User Tag List

Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    04 Apr 2002
    Località
    Brescia
    Messaggi
    391
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito curiosità sul Confesso...

    Qulcuno di voi più informato di me sa dirgmi quale sia la ragione della scomparsa del Confesso?

    Mi spiego.
    Il Novus Ordo Missae prevede la recita del Confesso (versione alquanto sforbiciata dell'antico Confiteor) nell'ambito dell'atto penitenziale all'inizio di ogni celebrazione.

    Da un po' di tempo, però, quest'uso va sempre più riducendosi, tanto che ormai ho l'impressione che siano una rarità le celebrazioni in cui è mantenuto.

    Sapete spiegarmi le ragioni?


    Un saluto

    Theophilus

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Carissimo Theophilus,
    innanzitutto è un piacere rileggerti in questo forum che avevi abbandonato diverso tempo fa. Quindi, a nome mio personale e degli altri moderatori, ti porgiamo il nostro "Ben ritrovato".
    Veniamo al tuo quesito.
    Effettivamente è in uso nell'odierna liturgia sostituire, nelle occasioni meno solenni, nell'atto penitenziale, la bella preghiera del Confiteor, con altre, più semplici e blande.
    A questo riguardo devo chiarire alcuni elementi di liturgia.
    L’atto penitenziale si svolge in quattro momenti:
    - invito a riconoscere i propri peccati
    - pausa di silenzio per rientrare in se stessi
    - richiesta di perdono a Dio e ai fratelli
    - preghiera di assoluzione (IGMR 29).
    L’atto penitenziale, posto prima delle letture, sottolinea che la comunità è chiamata a prepararsi interiormente ad accogliere il Signore che si fa presente nella liturgia della Parola e parla all’assemblea.
    Nell'atto penitenziale, dunque, all'inizio della S. Messa, ogni fedele fa appello alla misericordia di Dio. Esso, come noto, è introdotto dal sacerdote con le seguenti parole: “Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati”. Si rimane per alcuni istanti in silenzio per esaminare la propria coscienza (Come diceva la Cost. G.S., n. 10: la coscienza è il luogo più intimo e sacro dove l’uomo è solo con Dio) alla luce che proviene da Dio.
    Segue il Confiteor: “Confesso a Dio onnipotente….. in pensieri, parole ed omissioni (formula che ricorda il Deuteronomio, quando cita la professione di fede del popolo di Israele: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, la tua anima, la tua forza…). Il sacerdote celebrante, a questo punto, conclude il Confiteor con una formula di assoluzione: “Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna”. L’assoluzione (termine che deriva da absolvere, che significa sciogliere, slegare) è un potere conferito da Cristo a Pietro: “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19); è lo stesso mandato che poi riceveranno gli apostoli nel giorno della risurrezione (Gv 20,22-23).
    Questa assoluzione è un sacramentale (segni, atti, o realtà, che richiamano un momento sacro, come: le benedizioni, l’uso dell’acqua benedetta, le processioni, le pratiche di pietà; questi dipendono dalla fede di chi li opera e di chi li riceve), quindi non è come il sacramento (che è una realtà sacra che opera per il solo fatto di essere stato celebrato, indipendentemente dalla fede del ministro o dalla risposta di chi li riceve). Dicevamo non è come il sacramento della riconciliazione, più che dare il perdono, essa lo implora.
    Al posto del Confiteor, la liturgia permette che si possano usare, in alternativa e se si tratta di occasioni non particolarmente solenni, anche i due versetti seguenti:
    C: Pietà di noi Signore
    A: Contro di te abbiamo peccato.
    C: Mostraci, Signore, la tua misericordia
    A: E donaci la tua salvezza.
    Il Kyrie Eleison: Signore pietà.
    L'atto penitenziale, durante il periodo pasquale, può essere sostituito dal rito di aspersione dell’acqua benedetta in ricordo del Battesimo: gesto indicativo di quella continua purificazione, cui è chiamato il cristiano, morto al peccato e risorto con Cristo a vita nuova nel Battesimo.
    In conclusione e riassumendo, invece delle precedenti preghiere ai piedi dell’altare con la confessione dei peccati (Confiteor), il nuovo ordinamento della Messa conosce tre forme possibili di atto penitenziale. Esse vengono introdotte con un invito alla confessione della colpa, cui segue una breve pausa di riflessione, conclusa con una domanda di perdono da parte del sacerdote.
    La prima forma di atto penitenziale consiste nella confessione comune delle colpe sulla traccia del precedente Confiteor.
    La seconda invece consiste in una breve preghiera scambiata tra il sacerdote e l’assemblea.
    La terza forma infine collega tre invocazioni (che possono anche essere formulate liberamente) a Cristo con il Kyrie. Si ricorda che se si usa questa forma di atto penitenziale non è più necessario ripetere il Kyrie!!!
    Le domeniche poi, abbiamo detto, specie durante il tempo pasquale, in luogo dell’atto penitenziale, può esserci l’aspersione dell’assemblea con l’acqua lustrale, con il significato di una commemorazione del Battesimo.
    Spero di esser stato esaustivo.
    In chiusura, ti lascio con il testo di un'udienza generale di Papa Paolo VI, Mercoledì, 2 agosto 1972.
    Cordialmente

