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1188 gli americani uccisi in Iraq?
Postato il Tuesday, 17 February @ 0145 CET di comedonchisciotte
Secondo un'attendibile fonte del Pentagono, la Casa Bianca e i mezzi d'informazione riportano meno della metà del numero di militari americani morti in Iraq. Così il 3 febbraio, mentre le cifre ufficiali fornivano 528 morti, il numero totale dei deceduti alla mezzanotte dello stesso giorno sarebbe stato di 1.188 militari. Questa discrepanza nella mortalità non è colpa dei soldati caduti in terra irachena ma dei civili corrotti che lavorano al Pentagono per la Paul Wolfowitz Inc.
Il funzionario del Pentagono ha spiegato la discrepanza in questo modo: " Se un militare è completamente smembrato da una bomba, allora viene dichiarato morto. Così se viene colpito in pieno da una scarica di una mitragliatrice. Il problema sorge quando il medico (sul posto) non è sicuro se il militare ferito sia morto oppure no. Noi vogliamo salvare la vita ai militari per quanto è possibile, così se il medico pensa che vi sia il più piccolo barlume di speranza, il soldato ferito viene inviato immediatamente al più vicino posto di soccorso".
"Nel momento in cui il soldato è rimosso dal punto di contatto [dove ha avuto luogo il ferimento], viene ufficialmente messo nella lista dei feriti, senza occuparsi se egli sia poi morto dopo 3 secondi, o minuti, ore, giorni o mesi, come diretta conseguenza delle ferite riportate. Vengono escluse o divengono 'accidentali' i decessi che avvengono durante il trasporto del militare. Questo è il modo con cui Wolfowitz e i suoi gestiscono i dati e come viene ingannata l'opinione pubblica americana".
Di prima battuta questi commenti suonano sospetti, ma appaiono invece sostenibili se si guarda il modo molto diverso con cui i mezzi d'informazione riportano i morti civili in Iraq.
Un ottimo e recente esempio è la doppia bomba nella città settentrionale di Irbil, che ha colpito l'Unione Patriottica del Kurdistan [PUK], e il Partito Democratico del Kurdistan [KDP], entrambi al lavoro in tandem con la CIA, per minare la 'resistenza' irachena nel nord dell'Iraq.
La maggior parte dei lettori ricorderanno che ci venne fornita una cifra di 56 persone decedute negli attentati: questa è la cifra ufficiale dei media corporativi fornita alla memoria di tutti. Ma pochi giorni dopo la BBC mise sul suo sito, in modo tranquillo e difficile da vedere, un aggiornamento della cifra: "Il numero dei deceduti nel duplice attentato è salito a 101"
Bene, questo sembra un onesto aggiornamento della situazione, finchè non pensi che la BBC è parte integrale dei mezzi corporativi.
Allora per comprendere realmente il livello di pericolo cui sono sottoposti i militari in Iraq devi per forza rivolgerti a fonti provenienti da un paese relativamente "neutrale", in questo caso il Pakistan, un alleato in gran parte 'estetico' dell'America.
Nel nord dell'Iraq ci sono 2 giornalisti pakistani, entrambi musulmani, e questo è il modo con cui essi riportarono l'evento.
"Più di 400 persone sono rimaste uccise quando due attentatori suicidi si sono fatti esplodere negli uffici di 2 partiti curdi…, ha riferito un ministro curdo" "Al momento delle esplosioni gli uffici erano affollati da centinaia di persone che celebravano la Eid al-Adha" [una festa musulmana].
La verità probabilmente sta nel mezzo tra la versione della BBC e quella pachistana, diciamo 250 morti con un'operazione di precisione asimmetrica. Ci sarebbe da osservare che anche i giornalisti pachistani usano il termine "attentatori suicidi", in quanto, come per tutti gli altri media in Iraq, questo è quello che siamo portati automaticamente a credere per opera del giornalismo sionista di regime.
