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ECONOMIA USA
Le aziende hanno un concorrente in più: la sanità
L'esplosione della spesa assistenziale danneggia il sistema delle imprese più dei competitori esteri. Rivalutato l'intervento pubblico.di Elysa Fazzino
WASHINGTON - Non c'e solo la concorrenza della Cina a preoccupare le aziende Usa. Gli imprenditori americani hanno uno svantaggio competitivo anche nei confronti dei Paesi industrializzati: il costo dell'assistenza sanitaria dei lavoratori.
Gli Stati Uniti scoprono con sgomento di non essere affatto il paradiso dell'impresa privata: la debolezza della sanità pubblica di fatto costringe le aziende americane a pagare di più per la copertura assistenziale dei loro dipendenti. Perfino la Francia, considerata terra ostile all'impresa, è più competitiva.
Sanità a carico
L'esplosione della spesa sanitaria, trainata dai costi crescenti dei farmaci e delle nuove cure, significa negli Usa più spese per i privati, singoli e imprese. Secondo gli ultimi dati dell'Ocse (riferiti al 2001), negli Stati Uniti il settore privato spende per la sanità il 7,7% del Prodotto interno lordo contro il 6,2% del settore pubblico (il totale è il più alto dei Paesi Ocse, il 13,9%).
L'intervento pubblico, che i dirigenti d'industria americani vedono come fumo negli occhi, paradossalmente aiuta i concorrenti europei e asiatici. In Europa, il settore pubblico copre la maggior parte della spesa: in Francia rappresenta il 7,2% del Pil (su una spesa totale del 9,5%), in Italia il 6,3% (su un totale dell'8,4%). Tra i Paesi del G7, anche il Giappone vede il settore pubblico farsi carico della fetta maggiore della spesa sanitaria, con il 6,2% del Pil, su un totale del 7,6%. Più spesa pubblica significa più tasse a carico dei contribuenti. Un costo indiretto che gli imprenditori americani cominciano a considerare preferibile rispetto all'attuale salasso delle casse aziendali.
Costi in aumento
Due associazioni industriali, la Manufactures Alliance/Mapi e la National Association of Manufacturers , hanno di recente sottolineato in un Libro Bianco che i costi strutturali interni aggiungono almeno il 22,4% al prezzo di produzione e danneggiano le aziende manifatturiere americane più di qualsiasi competitore estero.
Nella struttura dei costi di un'azienda americana, la voce sanità è una delle più preoccupanti. Questo esborso è diventato più pesante con il crescere della spesa sanitaria, salita negli Usa nell'ultimo decennio a una media annua del 5,7%. È il sistema Usa: oltre il 90% degli americani al di sotto dei 65 anni ottengono l'assicurazione sanitaria tramite il datore di lavoro. In media, le aziende Usa pagano l'84% delle polizze individuali di copertura sanitaria e il 73% delle polizze familiari.
C'è un'aggravante: il costo dei premi per le assicurazioni sanitarie dei dipendenti è aumentato negli ultimi anni più rapidamente della spesa sanitaria nel suo complesso. Nel 2003, il costo dei premi è arrivato all'8% dei compensi totali, rispetto al 6,9% del 1999 (che rappresentava la punta minima registrata negli ultori 11 anni). Le assicurazioni sanitarie costano di più a causa dei maggiori rimborsi richiesti, dovuti sia all'invecchiamento della forza lavoro sia alla prassi sempre più diffusa di test diagnostici "difensivi" per ridurre il rischio di ricorsi giudiziari.
Il caro-sanità è tale che, nell'Agenda per la Crescita del G-7, gli Stati Uniti si impegnano a favorire la creazione di posti di lavoro rendendo l'assistenza sanitaria più sostenibile.
Produrre per pagare
La General Motors, che copre 1,2 milioni di americani, ha speso nel 2002 ben 4,5 miliardi di dollari solo per l'assistenza sanitaria. I Big Three dell'automobile, Gm, Ford e Daimler-Chrysler, sono stati definiti dall'economista Uwe Reinhardt "un sistema di previdenza sociale che vende automobili per finanziarsi".
Per i lavoratori in servizio, l'azienda può compensare la crescita delle spese salariali limitando gli incrementi salariali. Per i pensionati i margini di risparmio sono limitati. Ecco perché le grandi aziende ora smettono di coprire chi è a riposo. Nel 2003, solo il 36% delle ditte con oltre 500 dipendenti offrivano un piano di assistenza medica ai loro pensionati (almeno a quelli senza ancora i requisiti per usufruire del sistema pubblico Medicare). Nel 1993, la percentuale era del 50%.
Gli industriali stanno rivalutando l'intervento pubblico. Sia la National Association of Manufacturers che la Business Roundtable hanno appoggiato il costoso programma Medicare per l'assistenza farmaceutica pubblica varato la scorsa estate. Pochi imprenditori tuttavia pensano che lo Stato debba offrire ai lavoratori una copertura sanitaria completa. Pensano piuttosto a un sistema in cui i consumatori debbano acquistare la loro assicurazione medica. Questa svolta viene favorita dall'amministrazione Bush con l'introduzione di sgravi fiscali. Le tasse a carico del contribuente messe alla porta rientrano così dalla finestra.
25 febbraio 2004




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