    Augustinus

    ********
    Pensiamo che sia nel desiderio di tutti l’affermazione del senso morale. Ognuno sa se ve n’è bisogno. È una parola questa del «senso morale» collegata con un nodo di concetti e di questioni, che proprio perché fondamentali sono molto difficili, e sono di solito conosciute più per via d’innata intuizione, che per via di logica definizione. Che cosa è il senso morale? È un giudizio immediato, potremmo quasi dire istintivo tanto è primitivo nel nostro processo razionale, circa la bontà, o la malizia d’un’azione.

    E quando un’azione è buona o cattiva? È buona quando è conforme ad un ordine, ad un bene oggettivo (ontologico), ad un ordine che nasce dall’essere, dalla natura delle cose; se difforme è cattiva.

    E come sappiamo noi se esiste, o no, questa conformità? Lo sappiamo innanzi tutto da quell’atto spontaneo, ma riflesso, che la nostra mente compie su se stessa, e che si chiama coscienza. Parola questa estremamente importante ed assai ricca di significati e di contenuti. La coscienza, innanzi tutto, è l’uomo che pensa se stesso; è il pensiero del pensiero; è lo specchio interiore dell’esperienza, della vita; ed è ordinariamente psicologica: l’uomo si sente, si ricorda, si giudica, discorre di sé con se stesso, si conosce. Ed in questo quadro interiore un risalto speciale acquista l’avvertenza circa l’uso della propria libertà, sia che esso preceda o segua l’atto, in un certo senso, creativo della volontà personale, cioè circa la esplicazione responsabile dell’uomo pensante e libero; e questa avvertenza si chiama la coscienza morale.

    Ed è quella che ora ci interessa.

    Né più diremo sopra tema che meriterebbe un trattato senza fine.

    Soltanto due note segnaleremo utili allo scopo che ora a noi preme, cioè quello d’invitare chi ci ascolta a risvegliare il senso morale che nella coscienza morale trova la sua espressione; e le note sono queste : la sua necessità e la sua insufficienza.

