Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: A Nassiria

  1. #1
    Nihil.
    Data Registrazione
    10 Mar 2002
    Località
    Ulandia
    Messaggi
    823
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  2. #2
    Nihil.
    Data Registrazione
    10 Mar 2002
    Località
    Ulandia
    Messaggi
    823
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Diario

    Sono in Iraq. Siamo partiti all’alba da Kuwait City, con un C130 dell’Aeronautica che ha viaggiato a zig zig per ridurre il rischio di essere colpito dai missili portatili: a volte, i beduini ne riservano uno ai velivoli di passaggio. Alla fine l’aereo si è posato sulla pista della base italiana di Nassiriya, al centro dell’ampia area a noi attribuita. E’ la più devastata dall’oppressione di Saddam, tanto che m’impedirono di visitarla nel mio precedente viaggio in Iraq come Commissaria europea agli aiuti umanitari. Ad accogliere la delegazione radicale c'è il comandamte della 132ma brigata corazzata Ariete, Generale Gian Marco Chiarini e tutto il suo Stato Maggiore.
    Chiarini ci fa subito il quadro della situazione sul terreno: 2.893 militari italiani, più 600 tra rumeni e portoghesi, per controllare un territorio grande come il Kosovo, scarsamente abitato e acquitrinoso - con problemi di saccheggi, ruberie e assalti ai treni – a Sud; più popoloso a Nord, con problemi di fondamentalismo religioso legati all'infiltrazione iraniana. Dalle parole del Generale emerge la consapevolezza che gli italiani stanno assolvendo al meglio al loro compito: proteggere le istituzioni della coalizione e del governo provvisorio (anche grazie a un servizio di emergenza sul modello del nostro 113), formare le forze locali, ma anche ricostruire e attivare le infrastrutture e i servizi di base, a partire dalla scuola e dagli ospedali.
    Il nostro contingente, fra Esercito e Carabinieri, deve fare quotidianamente i conti con i tre principali attori che cercano di occupare, anche con la violenza, il vuoto creatos alla caduta di Saddami: capi tribù (tanto influenti da rifornire di uomini la polizia), partiti politici (più di 20, in realtà privi di qualsiasi programma), leader religiosi sciiti particolarmente forti nel Sud (e detentori dell unico mezzo di comunicazione di massa: la preghiera del venerdì). Dopo un buon caffè espresso cominciano gli incontri in programma. Il Governatore della provincia di Dhi Qar, Ramadi – “quando vuole, parla inglese”, fa maliziosamente notare il generale -, ci descrive una situazione di grande miseria, ereditata dagli anni del regime. Quattro ore di elettricità al giorno all epoca di Saddam, due strade asfaltate in tutta Nassiryia, una situazione sanitaria di massimo degrado. Oggi le cose si muovono, (il governatore ne dà atto agli italiani), ma non abbastanza rapidamente: “Non sono felice, prima del passaggio dei poteri del 30 giugno il tempo è poco”.
    Ho incontrato poi Widad Kareem, presidente dell’associazione più impegnata nella promozione dei diritti delle donne: 10 persone a Nassiryia, 85 in tutta la provincia per distribuire cibo e medicinali e aiutare le donne ad essere finalmente protagoniste del vivere civile. Il generale ne ha fiducia: “Con lei so dove vanno a finire i nostri aiuti”.
    Dopo le donne irachene, le donne italiane a Nassiryia: sono le soldatesse e le volontarie della Croce rossa che abbiamo incontrato nel grande tendone da campo delle riunioni operative. Alcune le avevo incrociate in Kosovo e in Bosnia, altre veterane dell’Afghanistan, insieme mi hanno trasmesso l’entusiasmo per la loro missione.
    Il momento del pranzo, nella nuovissima struttura da campo, e anche l’occasione per salutare i tanti militari presenti, un pò stupiti, un pò incuriositi, alla fine credo felici di vederci con loro. C’era il Colonnello Burgio, Comandante del reggimento dei Carabinieri che ha pagato un così alto tributo di sangue nello svolgimento della propria missione.
    La visita a Nassiryia si e chiusa con un incontro che prefigura quello che potrà diventare il dibattito e il confronto politico di una societa improvvisamente piu libera e al tempo stesso piena di tensioni e contraddizioni. Stiamo oltre tre quarti d’ora a discutere con una decina di donne irachene attive nei campi più vari: una ingegnere, una insegnante elementare, una consigliera provinciale... Cinque di loro sono vicine all’Islam più fondamentalista, e sono anche quelle che ritengono sia gia venuto il momento del passaggio di potere agli iracheni. Le altre, più aperte, sulla transizione sono prudenti come il Governatore: “La prossima conferenza la facciamo insieme a Baghdad”, mi scappa dalle labbra nel salutarle: parole pronunciate un pò come una speranza. E’ un pò come una promessa, fatta donne che vogliono guardare al futuro in un momento decisivo e fragilissimo per l’avvenire dell Iraq.

