Sì al magistrato massone
Sentenza della Corte di Strasburgo condanna l'Italia a risarcire un giudice
sanzionato dal Csm per l'adesione alle fila di palazzo Giustiniani
ROMA - La Corte europea dei diritti umani ha condannato ieri l'Italia per
una sanzione disciplinare inflitta a un magistrato appartenente alle fila
del Grande Oriente d'Italia di palazzo Giustiniani. L'appartenenza alla
Massoneria, dunque, come a qualsiasi altra associazione legale, non può
costituire per un magistrato motivo di censura. La sentenza, che è
definitiva, prevede che Angelo Massimo Maestri, 60 anni, originario di
Viareggio (Lucca), all'epoca dei fatti presidente ad interim del tribunale
di La Spezia, debba essere risarcito con 10 mila euro per danni morali e 14
mila euro quale rimborso delle spese sostenute. Il pronunciamento, che
dichiara il Belpaese colpevole di aver violato l'articolo 2 della
convenzione comunitaria dei diritti umani, arriva con undici voti a favore e
sei contrari. Nel '93 il magistrato toscano fu oggetto di una procedura
disciplinare, in base a un decreto reale del '46, per aver appartenuto, dall
'81 al marzo del '93 appunto alla massoneria di palazzo Giustiniani. Nell'
ottobre del '95 la sezione disciplinare del Consiglio superiore della
magistratura lo riconobbe colpevole dei fatti a lui addebitati ed emise un
provvedimento di censura sostenendo che l'adesione di un magistrato alla
massoneria era illecito dal punto di vista disciplinare in ragione, tra le
altre motivazioni, del conflitto esistente tra il giuramento dei massoni e
quello dei magistrati. Maestri, il quale sostiene che la sua carriera è
stata bloccata da questa sanzione disciplinare, presentò ricorso alla corte
di Cassazione che nel '96 respinse l'appello. L'anno successivo si è quindi
rivolto alla Corte di Strasburgo. E ieri i giudici europei hanno spiegato
che il caso rientra nell'articolo della Convenzione che tutela la libertà di
riunione e d'associazione e osserva che il decreto reale del '46 non
fornisce elementi concreti tali da permettere allo stesso Maestri di
«prevedere che l'adesione a una loggia massonica poteva causargli delle
conseguenze disciplinari». Non basta. Strasburgo, infatti, boccia anche i
pronunciamenti del Csm relativi al caso. Per quanto concerne infatti le
direttive prese dal Consiglio superiore della magistratura nel '90 e nel '
93, che stabilivano l'esistenza di un conflitto tra l'adesione alla
massoneria e l'appartenenza alla magistratura, i giudici di Strasburgo
rilevano che non sono sufficientemente chiare. Adottate a seguito del grande
dibattito svoltosi nel Stivale sull'illegalità della loggia segreta P2,
precisavano soltanto che la legge negava ai magistrati la possibilità di
partecipare ad associazioni proibite
tratto da "la Discussione" del 19 Febbraio 2004




Rispondi Citando