    Dire necessaria la coscienza morale equivale dire essere necessario che l’uomo sia uomo. Essa risponde alla sua definizione: un uomo senza coscienza morale è come nave che manchi di timone. Cioè di guida. Manca della scienza dei veri valori della vita e della scienza dei suoi fini. I moralisti ce lo dicono dove insegnano che la bontà dell’azione umana dipende dall’oggetto in cui è impegnata e, oltre che dalle circostanze in cui è compiuta, dall’intenzione che la muove (Cfr. S. TH. I-IIæ, 18, 1-4); ora questa complessa specificazione dell’azione, se vuol essere umana, implica un giudizio soggettivo, immediato di coscienza, che poi si sviluppa nella virtù regolatrice dell’azione stessa, la prudenza. La coscienza cioè mette in gioco dell’uomo attivo la sua mente e la sua volontà, lo rende padrone dei suoi atti, lo libera dalla passività interiore, anche quando la costrizione esteriore non gli consente liberi movimenti esteriori.

    Questo ritorno ad una propria coscienza morale è oggi tanto più auspicabile quanto più l’educazione moderna abilita l’uomo all’esercizio del pensiero e alla scelta autonoma delle proprie decisioni; ed anche quanto più la nostra psicologia è pervasa, spesso quasi senza che se ne avveda, da stimoli e da impressioni esteriori: l’ambiente, l’opinione pubblica, la moda, gli incentivi passionali, gli interessi economici, le innumerevoli distrazioni impediscono, in pratica, il ricorso alla propria coscienza; l’azione originale, personale è soverchiata da influssi d’ogni genere, per cui l’uomo vive alla cieca, quasi condizionato e guidato dal fenomenismo delle cose che lo circondano e dal meccanismo obbligante e convenzionale che lo travolge. Com’è, in fondo, difficile, all’uomo moderno dire: io; io a se stesso, nel foro intimo della propria personalità; e quanto è facile per lui concedersi ai fattori che lo fanno un insignificante numero nella massa anonima, priva spesso d’una vera coscienza morale comunitaria.

    È nell’espressione della coscienza morale che l’uomo si affranca dalle tentazioni prodotte nel suo proprio essere vulnerato dalla disfunzione ereditata dal suo complesso organismo a causa d’un guasto atavico, il peccato originale; egli riacquista, se non altro, il concetto e il desiderio della propria perfezione. È da questa coscienza morale che sono superati gli interessi corruttori della sua dignità, sono vinti i timori che rendono l’animo vile ed inetto, sono nutriti i sentimenti che generano il galantuomo, l’onesto, anzi il forte. I grandi tipi del dramma umano, gli innocenti, gli eroi, i santi attingono da questa coscienza la loro energia. Pensate ad Antigone. E pensate a tante altre mirabili figure che grandeggiano nella storia e nella cronaca quotidiana, perché alimentate da una coscienza morale impavida, specialmente quando un sentimento religioso le dia il vigore che solo esso può dare; citiamo a caso, un S. Tommaso Moro (di cui è uscito in questi giorni un nuovo e fine profilo biografico di Giuseppe Petrilli - Cfr. p. 191 -), un S. Agostino, le due S. Teresa, e in genere i santi autobiografici, una Edith Stein, e per la letteratura, un passo famoso nell’Adelchi del Manzoni (Cfr. A. MANZONI, Adelchi, Atto V, II), ecc. ecc.

    L’accenno al sentimento religioso ci porterebbe a studiare la coscienza morale nel confronto col Vangelo e con la tradizione che ne deriva. A cominciare dalla facilità con cui questo rapporto fra il mondo divino e l’anima nostra si stabilisce, quando appunto la coscienza morale cerca le ragioni e il termine della sua espressione nella direzione religiosa. Un filo, non più soltanto logico, stringe il rapporto, ma un filo vitale. Una rettitudine nuova cioè rende possibile fra l’anima e Dio un colloquio, una presenza. Nel linguaggio religioso la coscienza assume il nome di cuore, con tutto quello che di vivo, di personale, di profondo, e anche di sentimentale questo centro dell’anima può significare. Troppo vi sarebbe da dire, dalla scoperta della legge scritta da Dio nel cuore (Cfr. Gaudium et Spes, 16), dalla psicanalisi delle debolezze umane, che hanno nel cuore la loro mala radice (Cfr. Matth. 12, 34; 15, 19), alla sapiente ricchezza che il cuore nasconde e rivela (Luc. 6, 45), alle esperienze ineffabili, che la voce del Signore, ripercossa nel cuore, apre ai discepoli ascoltatori (Cfr. Luc. 24, 22); ecc. ecc. Non per nulla la liturgia, all’inizio della S. Messa ci fa recitare il «Confiteor» e vi aggiunge una pausa di riflessione. È l’esame di coscienza. Pratica spirituale ed ascetica di somma importanza, che faremo bene tutti a tenere in onore: la coscienza è la lampada che illumina il nostro cammino, se vogliamo che questo sia percorso con dirittura e con energia, verso il vero e ultimo fine della nostra vita ch’è Dio.