    Emma Bonino

  3. #3
    Nihil.
    Data Registrazione
    10 Mar 2002
    Località
    Ulandia
    Messaggi
    823
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Diario - Seconda Giornata

    La giornata comincia con l'incontro con il team dei cooperanti civili del «Research triangle institute», che opera a Nassiriya alle dirette dipendenze di Barbara Contini, responsabile della «Coalition provisional Authority per la regione». Il capo è un'altra donna, la belga Caroline Roufosse, coraggiosa e determinata. Caroline e la sua squadra ci parlano della questione della sicurezza, legata alla criminalità comune, al terrorismo e al suo finanziamento. Uno dei problemi più gravi è il sequestro di bambini a scopo di estorsione. Le elezioni nazionali, previste entro gennaio 2005, saranno cruciali. La Roufosse sottolinea l'importanza del lavoro capillare nei piccoli centri e nei villaggi, che ha reso e renderà possibile l'elezione di rappresentanti locali. Potrebbero essere proprio loro, gli eletti locali riuniti in assemblea, a nominare il nuovo governo.

    Legittimità e autorevolezza della rappresentanza politica: da qui si deve partire per affrontare la disoccupazione. In un Paese nel quale vi sono province come Nassiriya dove il 60% della popolazione è senza istruzione, i cittadini vengono coinvolti con contatti diretti - come fanno gli italiani distribuendo volantini villaggio per villaggio - o tramite radio e tv, come fanno i giapponesi. Il governo di Tokio ha acquistato spazi televisivi sui due più importanti canali satellitari in lingua araba, Al Jazira e Al Arabja, per spiegare agli iracheni il senso della presenza giapponese, soprattutto dopo l’offerta di altri 260 milioni di dollari in aiuti umanitari. La partenza per Bagdad avviene di nuovo da Kuwait City. Viaggiamo con un aereo delle forze aeree britanniche con funzionari governativi, tecnici ed esperti di organizzazioni non governative, e un plotone di soldati malesi un po' spaesati. Sorvoliamo l'Iraq senza intoppi, all'arrivo a Bagdad siamo accolti dall'ambasciatore italiano Gianludovico de Martino. Sulla strada incrociamo marines che fanno jogging con il mitra a tracolla e palazzi faraonici di Saddam semidistrutti. Giunti al check-point, il piantone dopo averci controllato i documenti ci dice: Smile, guys, you're in Bagdad.

