PRODI: APPROVARE DIRETTIVA EUROPEA CONTRO IL RAZZISMO
BRUXELLES - Intervenendo al seminario sull'antisemitismo, il presidente della Commissione Ue Romano Prodi ha indicato una serie di azioni concrete per combattere la recrudescenza di atti di antisemitismo, in particolare si e' rivolto agli Stati membri perche' sblocchino l'approvazione di una direttiva contro il razzismo e la xenofobia proposta nel novembre del 2001 dalla Commissione.
''Mi rivolgo ai paesi che non l'hanno ancora fatto, perche' bisogna distinguere le parole dai fatti'', ha detto Prodi. ''Ci sono ancora paesi che non l'hanno approvata. Noi lo abbiamo fatto''.
La proposta di direttiva rende il razzismo e la xenofobia perseguibili di sanzioni penali comuni in tutta Europa, incoraggia la cooperazione giuridica tra gli Stati membri eliminando i potenziali ostacoli e rende gli atti antisemiti, compresa la negazione o la banalizzazione pubblica della Shoah, come reati perseguibili per legge.
Da due anni la direttiva e' bloccata al Consiglio dei Ministri della giustizia. Durante il semestre di presidenza italiano, l'approvazione della direttiva e' stata tolta dall'agenda dei ministri e l'attuale presidenza di turno irlandese della Ue non ha ancora deciso di reinserirla.
Secondo una fonte della Commissione, sulla direttiva vi sono opinioni diverse da parte di Gran Bretagna e Germania, che hanno proposto rilievi ''di merito'', di natura diversa.
La Gran Bretagna pone il problema della liberta' di espressione, ritenendo che le parole in quanto tali non debbono essere incriminate; la Germania, al contrario, insiste perche' anche le manifestazioni razziste e xenofobe verbali siano perseguibili per legge. ''L'opposizione dell'Italia - ha rilevato la fonte comunitaria - e' invece di carattere piu' politico e riguarda l'insieme della direttiva. Il ministro italiano Roberto Castelli l'ha definita un'arma che puo' essere usata contro i propri oppositori politici''


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