Poiché da molto tempo all'opinione pubblica viene fatto credere che i responsabili di questi attacchi siano "attentatori suicidi" o "guidatori suicidi", nel caso dell'esplosione di auto, il nostro cervello involontariamente crea una serie di flash di immagini mentali di piccoli gruppi di "terroristi" che disperatamente combattono azioni di retroguardia, ma che, a tempo debito, saranno soverchiati totalmente dalle forze enormemente superiori degli americani, inglesi e australiani. In questo non c'è la minima traccia di quella che è la realtà in Iraq, che vede l'85% del paese ancora controllato dalla Guardia Repubblicana.
Che cosa accadrebbe oggi in America se ci fosse permesso di accedere alla verità? Quello che accadrebbe se uno potesse arrivare alle reali cifre è la necessità di aumentare il livello di rischio da 56 a 250 per ogni singolo attacco dall'inizio dell'invasione illegale, cioè è come se tu venissi a sapere che il rischio reale che corrono i tuoi cari dal marzo 2003 è almeno 5 volte più alto di quanto riportato dai media corporativi americani. Non ti arrabbieresti? naturalmente sì. La reazione dell'opinione pubblica sarebbe così furibonda che anche il più corrotto dei politici a Capitol Hill sarebbe obbligato a riportare le truppe a casa.
Più di 15.000 [sì, quindici mila] militari americani sono già stati feriti in modo critico in questo attacco sionista, completamente pazzo, compiuto sul luogo di nascita della civiltà, ma Wolfowitz e i media corporativi non ci hanno mai permesso di dare uno sguardo su di un solo di questi episodi. Queste persone, fisicamente deformate e qualche volta psichicamente tormentate, che erano coraggiosi soldati americani, sono stati deliberatamente sparsi per lungo e largo nella terra, una tecnica cinica che ha permesso di tenerli ben nascosti tra 288 milioni di altri americani.
La propaganda dei mezzi d'informazione controllati è stata così capillare e soverchiante che è attualmente quasi impossibile rovesciarla esponendo una dura e inaccettabile realtà, quella che semplicemente ci dice che l'85% dell'Iraq è ancora controllato da più di 50.000 membri della Guardia Repubblicana, tutti [precedentemente] addestrati nelle tecniche di guerra asimmetrica da istruttori Spetsnaz russi.
Questo significa in termini semplici che per ogni 2,2 soldati americani esposti in piena vista attraverso il paese, c'è un iracheno ben nascosto e ben addestrato in modo equivalente ad un Berretto Verde di Fort Bragg. I gruppi delle forze speciali irachene sono ben nascosti, conoscono perfettamente il proprio territorio, hanno cibo, sono armati fino ai denti.
La bugia più lampante e continuamente riciclata è l'accusa rivolta ai "combattenti stranieri" e ai "terroristi di al Qaeda" di uccidere o ferire i soldati occidentali, ma niente può essere più lontano dalla verità.
Il giornalista Robert Fisk cancellò completamente questa bugia quando visitò l'aeroporto di Baghad alcune settimane fa. Dei circa 5000 prigionieri trattenuti all'aeroporto, solo meno di 200 non erano iracheni, dei quali Fisk scrisse "più del 90% erano in Iraq e vi lavoravano prima dell'invasione". La verità è che i sionisti sono fuori di sé per non riuscire a completare il loro sogno di saccheggiare le riserve petrolifere irachene e intendono sacrificare i tuoi figli in una "guerra" illegale che non sarà mai vinta.
Per capire l'Iraq oggi, si deve brevemente riconsiderare come si è comportata la Guardia Repubblicana all'inizio dell'invasione, perché i suoi membri abbandonarono tutti i mezzi corazzati, e perché hanno deliberatamente aperto le porte di Baghdad agli invasori. Poi si deve analizzare il vasto arsenale di armi convenzionali irachene disponibili per le migliaia di piccoli gruppi della Guardia Repubblicana e alcune delle loro tecniche di guerra asimmetrica.
Sebbene il New York Times e altri vorrebbero farti credere che gli iracheni che stanno combattendo per liberare il proprio paese da una occupazione illegale devono essere chiamati "gli insorti", questo non è corretto. America, Gran Bretagna e Australia hanno illegalmente invaso una stato nazionale sovrano riconosciuto a livello internazionale, commettendo gravi atti di terrorismo quali omicidi di massa ai danni degli abitanti dell'Iraq. Dal punto di vista strettamente legale ma anche morale, la definizione si applicherebbe meglio agli americani, inglesi e australiani. Gli iracheni che cercano di difendere le loro famiglie contro questi atti di terrorismo sarebbe meglio definirli come "contro-insurrezione".
Cerchiamo di non essere sviati dal feticcio senza significato delle "Armi di distruzione di massa", o dalle accuse al presidente Saddam Hussein di aver commesso orribili crimini contro l'Iraq, perché entrambe sono frottole create dai media.
Nel primo caso, l'America ha più armi di distruzione di massa di qualsiasi altra nazione sulla terra, e nel secondo, il comportamento criminale interno è un problema nazionale e non una orribile scusa per invadere un paese sovrano. Per esempio, io attualmente vivo in Australia, dove l'ossequioso primo ministro John Howard prende i suoi ordini direttamente dalla Lobby sionista di New York, che sarebbe un alto tradimento per la costituzione australiana. Ma quanto disgustosi possano essere i crimini dimostrati da Howard a livello nazionale interno, non danno alla Cina o alla Corea del Nord alcuna scusa legittima per invadere questo paese sovrano.
Fin dal 1991, l'Iraq sapeva che sarebbe stato invaso dall'America e così ha avuto il tempo di organizzare piani dettagliati. E mentre passavano gli anni nei quali le bombe americane continuavano a cadere uccidendo donne e bambini nelle illegali "Zone di Non Volo" a nord e sud, cresceva la determinazione irachena di combattere, specialmente per l'alto comando militare iracheno. Era ovvio per i generali che l'Iraq non aveva alcuna possibilità di difendersi dalla superiorità aerea americana né di sconfiggere i moderni carri americani come gli Abrams, e così dal 1996 in avanti, la strategia e le tattiche diventavano solamente asimmetriche.
Le vecchie armi chimiche, del genere di quelle che Iraq e Iran si erano sparate l'uno contro l'altro, ricevettero un secco "no, no", in quanto la loro sola presenza avrebbe rappresentato la scusa di cui avevano bisogno i sionisti per radere al suolo Baghdad, Tikrit, e Mosul con armi tattiche nucleari. Così, i vecchi depositi di armi chimiche furono distrutti, mentre allo stesso tempo il personale militare iracheno distribuiva grandi quantità di armi convenzionali nascondendole in migliaia di nascondigli (la maggior parte nascosti sotto terra) distribuiti in tutto il paese.
Dalla fine del 1999, i militari iracheni hanno attuato quello che per molti osservatori occidentali è apparso impossibile. Dato il gran numero di nascondigli e bunker, un gruppo della Guardia Repubblicana non si trova mai a più di 10 miglia da un deposito. Ciascun nascondiglio contiene esplosivi per bombe sotterranee, radio detonatori, kit per il controllo remoto di macchine e furgoni, granate con propulsione a razzo, bombe a mano, mortai, mitragliatrici leggere, fucili d'assalto e munizioni.
E questo non è tutto. Ogni 10 depositi, ce n'è uno "speciale", che contiene diverse armi speciali, che variano secondo la zona e le diverse necessità di difesa. Queste armi comprendono (ma non solo) razzi d'artiglieria ad angolazione stabilita, missili anticarro Kornet, missili lanciati a spalla termo-sensibili SA-7 Strela-2 e SA-16 Igla-1, e missili terra-aria Roland ad altezza intermedia con guida speciale ottica. Da notare che per montare ciascun pezzo sono necessari non più di tre membri della Guardia Repubblicana.
