Il 17 agosto 1907 cinquantanove delegate di Paesi europei e d’oltreoceano si incontrarono alla prima Conferenza dell’Internazionale Socialista Donne a Stoccarda e decisero di dare vita ad un Segretariato Internazionale alla cui guida fu nominata la tedesca Clara Zetkin.
La Conferenza adottò una risoluzione sul diritto di voto, che sarebbe diventata il punto di partenza di una infaticabile lotta per i diritti politici delle donne.
Questa presa di posizione a favore del voto femminile fu approvata dal Congresso dell’Internazionale Socialista che seguì la Conferenza delle donne.
A quel tempo esistevano diversi tipi di organizzazioni femminili, ma la maggioranza di esse erano deboli. Alcune organizzazioni sindacali si occupavano dei problemi delle donne, a partire dai salari che erano molto più bassi di quelli degli uomini. In molti Stati le donne non avevano diritti politici. C’erano delle eccezioni: in Finlandia ed in Norvegia il diritto di voto femminile già era in vigore ed una delle delegate finlandesi alla Conferenza, Hiljia Parssinen, era componente del Parlamento. A Stoccarda una delegata indiana, chiamata Rama di Bombay, ed una delegata giapponese, Tokyro Kato, parlarono della inimmaginabile povertà, dello sfruttamento e della mancanza di diritti delle donne nei loro Paesi.
La seconda Conferenza, che si tenne a Copenhagen nel 1910, adottò una risoluzione che proponeva la istituzione della Giornata Internazionale delle Donne nella quale mobilitarsi per il voto e la emancipazione politica. Dal 1911 noi celebriamo l’otto marzo in tutto il mondo.
La Conferenza adottò anche una risoluzione sulla pace ma la tempestiva presa di posizione delle donne socialiste non poté fermare gli eventi.
Nel 1912 l’Internazionale Socialista tenne una conferenza straordinaria a Basilea per “monitorare” la pace e chiedere la fine della guerra nei Balkani. Clara Zetkin fece uno degli interventi più applauditi: le donne socialiste di tutti i Paesi, disse, lottano unite contro la guerra. La guerra moderna è distruzione di massa e assassinio di massa….La guerra è solo la più pazza forma di sfruttamento di massa del capitalismo. Le donne sanno che è necessario combattere e morire nella lotta per la libertà. La lotta contro la guerra e per la libertà non possono essere combattute senza le donne. Con l’appello”guerra alla guerra” concluse il suo intervento.
Ma tutto fu inutile. Nel 1914 iniziò la Prima Guerra Mondiale, pochi giorni prima della Terza Conferenza delle Donne, che si sarebbe dovuta tenere a Vienna. Si tenne invece nel 1915 una riunione internazionale di donne a Berna, la prima di Socialisti dopo l’inizio della guerra.
Dopo la Prima Guerra Mondiale il movimento delle donne fu ristrutturato e nel 1925 Edith Kemmis divenne responsabile del Segretariato delle Donne a Zurigo; era Segretario dell’Internazionale Laburista e Socialista Friedrich Adler che, coraggiosamente per quei tempi, appoggiò la causa delle donne.
Martha Tausk, parlamentare della Stiria, fu Segretaria dal 1928 al 1934, al tempo delle persecuzioni dei socialisti austriaci, molti dei quali dovettero andare in esilio. L’anno successivo il Segretariato fu spostato a Bruxelles.
Negli anni fra le due guerre l’organizzazione nelle sue conferenze discusse e si impegnò su temi quali “Donne e mobilitazione”, “Donne e fascismo”, “La crisi economica”…. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale rese impossibile la continuazione del lavoro e l’organizzazione fu distrutta.
Nel marzo 1941 Mary Sutherland e le donne del Partito Laburista britannico organizzarono la Giornata Internazionale delle Donne durante la quale le Socialiste dei Paesi sotto regimi fascisti tennero discorsi nelle loro lingue madri. Questo fu l’ultimo incontro internazionale di donne per lungo tempo.
Nel 1955, a seguito di forti pressioni di donne che chiedevano di fare rinascere l’organizzazione, fu fondato il Consiglio Internazionale delle Donne Socialdemocratiche, il cui obiettivo primario era la battaglia contro la discriminazione.
Nel 1978, durante il Congresso tenutosi a Vancouver, Canada, il nome fu cambiato nell’attuale “Internazionale Socialista Donne”.
Negli anni ’70 e ’80 l’Internazionale Socialista allargò i suoi confini ben oltre l’Europa e divenne una vera comunità globale, aumentando considerevolmente il numero dei Partiti membri e delle relative organizzazioni femminili.
Dopo la caduta del muro di Berlino, numerosi sono stati i Partiti dell’Europa Orientale che sono entrati nelle famiglie dell’Internazionale Socialista e dell’Internazionale Socialista Donne.
Negli incontri dell’Internazionale Socialista Donne degli ultimi anni si è dibattuto e si sono adottate risoluzioni sui seguenti temi:
Donne e globalizzazione dell’economia; Donne e sviluppo sostenibile; Donne e condivisione del potere: leadership e strategie; I diritti delle donne sono diritti umani; Promuovere la prospettiva di genere nelle politiche pubbliche; Da Pechino al XXI secolo: la prospettiva dell’Internazionale Socialista Donne; Democrazia paritaria: lavorare insieme per una cultura di pace; Più alti standard per la protezione della maternità; Cooperazione tra donne per una pace duratura nel Mediterraneo; Verso il pieno rispetto dei diritti sessuali e riproduttivi; Donne e salute: equilibrio fra vita e lavoro; HIV/AIDS: ridurre la vulnerabilità delle donne; Fermare la violenza contro le donne; Gli attacchi terroristici dell’11 settembre e le loro conseguenze; Donne afgane; Verso una maggiore partecipazione politica delle donne: strategie e realtà.
Le risoluzioni, che contengono la sintesi del dibattito, si concludono con proposte operative e piani di azione che vengono indirizzati a organismi internazionali quali l’Onu, l’Oil, la Fao etc., ai governi, ai Partiti membri dell’Internazionale Socialista e che ogni singola delegazione si impegna a sostenere e sviluppare nel proprio Paese.
Il prossimo Congresso di giugno farà un bilancio di tutte le iniziative e soprattutto elaborerà la piattaforma programmatica per il nuovo secolo.




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