    Ma qui è da aggiungere, per terminare, l’altra nota, che qui a noi preme rilevare in ordine alla coscienza; la sua insufficienza, dicevamo. Da sola la coscienza non basta. Anche se essa porta in se stessa i precetti fondamentali della legge naturale (Cfr. Rom. 2, 2-16). Occorre appunto la legge: e quella che la coscienza offre da sé alla guida della vita umana non basta; dev’essere educata e spiegata; dev’essere integrata con la legge esterna, sia nell’ordinamento civile - chi non lo sa? - e sia nell’ordinamento cristiano - anche questo: chi non lo sa? -. La «via» cristiana non ci sarebbe nota, con verità e con autorità, se non ci fosse annunciata dal messaggio della Parola esteriore, del Vangelo e della Chiesa. Chi pensa di emanciparsi dalla legge e dall’autorità legittime avrebbe un senso morale muto sopra molti precetti incomodi e principali e, per un cristiano, fondamentali come la carità e il sacrificio; e finirebbe per perdere un esatto giudizio morale, e per concedere a se stesso quella moralità elastica e permissiva che oggi purtroppo sembra prevalere. Se ne dovrà riparlare (Cfr. Discorso di Pio XII, AAS 44, 1952, pp. 270-278). Per oggi ci basti riconoscere alla coscienza retta e vera il posto che le è dovuto nell’esercizio della vita morale: il primo. Con la nostra Benedizione Apostolica.

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    04 Apr 2002
    Località
    Brescia
    Messaggi
    391
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Gentile Augustinus,

    grazie molte per la tua risposta.
    Ho solo l'impressione che, almeno dalle mie parti, si badi poco alla maggiore o minore solennità delle varie celebrazioni.

    Un saluto


    Theophilus

  4. #4
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by theophilus
    Gentile Augustinus,

    grazie molte per la tua risposta.
    Ho solo l'impressione che, almeno dalle mie parti, si badi poco alla maggiore o minore solennità delle varie celebrazioni.

    Un saluto


    Theophilus
    Ma questo, carissimo, è un problema di uomini e del modo in cui applicano la legge (liturgica, in questo caso), non della norma medesima ... .
    La patologia va tenuta distinta o andrebbe tenuta distinta dalla fisiologia ... Non so se ho reso l'idea.
    Cordialmente

    Augustinus

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    04 Apr 2002
    Località
    Brescia
    Messaggi
    391
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Hai reso benissimo l'idea.

    Constato solamente quanto la patologia si sia diffusa in maniera inarrestabile,... o inarrestata, se mi lasciate dir così.


    Saluti

    Theophilus

 

 

Discussioni Simili

  1. Lo confesso
    Di Feliks nel forum Fondoscala
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 26-03-11, 11:25
  2. Io confesso
    Di Morfeo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 16-12-09, 14:15
  3. Confesso
    Di alemaggia nel forum Parlamento di Pol
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 20-03-06, 19:53
  4. Io confesso...
    Di Bertwooster1 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 29-12-05, 20:56
  5. Lo Confesso
    Di echiesa nel forum Fondoscala
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 07-01-03, 00:11

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226