Dai meandri di chissà quale sottofondo del venetismo in salsa pseudo-terorristica spunta una lettera (con pallottola) e ri-spunta una sigla da tempo dimenticata, il Fal, ovvero il Fronte Armato di Liberazione. In altri tempi, cinque anni fa quando il territorio era ancora ribollente per l'impresa dei "serenissimi" sul campanile di San Marco, quel gruppetto che voleva mostrarsi come manifestazione estremistica a destra della Lega, aveva inviato lettere, aveva disseminato il Trevigiano di ordignetti più o meno esplosivi, aveva diffuso parole inneggianti al razzismo e alla liberazione da Roma-ladrona.

Con un evidente strafalcione cronologico, una ricopiatura di un vecchio volantino e l'aggiunta di una "Cellula Sinistra Piave" il Fal ha inviato alla redazione di Mestre de "Il Gazzettino" un documento di due pagine, accompagnato da un proiettile calibro 9. È arrivato ieri per posta. All'interno vi si trovano vecchi concetti (libertà e autonomia del popolo veneto, critiche al «regime romano dispotico», alla prima e anche alla seconda repubblica), ribaditi in una lunga parte assolutamente identica al testo di un messaggio fatto arrivare tra '98 e '99. La ricopiatura è così pedissequa da aver lasciato un riferimento datato, fuori tempo. Eccolo: «In questo fine millennio (sic!) anche il Popolo Veneto si aggiungerà a tutti i popoli europei recentemente redenti dall'oppressione dei regimi totalitari». Il millennio è finito da un pezzo, ma quelle parole non sono state modificate, un refuso di credibilità più che di contenuto.