Subito dopo che le forze americane iniziarono la loro invasione dal Kuwait, il mondo ebbe un assaggio di quanto per la durata dell'occupazione sarebbe stata devastante la difesa irachena asimmetrica, sebbene l'opinione pubblica occidentale non se ne rese conto, a causa della disinformazione dei media ufficiali. Come fantasmi che si concretizzavano nella nebbia, le forze speciali della guardia repubblicana apparivano dappertutto in un certo momento per poi scomparire nel nulla un attimo dopo. Tutto era etereo.
Improvvisamente, senza alcun avvertimento, la strada esplose sotto un convoglio americano, facendo saltare in aria un carro e rigettando i suoi occupanti a terra come bambole a pezzi. Poi fu la volta degli ex-"invincibili" carroarmati Abrams M1, molti dei quali furono perforati da missili laser-guidati sparati da buche situate a più di tre miglia di distanza. Gli iracheni avevano lasciato tutti i loro carri T-72, inferiori a quelli americani, parcheggiati nelle caserme per essere più tardi "catturati" dalle forze americane di fronte alla CNN, mentre allo stesso tempo impiegavano l'ultimo missile laser russo Kornet per distruggere i mezzi corazzati americani.
E fu così che gli invasori vennero impauriti e fermati, sebbene non a lungo, da un relativamente piccolo numero di difensori altamente qualificati. Si è creduto che queste tecniche fossero state usate per persuadere gli americani che i resti dell'esercito iracheno stavano disperatamente cercando di fermare le truppe degli invasori impedendone l'ingresso a Baghdad, quando invece era vero esattamente il contrario. In realtà, la Guardia Repubblicana desiderava portare le forze americane dentro Baghdad il più rapidamente possibile, ma non voleva far apparire troppo chiaro il suo intento.
Una volta dentro Baghdad, i soverchianti carroarmati americani erano inutili, appena capaci di girare i loro principali cannoni da 120 mm. Sia i carri da battaglia che quelli meno armati del trasporto truppe necessitavano di molto carburante e pezzi di ricambio, trasportati da convogli di supporto provenienti dal Kuwait, che divennero facile bersaglio di qualunque iracheno che aveva accesso ad un lanciatore di granate e risentimento verso gli americani. Vi sono più di 2 milioni di civili in Iraq che possono avere accesso ad un lanciatore di granate spinte da razzi, e tutti hanno risentimenti verso gli invasori americani.
Baghdad è una città molto antica con una vasta e complessa rete fognaria e di bunker sotterranei, che furono trasformati in trappole, molto tempo prima, dalla guardia repubblicana. Così il sottosuolo di Baghdad era ed è ancora completamente controllato dalle forze di "contro-insurrezione", che di volta in volta piazzano armi [bombe] sotterranee nelle fogne al di sotto costruzioni come quella dell'ONU, con effetti devastanti.
I mezzi d'informazione ti dicono che questi attacchi vengono lanciati da "attentatori suicidi", ma questa è una bugia. Nelle relativamente rare occasioni nelle quali vengono impiegate auto o carri bomba, in zone non adeguatamente raggiungibili attraverso la rete sotterranea, essi vengono posizionati o in avanti per una detonazione controllata in modo remoto, o guidati nell'ultimo tragitto verso il bersaglio in modo remoto, con sistemi fabbricati prima dell'invasione con pezzi di ricambio delle forze aree irachene. In tutti i casi, la detonazione avviene in modo controllato da postazioni remote, impedendo così di mettere a rischio la vita degli uomini della Guardia Nazionale.
Nello stesso modo anche le "bombe sul bordo della strada" sono una bugia. Nelle piane alluvionali del Tigri e dell'Eufrate, ogni strada ha centinaia di cunicoli [grossi condotti sotterranei] che permettono alla corrente d'acqua di scorrere da un lato all'altro della strada, o di essere drenata via. Così dal punto di vista degli autisti dei convogli americani, i lati della strada appaiono completamente sgombri, come in effetti sono, fino al punto dove la superficie asfaltata della strada stessa improvvisamente esplode sotto uno dei veicoli, sotto comando remoto da una invisibile buca a più di 3 miglia di distanza.
