L’Italia si muova, con Putin e Chirac
I luttuosi fatti di questi giorni segnano una prevedibile drammatica svolta nell’operazione Iraq sul piano militare e dei rapporti con la popolazione civile. Ormai il farsesco alibi della truffa semantica - condivisa da parte della maggioranza e dell’opposizione, da pacifisti e interventisti, da transigenti ed intransigenti, e anche benedetta con non meditate o mal suggerite parole da altissime autorità - di chiamare siffatte missioni militari con la ipocrita denominazione di «missioni di pace», e le forze militari d’élite addestrate alla guerriglia e alla controguerriglia con il quasi francescano e temerariamente pudico, (o impudico?), termine di «forze di pace», si è definitivamente dissolto tra un funesto crepitio di armi da guerra, tra sangue, lutti, morti e feriti, d’ambo le parti. E’ ora di riconoscere tutti, governo e maggioranza compresi, con coraggioso realismo e cruda sincerità, che l’Italia è in guerra nell’Iraq, anche se non è ben chiaro contro chi, a favore di chi e perché; e che è in guerra per decisioni irrituali del governo, della maggioranza del parlamento e del Capo dello Stato. Ed è ormai giunta l’ora di affrontare la situazione con serietà, rigore e determinazione.
di Francesco Cossiga




Rispondi Citando