americano. A portare verso questa conclusione sono molti indizi, sia di genere "poliziesco", sia di genere "politico".
    La gente trova difficile credere all' autoattentato a proposito dell' 11 settembre, perchè sembra un' enormità: un governo che organizza un atto di terrorismo contro la propria popolazione, e un atto così autolesionista e sanguinario anche, e in più sotto gli occhi di tutto il mondo! Non pare proprio possibile. Ma la storia degli Stati Uniti dimostra come un atto del genere sia perfettamente in linea con la prassi di sempre della politica estera americana.
    Con un autoattentato siamo nel campo delle undercover operations , cioè delle azioni ostili o comunque illegali da compiere sotto anonime o mentite spoglie in tempo di pace, o contro qualcuno col quale non si formalmente in guerra, azioni che spesso ricadono nel campo del terrorismo più tipico.
    Ebbene, gli Stati Uniti sono il paese che indiscutibilmente più di tutti è ricorso alle undercover operations . Ne hanno compiute miriadi e di tutti i tipi. Undercover operations quotidiane e undercover operations sofisticate, consistenti nell' organizzare provocazioni per indurre una controparte a una reazione violenta da sfruttare come casus belli.
    I compagni più giovani forse non conoscono, per citare un esempio fra mille, l' episodio del Golfo del Tonchino nel 1964, quando grandi navi americane minacciarono apposta (ordini del gen. Westmoreland) alcune piccole navi vietnamite, i cui colpi di rimando furono la sucsa per iniziare i bombardamenti aerei a tappeto sul Nord Vietnam. Ma anche nel 1990 gli americani, nascosti dietro i kuwaitiani, cominciarono a spillare petrolio iracheno attraverso il confine per indurre quella reazione che ci fu e che permise la guerra del Golfo del 1991.
    Non manca, in questa galleria degli orrori, neppure il caso in cu, non riuscendo a indurre la controparte ad una risposta violenta, gli USA si decisero a compiere loro stessi l' atto violento, si decisero cioè all' autoattentato: il casus belli per la guerra contro la Spagna del 1898, che fruttò agli USA Cuba e le Filippine, fu l' attentato che nel porto di L' Avana fece saltare in aria l' incrociatore americano in visita Maine , e benchè si parli anche di un gruppo di imprenditori e finanzieri interessati allo zucchero cubano- sempre americani comunque- sembra assodato che ad ordinare l' atto fu proprio il governo USA del presidente McKinley. Il cinismo, come si vede, non è mai mancato. Il governo americano in questo genere di evenienze ha dato consistentemente prova di non tenere in alcun conto la vita dei propri soldati o cittadini, più precisamente di essere disposto a sacrificarli- ad ucciderli esso stesso in verità- pur di ottenere i suoi scopi. Ad esempio, a bordo del citato Maine al momento dello scoppio c'erano 262 marinai, tutti americani e tutti morti.
    E a Pearl Harbour morirono 2600 militari americani, vittime perchè Roosevelt- pur essendo a conoscenza dell' imminente attacco giapponese- rifiutò di evacuare la base proprio perchè la medesima gli serviva come esca per far entrare in guerra gli USA, tanto che i vertici civili e militari di Washington impedirono di avvertire per tempo la base dell' attacco, di cui il controspionaggio era venuto a saper con certezza, perchè volevano che lo stesso riuscisse, che fossero affondate molte navi (ma non le portaerei, fatte salpare qualche giorno prima) e che ci fossero alte perdite umane, per impressionare di più la propria opinione pubblica.
    Questi sono alcuni frammenti della storia delle undercover operations americane, ma si potrebbe riempire un volume. Fa ancora meraviglia, a questo punto, che l' attentato delle Twin Towers dell' 11 settembre possa essere stato un autoattentato?
    Ciò sarebbe in linea con la prassi abituale e con la caratura morale del governo uSA.

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    Originally posted by falcorosso
    Molto interessante l'articolo, ci sono però fatti ai quali non viene data risposta, prima di tutto il ricovero di bin laden non è una bufala, ma è scritto nei diari della clinica, ed il nome del funzionario americano fra quegli degli ospiti, forse troppo scemi o troppo sicuri di sè, ma reali.
    Anche all'esame delle naziomalità e lavori delle vittime non viene data risposta, perchè in un edificio che doveva essere pieno di capiufficio,manager, impiegati, segretarie, i morti sono al 80% dei poveracci, e gli assenti colpiti da un virus tutti lostesso giorno, in fondo hanno ammazzato solo molti negri, cicanos ed americani poveri, solo pochi americani veri di quelli che un agente della CIA non mazzerebbe mai.
    E altra domanda a cui non viene data risposta, perchè nei documenti dell'attentato al pentangono, non vi è traccia del ritrovamento di scatole nere, di pezzi aereo? o pensiamo che un areo di quel genere si possa disintegrare in pezzi talmente piccoli da non venire rilevati.
    Io non credo che la teoria del complotto risponda alla verità dell'11, ma non credo nemmeno che il superfiacilismo della risposta risponda ad essa, credo che le verità si intreccino, come in ogni sana storiia perversa in cui spionaggio, reti della destra internazionale, che si fa molti meno scrupoli di uccidere americani, reti integraliste religiose, interessi multinazionali si intrecciano in un perverso percorso di realtà e fallimenti, voluti e non voluti, che come risultato hanno dato la morte a migliaia di americani, migliaia di afgani e si apprestano a darla a migliaia di irakeni, la difesa dell'onesta e dell'incontenza e della lealtà verso i propri concittadini mi sembra esagerata e risponde ad un modo di pensare classico della sinistra americana, per la quale sembra che i propri governanti, spioni etc etc possono essere ladri ed assassini, ma fondalmentamente onesti, credo che sia ora anche per i compagni americani di guardare con più serietà ai loro governanti ed ai loro spioni, di ascire definitivamente dalla favola del buon americano, i bastardi, gli assasini non solo solo i carcere, e sicuramente in piccola parte, ma sopprattutto fuori, nelle stanze del potere ed ei suoi sgherri.
    Inoltre non vedo perchè in Italia parliamo di bombe e stragi di stato, quindi di italiani che ammazazani altri italiani, ed invece in america questo diventa un tabù, non mi convince, c'è ancora troppo americanismo latente in quelle pagine

    E' vero Falco nessuno ha la verità in tasca, la verità è che nessuno arriverà a provare un bel niente stando fermo ai fatti dell'attentato, in se per se, illeggibili e troppo contorti.

    Compito dei marxisti è affrontare tutto questo con la dialettica, sapendo analizzare le conseguenze e passo dopo passo, tornare indietro fino a ad affrontarne la causa. Per questo è errato partire da teoremi precostituiti ed ideologicamente insostenibili così come fanno i paranoici sostenitori del complotto e così come fanno chi vede nell'11 settembre l'inizio della crociata mondiale del bene contro il male.

    Tutto va affrontato quindi attraverso la nostra analisi delle dinamiche che si sono mosse deopo l'11/9. Oltre a questo, sapere contestualizzare il tutto senza voler fasre paragoni insensati con il passato, così come fa Catilina rispolverando Pearl Harbor, perchè l'11/9 parla di un fatto estremamente nuovo e cioè della guerra globlale portata direttamente in "casa" dell'Impero, al suo interno, nella sua società viva. Tutto questo è un salto in avanti destabilizzante e, diciamolo pure, che rompe apertamente certi nostri schemi mentali. Ma non per questo dobbiamo rifugiarci in teorie cieche e prive di ogni fondamento logico per poter motivare le nostre posizioni, sempre e comunque.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  5. #5
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    Originally posted by Paddy Garcia


    Oltre a questo, sapere contestualizzare il tutto senza voler fare paragoni insensati con il passato, così come fa Catilina rispolverando Pearl Harbor [...] . Ma non per questo dobbiamo rifugiarci in teorie cieche e prive di ogni fondamento logico per poter motivare le nostre posizioni, sempre e comunque.

    P.G.
    Due anni fa, un progetto messo a punto dagli uomini che attualmente formano la "squadra" di George W. Bush, e del quale ho parlato anche in un altro thread ("Il mondo in pericolo: Bush & C. progettano nuovi attentati terroristici"), stabiliva che l' America avrebbe avuto bisogno di "un nuovo Pearl Harbor". Gli orizzonti ai quali gli autori di questa affermazione volevano approdare si sono spaventosamente aperti davanti a noi.
    La minaccia che il terrorismo statunitense costituisce per l' umanità fu messo a fuoco da questo dettaglio profetico. Ciò che serve agli Usa per stabilire il loro dominio sul mondo- diceva il documento- sarebbe "qualche evento catastrofico e catalizzante, simile ad un nuovo Pearl Harbor".
    Gli attacchi dell' 11 settembre 2001 hanno appunto partorito questo "nuovo Pearl Harbor", descritto come "opportunità secolare". Gli estremisti di destra che da quel fatidico 11 settembre stanno sfruttando l' opportunità provengono dall' epoca di Ronald Reagan.
    Così è stato formulato il Progetto per il Nuovo Secolo Americano, frutto della collaborazione tra l' American Enterprise Institute, l' Istituto Hudson ed altri "pensatoi" che hanno fatto confluire le "visioni" dell' amministrazione Reagan in quelle dell' attuale regime di Bush.
    Nel numero di aprile 2002 della rivista "New Yorker", il giornalista Nicholas Lemann scrive che il consulente principale di Bush, Condoleezza Rice, gli avrebbe detto di aver convocato i membri più anziani del Consiglio Nazionale di Sicurezza per chiedere loro di "riflettere su come capitalizzare queste opportunità presentatesi".
    Tutto questo mi ricorda anche le Operazioni Northwoods, cioè il progetto sottoposto al presidente Kenendy dai suoi capi militari. Tale progetto prevedeva la conduzione di una campagna terroristica, apparentemente proveniente dal nemico comunista, completa di assalti con bombe, sequestri di persone, incidenti aerei ed americani morti, per giustificare l' invasione di Cuba. Kennedy scartò questo progetto. Kennedy fu assassinato qualche mese dopo.

  6. #6
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    Quanti americani sono morti nella Baia del Tonchino contro i nordvietnamiti?
    Scommetto neanche uno.
    Chi dice che la corazzata Maine ormeggiata a Cuba fu fatta affondare dal governo USA? Tu?
    Chi ha attaccato Pearl Harbour, gli americani o i giapponesi? E se gli americani lo avessero voluto, non sarebbe bastato lasciare (e fare affondare) una corazzata anzichè quattro, e magari vuota e non piena di marinai? Non ci sarebbe stato comunque il casus belli auspicato? E poi, dopo Pearl Harbour per dei mesi gli americani andarono di sconfitta in sconfitta, perdendo le Filippine e mezzo Pacifico, con ciò accusando parecchio il colpo. Sicuro che sia stata una finta?
    In genere quando si fanno gli autoattacchi, sono delle punture di spillo, il minimo indispensabile per poter "reagire".
    Lo stesso Hitler nel 1939 montò un attacco polacco in cui furono uccisi sì e no due tedeschi, non 2mila.
    L' 11 Settembre invece ha colpito il centro degli affari (non Harlem o qualche posto sperduto), distrutto il senso di sicurezza di 250milioni di americani, e il mito di invincibilità del loro paese e del loro esercito.
    Per poter invadere l' Afganistan occorreva arrivare a tanto?
    Non è più "economico" pensare che, dopo 2 attentati ad ambasciate USA in Africa e altri contro la marina, OBL abbia fatto un salto di qualità? E che gli americani hanno fallito perchè non sempre vincono, perchè non sono infallibili?