Gli iracheni che collaborano con gli invasori sono considerati importanti bersagli per i gruppi di "contro-insurrezione", come accadrebbe a Houston o Miami se i cinesi invadessero l'America e volessero somministrare forzatamente dosi di comunismo a tua moglie e ai tuoi figli. Che faresti se qualche ossequioso traditore cominciasse ad aiutare le truppe cinesi nella ricerca di tua moglie e dei tuoi figli? Questa è esattamente la situazione in Iraq oggi, dove gli americani [soprattutto la CIA] umiliano e maltrattano donne e bambini di fronte ai loro padri o mariti, durante il loro brutale metodo di conversione al sionismo.
Qualsiasi iracheno desideroso di aiutare gli invasori contro la propria gente, come un "poliziotto" collaborazionista o con qualunque altro mezzo, è visto in un modo molto peggiore degli invasori stessi, marchiato come un traditore e segnalato per l'esecuzione. Sono solo gli ingenui americani che credono alla propaganda malata di New York secondo cui gli iracheni vogliono un forzato sionismo. Credetemi, non lo vogliono. Saddam Hussein buttò fuori dall'Iraq americani e inglesi nel 1972, e gli iracheni gioirono realmente per l'essersi liberati del giogo imperiale. Ora il dominio imperiale è arrivato una seconda volta indossando le uniformi militari americane, ed essi intendono cacciarlo di nuovo.
Ora, isolati dentro fortezze di fuoco, situate nelle principali città irachene, gli americani divengono sempre più riluttanti ad avventurarsi nelle strade del paese, a causa dell'eccessivo pericolo che corrono le loro vite e i loro arti. E' di nuovo dappertutto Vietnam, con enormi quantità di personale militare americano reso virtualmente senza potere da residenti locali fortemente motivati e tutti determinati a cacciare lontano gli americani dalle loro mogli e figli, e possibilmente fuori dal paese.
Sfortunatamente, Wolfowitz e gli altri pazzi sionisti non sono intenzionati a rinunciare al loro sogno di conquistare e dominare la terra dove è nata la civiltà, e così, senza che loro manifestino preoccupazione, i militari devono essere violentemente sacrificati lungo questa strada, compreso tuo padre, tuo figlio o tuo marito. Come predetto dagli iracheni molto tempo prima dell'invasione, quando i morti nei convogli lungo le strade avessero raggiunto un livello troppo alto, l'America avrebbe dato inizio all'operazione "Vietnam fase 2" e avrebbe saturato l'Iraq con truppe trasportate da elicotteri, in volo basso, ciascuno sparando lampi di magnesio per sviare i missili termo-guidati.
La Guardia Repubblicana ha previsto tutto questo, e ha dislocato alcune delle loro Unità Aeree Speciali presso i nascondigli di armi per recuperare qualche decina di missili termo-guidati con lancio a spalla tipo SA-7 and SA-16, su un totale di missili in loro possesso che supera le 4.600 unità. La maggior parte di queste armi sono state convertite al doppio ruolo di acquisire l'immagine del bersaglio e per il suo inseguimento. Il missile inizialmente inquadra il suo bersaglio dal sentire il calore a infrarossi proveniente dai gas di scarico dell'elicottero, o anche dal sentire gli infrarossi dei suoi lampi al magnesio, ma poi, dopo il lancio, ciascuno di questi piccoli equalizzatori russi automaticamente si rivolgono all'inseguimento dell'ultravioletto e colpiscono, e contro di loro gli elicotteri americani non hanno difese.
di Joe Vialls
Tratto da www.joevialls.co.uk
Traduzione di comedonchisciotte.net
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