Da quando è in campo, non avevamo mai visto Silvio Berlusconi così solo. Non ci riferiamo tanto a Follini e Fini, né agli editoriali del Corriere, e nemmeno a quella piccola e rumorosa pattuglia di movers and shakers che si sono messi in transumanza, da Diaco a Cirino. I segni della chiusura di un ciclo sono più profondi, e se uno ne vuole cogliere la gravità deve leggere l’articolo di Baget Bozzo sul Giornale di sabato. dal vertice di Berlino; , non ci aspettavamo . Il fatto è che anche Blair è in transumanza. Metti che vince Kerry, metti che si riapre il ponte sull’Atlantico, il giro di valzer con Berlusconi è finito. L’obiettivo di Blair è portare la Nato in Iraq, con Parigi e Berlino on board. E Chirac l’ha giurata al nostro premier. Raccontano fonti francesi che è successo a Bruxelles, nel vertice sul Trattato. A un certo punto Berlusconi ha tentato di dividere la Germania dalla Francia, promettendo a Schroeder ciò che Chirac gli aveva rifiutato a Nizza: il sorpasso nei voti ponderati sulla Francia, in cambio dell’accettazione dello status quo per Spagna e Polonia. Il Cancelliere è uscito dal confessionale ed è andato di corsa a dirlo a Re Sole. Fine delle trasmissioni.
In patria è chiaro ciò che sta avvenendo. Follini ha il 6,8% nei sondaggi, ed è convinto che più si distingue dal primo ministro come alfiere di moderazione, e meglio gli andrà. Fini prova a risorgere dal limbo della verifica (oggi ha una percentuale a una cifra), e annuncia con la correzione della riforma delle pensioni che guiderà lui la fase due della politica economica del governo, fatta di dialogo con le parti sociali e riformismo forte. Bossi domani può portare a casa la legislatura, se ottiene il suicidio del Senato, e si vanta di un cinque e mezzo. Resta il premier, intorno al 23, troppo poco per sopravvivere senza danni alle europee. Ha bisogno di qualche punto, e lo sta cercando dove pensa che sia a disposizione.
La strategia elettorale inaugurata dal capo del governo è quella che, in paesi più sofisticati, si chiama della . Per questa teoria non basta avere un nemico, bisogna averne due. Bisogna diventare il terzo vertice del triangolo. Il partito-guida deve dunque segnalare il pericolo rosso a sinistra, ma anche il pericolo bianco dall’altra parte: denunciare il moderatismo come vecchia politica, corrotta e affaristica, sempre i soliti democristiani. I voti più immediatamente a disposizione sono quelli degli alleati, che vanno cannibalizzati; quelli che vengono subito dopo sono i voti anti-sistema, un serbatoio che cinque anni fa prosciugò la lista Bonino e che oggi fa gola a Di Pietro. Col discorso di , Berlusconi si è dunque messo in competizione diretta con chi voleva sfasciarlo.
La triangolazione è la soluzione anche per il centrosinistra. Ormai la lista unitaria compete nella serie A elettorale. Gioca per prendere un terzo dei voti disponibili. Deve dunque ragionare da centravanti, non da mediano. Dov’è il suo margine di crescita? Nell’ampio fronte antiberlusconiano, e nella sezione moderata delusa da Berlusconi. Anche per lei la lotta è dunque su due fronti. Ha bisogno di cannibalizzare a sua volta gli alleati dell’Ulivo, e di insediarsi senza tentennamenti nel centrocampo della moderazione. Deve concepirsi come , non più come una parte dell’Ulivo che prima o poi si ricongiungerà con la sinistra (poi magari dovrà farlo, ma questa è un’altra storia, e se ne parla tra due anni). La lista unitaria dovrebbe portare rapidamente i giornali a scrivere il suo nome come separato, se non contrapposto, a quello di . In Italia, deve dire, ci sono tre schieramenti: la destra, il centrosinistra e la sinistra. Ogni distinzione dalla sinistra non è la pericolosa rottura di un’unità che tanto non c’è, ma una benefica chiarificazione. Deve farsi Forza Italia; o, se vogliamo far felice Prodi, Forza Europa. Lasci il pacifismo alla sinistra, e pensi ai pacifici, pacificatori, paciosi italiani. Guardi che fine hanno fatto i pacifisti nelle urne (Howard Dean), e che fine faranno (Josè Rodriguez Zapatero). Risponda scrollando le spalle all’accusa di ladrocinii e barche abusive, ché quello è il terreno dell’imboscata. Respinga gli eccessi della destra e gli eccessi della sinistra, alla Mitterrand, da forza tranquilla. Compito per la prossima settimana, ottenere un titolo che dica: . Sarebbe il massimo della triangolazione.




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