I DS SI SONO FATTI CONDONARE DA TREMONTI - Il Tempo, 9 febbraio 2004
di Fosca Bincher
La holding immobiliare del partito di Fassino ha chiesto perdono per le marachelle fiscali su imposta di registro, Irpeg e Iva. Prima di farsi scontare dalle banche il debito, la Beta aderisce al tombale su tutte le imposte.
Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino però, è questa la novità, ben lungi dall’avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l’hanno chiesto anche a Giulio Tremonti. E' la novità che emerge dall’ultimo bilancio pre-liquidazione dell Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche).
Nella relazione l’ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000-2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombaie, euro 12 mila per omessi versamenti anni 200012001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi e fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
Il bilancio è stato depositato ai primi di febbraio al registro informatico delle Camere di commercio, e riporta i drammatici dati che hanno preceduto il parziale salvataggio a sconto da parte della Tosinvest. L’ultimo anno di gestione della Beta immobiliare si era infatti chiuso con una perdita di 51.519.713 euro. Si registravano rate di mutui ipotecari scadute e non pagate per 20 milioni di euro, altri debiti con il sistema bancario per 110 milioni di euro e posizioni debitorie con terzi per 18 milioni di euro. Un macigno che alla fine pesava per circa 42 milioni di euro, in gran parte accollato al sistema bancario italiano: 16,7 milioni erano i debiti con banche scadenti al 31 dicembre 2003, altri 114,5 milioni i debiti con istituti di credito le cui rate sarebbero state in scadenza fra il i gennaio 2004 e il 31 dicembre 2006.
Come non bastassero i guai fin qui elencati, la Beta immobiliare è stata costretta a svalutare crediti per 40,7 milioni di euro. La gran parte (38,3 milioni) nei confronti dei Ds, che non avrebbero mai pagato «per le note difficoltà di esazione dello stesso e sulla base dei loro dati di bilancio come pubblicati dai quotidiani». Decisione, questa, criticata dal collegio sindacale, che rimarca come prima di rinunciare a quel credito infatti la Beta avrebbe dovuto proporre «atti esecutivi, a tutela del credito stesso, verso tali debitori».




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(e davvero con questo si riassume quanto valore assumano interventi come quello qui sopra, di qualsiasi schieramento socio-politico ci si senta simpatizzante)