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    Non voglio entrare nel merito, ma solo fare una precisazione, l'11 non ha distrutto nessun centro di niente, quando le torri sono crollate al loro interno non vi era nè un manager,nè un dirigente, nè un impieagato, nessuno dei più di 30000 fra dirigenti ed impiegati delle grandi compagnie erano presenti, si dice per l'orario, infatti basta guardare l'elenco dei morti e si scopre che la maggioranza sono latino americani, o ispanici, negri o bianchi poveri, magazzinieri etc.
    Questa è la realtà dei fatti, le uniche cose distrutte uffici e compiuters, ma noi tutti sappiamo che non è su quei compiuters che vi erano i dati utili, perchè la maggioranza delle compagnie presenti nella torre usano o compagnie indiane o irlandesi o israeliane per la contabilità e i registri delle aziende stesse.
    Piuttosto perchè invece che di fantapolitica, o comunque di cose difficilmente dimostrabili, non certo perchè credo nell'onestà di chi ha appoggiato le più criminali dittature nel mondo dopo quella nazista, ma per riportare il discorso nei termini cari a noi marxisti, una cosa è dubbia ed è sempre stato un tarlo nella mia mente:
    ben 200 piloti di linea sia americani che stranieri hanno affermato al Le Monde che nessuno di loro sarebbe stato capace di fare , al primo tentativo, una manovra come quella fatta dai piloti di Bin Laden, ora la tesi che tutti prospettvano erano due
    A) che gli arei fossero pilotati da piloti con esperienza pluriennale nella guida di bombardieri supersonici da alta quota, i soli ad avere l'abilità di un pilota di caccia unita alla esperienza con dimensioni notevoli
    B) che nella torre posizionato ai piani previsti vi fosse un richiamo elettronico come quello usato dalle torri degli aereoporti per la guida in caso di nebbia negli atterraggi.
    Per questi piloti, tutti con anni ed anni di esperienza di volo su aerei intercontinentali queste erano le uniche due possibilità perchè la manovra avesse successo al primo tentativo.
    O vogliamo credere alla fortuna?

  8. #8
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    Predefinito Una sola considerazione

    Compagni,
    una sola semplice considerazione, o meglio, domanda: MA IL SISTEMA SATELLITARE DI RILEVAZIONE DI TUTTO E DI PIU', IL CELEBRE ECHELON, DOVE CACCHIO ERA L'11 SETTEMBRE DEL 2001???
    Chi non voleva vedere non ha visto e giù poi con le bombe in Afghanistan e, tra poco, putroppo con la nuova tappa bellica in Iraq...

    Marco

    www.geocities.com/prcsvcentro

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  9. #9
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    ciao Marco,
    la risposta è nell'ultima pag di oggi di Liberazione, hanno si costruito echelon, ma non sanno come utilizzare e catalogare ed interpretare i dati, insomma una grande bufala, una delle tante del neoliberismo, tecnologia da fantascienza, ma cervelli da età della pietra.

  10. #10
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    Ignorato dalla grande stampa, vituperato ed insultato come una sciocca leggenda metropolitana, questo L’incredibile menzogna, del giornalista francese Thierry Meyssan che cerca di documentare e dimostrare come nessun aereo si sia mai schiantato sul Pentagono quell’11 settembre di un anno fa, è rapidamente diventato un best seller europeo. In Italia è stato per mesi in testa a tutte le classifiche di vendita, segno che anche senza promozione, pubblicità e recensioni un libro – stampato da una piccola casa editrice - sa imporsi se la curiosità dei lettori viene sollecitata. E la curiosità, come sempre, nasce dal dubbio che qualcosa di molto poco chiaro si nasconda dietro le verità


    ufficiali dell’attacco all’America. Il libro - messo al rogo negli USA senza essere mai stato pubblicato – si basa unicamente su materiale e documenti della Casa bianca e del dipartimento della Difesa americano e solleva un interrogativo allarmante: l’attacco al Pentagono è stato una messa in scena? E’ possibile che dietro l’11 settembre si nasconda una congiura americana? Il risultato principale del tragico attacco all’America – secondo Meyssan - è che la democrazia negli Stati Uniti è oggi in pericolo e che il Paese è finito nelle mani di affaristi senza scrupoli ed incalliti guerrafondai, tesi a trasformare il Paese delle libertà in un Impero che controlli il mondo intero.



    Thierry Meysan
    L’INCREDIBILE MENZOGNA. NESSUN AEREO E’ CADUTO SUL PENTAGONO
    Fandango – 177 pagine, 15 euro

    nessun commento io lo ho letto e sono rimasto sciccato

 

 
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