    Sorridiamo, infatti. Il primo incontro a Bagdad è con il governatore Paul Bremer, che sul suo tavolo ha piazzato una scritta: «Il successo ha mille padri». Bremer ci elenca le cifre dei progressi ottenuti dalla caduta di Saddam: oltre 200 giornali e 180 partiti politici formati, ma soprattutto una Costituzione «rivoluzionaria per il mondo musulmano, da Casablanca a Kuala Lumpur». Sotto l'aspetto economico, la disoccupazione è calata del 60% rispetto alla situazione pre-bellica, il reddito pro-capite è aumentato del 33% e il prodotto interno lordo del 60%: il vero problema, con l'iniezione di 18 miliardi di dollari nei prossimi 15 mesi, non sarà dunque la crescita quanto piuttosto l'inflazione.
    C’è molta attenzione allo sviluppo della vita democratica, per il quale sono stati stanziati oltre 500 milioni di dollari. Certo Bremer non si nasconde le difficoltà: sarà molto difficile non solo gestire il processo di transizione ma anche creare i necessari pesi e contrappesi nel futuro assetto istituzionale. Bremer ha auspicato un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale e ritiene utile una nuova risoluzione delle Nazioni Unite, soprattutto come presa d'atto politica delle scadenze istituzionali ed elettorali stabilite nella Costituzione provvisoria. Proprio quello che, a fine giornata, con una dichiarazione di fuoco, l’ayatollah Al Sistani ha durissimamente respinto: «Se le Nazioni Unite servono a legittimare questa Costituzione, è meglio che non vengano».

    Emma Bonino

  4. #4
    Nihil.
    Data Registrazione
    10 Mar 2002
    Località
    Ulandia
    Messaggi
    823
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal sito di Forza Nuova

    IL PARTITO RADICALE A SCUOLA DI GUERRA PREVENTIVA DAI NEO CONS AMERICANI

    Che Pannella e co. avessero sempre avuto un debole per i narcodollari di George Soros lo si sapeva da tempo. Adesso scopriamo anche che i rampolli emergenti del Partito Radicale hanno sentito il bisogno di un corso accelerato di guerra preventiva e di scontro di civiltà alla scuola dei neo conservatori americani più estremisti. Il 9 marzo scorso Daniele Capezzone, segretario del Partito Radicale, è andato a Washington per partecipare come "ospite d'onore" a una conferenza organizzata da Michael Leeden all'American Enterprise Institute (AEI), uno dei massimi centri neo conservatori americani fautori dell'esportazione della democrazia sulla punta delle baionette. Si tratta dello stesso Leeden che a suo tempo l'Ammiraglio Martini definì "persona non grata" in Italia per le attività che svolse nel periodo della destabilizzazione terroristica degli anni settanta e ottanta.

    Capezzone nel suo intervento ha pienamente sposato le linee di scontro dei neo conservatori come Cheney, Wolfowitz, Perle, Leeden e co. che si possono identificare in questi tre punti da lui sostenuti:
    1)un "nuovo ordine mondiale" richiede un uso ben regolato delle forza e un efficiente polizia internazionale,
    2) ai paesi debitori non si deve concedere nessuna cancellazione dei debiti; al contrario, bisogna costringerli a pagare, altrimenti si aiuterebbero i dittatori e i militari a comprare più armi,
    3) costruire una "Comunità delle Democrazie" capace di tenere a bada le nazioni facenti parte della Conferenza Islamica e dell'Organizzazione dei Paesi Non Allineati.
    Questi sono i tre punti di partenza dell'ideologia neocoservatrice, forgiata dalla scuola di pensiero di Leo Strauss, per un nuovo impero basato sulle guerre preventive e lo scontro di culture e di civiltà.

    C'è da sperare che durante la sua permanenza a Washington, Capezzone abbia saputo cogliere anche il cambiamento di tendenza in corso nelle istituzioni, oltre che nei due partiti americani, contro i neo conservatori, che potrebbe portare all'allontanamento dei vice presidente Dick Cheney. A un anno dall'inizio della guerra preventiva contro l'Iraq, Cheney e i suoi collaboratori sono indagati e accusati di aver falsificato le informazioni sul pericolo delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein per giustificare l'intervento militare in Medio Oriente. Forse Capezzone ha fatto un piccolo errore: invece di arrivare in mattinata, si è presentato al crepuscolo.

    *****

 

 

Discussioni Simili

  1. Il terrorista di Nassiria
    Di Grifo nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-02-07, 21:29
  2. Altra strage a Nassiria: sinistra al governo
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 29-04-06, 16:25
  3. Miracolo a Nassiria. Nel 2005 Zero morti e Zero feriti.
    Di destracristiana nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 04-01-06, 14:14
  4. Celentano e Nassiria
    Di Oli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 07-03-04, 16:06

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito