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  1. #1
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    Predefinito contro la CDL, per la rinascita nazionale

    Da RN:


    In occasione del voto al Senato sul decreto che rifinanzia le missioni italiane all‘estero, l‘opposizione ha dato il peggio di sé, prigioniera di mille contraddizioni e tanta ipocrisia.
    Poteva essere l’occasione per condannare il fanatico atlantismo di Berlusconi e Fini, ma i troppi “se” e i troppi “ma” dei falsi pacifisti, che quando erano al governo bombardarono la Serbia e che poi non hanno accettato nemmeno il dialogo con Tariq Aziz, non potevano portare lontano un’opposizione anche essa atlantica. I segretari e i capigruppo della lista unitaria hanno invitato i propri gruppi parlamentari a non partecipare al voto. La decisione, annunciata dal capogruppo dei Ds Gavino Angius e il vice capogruppo della Margherita Paolo Giaretta al termine del vertice della lista Prodi, è stata presa dopo la bocciatura della richiesta delle sinistre di separare la missione in Iraq dalle altre.
    Un modo ipocrita, che sembrava inizialmente accettato dal Polo, per separare le scelte guerrafondaie del governo Berlusconi dalle scelte guerrafondaie del governo D’Alema.
    In pratica, la lista Prodi ha votato l’emendamento soppressivo dell’articolo 2 del decreto che riguarda appunto il finanziamento della missione in Iraq. Bocciato l’emendamento non ha partecipato più al voto, pur rimanendo presente in aula. L’indicazione di Angius e Giaretta, non è stata peraltro condivisa dal correntone. Almeno una quindicina di senatori diessini ha votato infatti contro il decreto nel suo insieme.
    Anche questa posizione è solo apparentemente intransigente, perché, come ha spiegato Paolo Brutti, coordinatore del correntone a Palazzo Madama, si fonda principalmente sulla determinazione del governo a scorporare la missione Antica Babilonia dalle altre.
    Insomma solo questioni di bottega, nessuna vera posizione di condanna contro una guerra ingiusta a danno del popolo iracheno e del suo legittimo governo ba’athista.
    A rendere poi ancora più surreale lo scenario politico ha contribuito la notizia, giunta a Palazzo Madama durante i lavori, di un attacco contro il contingente polacco a sud di Baghdad. Il fantasma di Nassirya si è aggirato tra gli scranni, ma la condanna della criminale aggressione atlantica non può essere soggetta alle emozioni del momento: un’azione bellica come quella voluta da Washington e Londra resta criminale sempre e in ogni caso.
    Semmai deve essere ancor più ferma la condanna.
    La resistenza irachena fa solamente il suo dovere: combatte per la libertà dell’Iraq. I soldati italiani caduti a Nassirya devono rimanere sulla coscienza di chi, abdicando ogni sovranità nazionale italiana, ha mandato i nostri militari a far da complici degli atlantici.
    Ma i collaborazionisti dell’Ulivo come potrebbero condannare i collaborazionisti del Polo?
    Cosi tutto si è ridotto ad un inutile manfrina. La solita.

  2. #2
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    Predefinito Re: contro la CDL, per la rinascita nazionale

    Hai un messaggio in pvt. Harm

    In origine postato da Arancia Meccanica
    Da RN:


    In occasione del voto al Senato sul decreto che rifinanzia le missioni italiane all‘estero, l‘opposizione ha dato il peggio di sé, prigioniera di mille contraddizioni e tanta ipocrisia.
    Poteva essere l’occasione per condannare il fanatico atlantismo di Berlusconi e Fini, ma i troppi “se” e i troppi “ma” dei falsi pacifisti, che quando erano al governo bombardarono la Serbia e che poi non hanno accettato nemmeno il dialogo con Tariq Aziz, non potevano portare lontano un’opposizione anche essa atlantica. I segretari e i capigruppo della lista unitaria hanno invitato i propri gruppi parlamentari a non partecipare al voto. La decisione, annunciata dal capogruppo dei Ds Gavino Angius e il vice capogruppo della Margherita Paolo Giaretta al termine del vertice della lista Prodi, è stata presa dopo la bocciatura della richiesta delle sinistre di separare la missione in Iraq dalle altre.
    Un modo ipocrita, che sembrava inizialmente accettato dal Polo, per separare le scelte guerrafondaie del governo Berlusconi dalle scelte guerrafondaie del governo D’Alema.
    In pratica, la lista Prodi ha votato l’emendamento soppressivo dell’articolo 2 del decreto che riguarda appunto il finanziamento della missione in Iraq. Bocciato l’emendamento non ha partecipato più al voto, pur rimanendo presente in aula. L’indicazione di Angius e Giaretta, non è stata peraltro condivisa dal correntone. Almeno una quindicina di senatori diessini ha votato infatti contro il decreto nel suo insieme.
    Anche questa posizione è solo apparentemente intransigente, perché, come ha spiegato Paolo Brutti, coordinatore del correntone a Palazzo Madama, si fonda principalmente sulla determinazione del governo a scorporare la missione Antica Babilonia dalle altre.
    Insomma solo questioni di bottega, nessuna vera posizione di condanna contro una guerra ingiusta a danno del popolo iracheno e del suo legittimo governo ba’athista.
    A rendere poi ancora più surreale lo scenario politico ha contribuito la notizia, giunta a Palazzo Madama durante i lavori, di un attacco contro il contingente polacco a sud di Baghdad. Il fantasma di Nassirya si è aggirato tra gli scranni, ma la condanna della criminale aggressione atlantica non può essere soggetta alle emozioni del momento: un’azione bellica come quella voluta da Washington e Londra resta criminale sempre e in ogni caso.
    Semmai deve essere ancor più ferma la condanna.
    La resistenza irachena fa solamente il suo dovere: combatte per la libertà dell’Iraq. I soldati italiani caduti a Nassirya devono rimanere sulla coscienza di chi, abdicando ogni sovranità nazionale italiana, ha mandato i nostri militari a far da complici degli atlantici.
    Ma i collaborazionisti dell’Ulivo come potrebbero condannare i collaborazionisti del Polo?
    Cosi tutto si è ridotto ad un inutile manfrina. La solita.

  3. #3
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    Predefinito

    Ti ho risposto in pvt.
    cameratescamente

 

 

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