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    Predefinito La festa italiana di Dallaglio

    Storia di Lawrence, figlio di un torinese emigrato 47 anni fa, che torna capitano nell'Inghilterra alla prima uscita nel 6 Nazioni dopo il trionfo mondiale.

    MILANO, 12 febbraio 2004 - Nei giorni in cui da poco era diventato maggiorenne c'è stato un periodo in cui Lawrence Dallaglio era persino tormentato dalla scelta che gli si imponeva. In quei tempi giocava nella nazionale inglese Under 19, oltre che nelle giovanili dei Wasps, esattamente lo stesso club in cui milita oggi. Solo che il suo italianissimo cognome aveva solleticato i dirigenti dell'Amatori Milano che fecero una bella offerta. Per lui ci sarebbe stata già bell'e pronta la maglia azzurra, oltre ad una carriera - da italiano - nel nostro campionato. A leggerla adesso, una storia così, vien quasi da ridere. E da chiedersi se mai il diretto interessato avesse potuto prendere in seria considerazione una proposta del genere. Eppure interpellato dopo il trionfo di novembre in coppa del Mondo, Dallaglio ebbe modo di dire che "Ora è facile dire 'ho fatto la cosa giusta', ma allora non era così scontato, non potevo prevedere un futuro tanto roseo".
    E' una storiella che andava raccontata per meglio farsi un'idea del significato di quanto accadrà domenica al Flaminio. Ovvero, la prima uscita ufficiale dell'Inghiltera dopo il leggendario trionfo in coppa del Mondo: la più grande impresa di una squadra inglese dalla vittoria ai mondiali di calcio del '66. Il piccolo stadio romano sarà esaurito e lo sarebbe stato anche se avesse per incanto raddopiato la capienza. Oltre 2500 saranno i fans inglesi, avamposto di una nazione che non vede l'ora di tornare a cullarsi con gli occhi i suoi eroi. Davanti ai quali correrà orgoglioso Lawrence Bruno Nero Dallaglio. Sarà lui il capitano del XV della Rosa. Dopo il ritiro di Martin Johnson, il c.t. Clive Woodward non ha avuto dubbi: ha scelto il terza linea figlio un italiano e di un'angloirlandese, dunque riassunto perfetto dello spirito dei Sei Nazioni.
    In tribuna ci saranno anche tanti suoi parenti che arriveranno da Torino, la città da cui papà Vincenzo è partito per Londra, 47 anni fa. In Inghilterra, Dallaglio senior ha fatto fortuna nel campo della ristorazione. E ha messo al mondo Lewrence che ha ereditato la fede paterna nella Juventus, comunque non paragonabile a quella per il Chelsea che il figliolo avrebbe poi coltivato autonomamente. Anche se, a dire il vero, non è che calcio lo abbia mai interessato granché. Forse da tifoso, ma nulla più. Lui si è innamorato subito del rugby, alla scuola di Ampleforth, nello Yorkshire. E poi con i Wasps, giocando a Loftus Road, lo stesso stadio dei Queens Park Rangers.
    Ce ne sarebbe abbastanza, della storia delle orgini, del figlio dell'emigrato che torna nel paese del padre come capitano, dunque come rappresentante più autorevole della sua nuova nazione. Lui che all'Italia è sempre rimasto legato, con frequenti visite ai parenti. E anche attraverso il nome scelto per il suo terzo genito (arrivato dopo le bimbe Ella e Josie), chiamato Enzo in onore a Enzo Ferrari, il suo mito. Ma non è tutto. Il fatto è che capitano dell'Inghilterra, Dallaglio lo era già stato, sul finire degli anni '90. Solo che News of the World, uno dei più spietati tra i tabloid inglesi, aveva pubblicato una serie di torbide rivelazioni sulla vita di Lawrence. Aveva persino scritto che avrebbe venduto cocaina. Per quegli articoli Dallaglio perse la nazionale, un tour in Australia, un bel po' di soldi (anche sottoforma di multe), oltre che, ovviamente, il ruolo di capitano. Da tutta quella storiaccia Lawrence sarebbe uscito pulito: si sarebbe riconquistato la nazionale, con tanto di posto da titolare inammovibile nella irresistibile campagna del Grande Slam al Sei Nazioni e poi del trionfo alla coppa del Mondo in Australia.
    Lui ha sempre tenuto la testa alta, orgogliosissimo. Non lo ha detto mai, ma evidentemente deve aver sempre pensato che anche una disdetta del genere non era nulla in confronto alla disgrazia vissuta dieci anni prima, nel 1989. Forse qualcuno ricorderà la tragedia del Marchioness, il barcone andato in fiamme mentre a bordo si celebrava un party, sul Tamigi. Morirono 50 persone, tra le quali anche Francesca, sorella di Lawrence. La famiglia tutta ha vissuto il dramma con dignità, guardando avanti. E così ha sempre fatto anche Dallaglio di fronte alle vicissitudine giudiziarie. Fino al riscatto, ai trionfi. E alla corsa che domenica pomeriggio, alle 15, si farà davanti ai suoi bianchi sull'erba del Flaminio

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