Silvio Berlusconi minacciato, dovrà ridurre i bagni di folla
giovedì, 15 ottobre, 2009
Finora, s’era trattato di film assurdi in cui si immaginavano attentati alla vita di Berlusconi. Propositi fortunatamente confinati nella fiction più andante e assolutamente estranei al mondo della politica istituzionale e al confronto, anche molto aspro come accade di questi tempi, fra maggioranza e opposizione. Ora, però, i deliri più o meno immaginifici su eventuali aggressioni armate al capo del governo sembrano assumere una maggiore e pericolosissima consistenza reale. Le misure di protezione intorno a Palazzo Grazioli sono state molto rafforzate. Il tratto di strada davanti alla dimora presidenziale viene più volte vietato al traffico, ed è stata chiusa completamente alle macchine – timore di autobombe? – la piazzetta che sta dietro all’abitazione del premier. E ieri, alla Camera, s’è presentato il ministro dei rapporti col Parlamento, Elio Vito, per avvertire che «sono possibili gesti violenti di mitomani contro Berlusconi». Gli allarmi ci sono, e i rischi vengono presi molto sul serio. Perchè c’è un clima generale, in cui rientrano anche episodi piccoli ma significativi come il seguente. Si scopre che Matteo Mezzadri, non un anarchico pazzoide ma un esponente del Pd e coordinatore dei Giovani Democratici di Vignola, in provincia di Modena, ha messo su Facebook il seguente commento vergato di suo pugno: «Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!». Appena quelli del Pdl emiliano scoprono questo terribile commentino, insorgono. E quelli del Pd si vergognano. Risultato: Mezzadri chiede scusa e si dimette dagli incarichi di partito.
A Roma, intanto, la paura di pallottole vere, e non solo immaginate, rimbomba nell’Aula di Montecitorio. Lì dove il ministro Vito, ieri, ha risposto a un’interrogazione parlamentare del Pd, il cui primo firmatario è il deputato Emanuele Fiano. Nell’interrogazione, si chiedono spiegazioni su recenti dichiarazioni di Berlusconi a proposito di un allarme dei servizi segreti che ritengono il Cavaliere «possibile vittima di qualche squilibrato in cerca di notorietà mondiale». E Vito? «Pur in assenza, allo stato, di specifici riscontri informativi, sono possibili gesti violenti di mitomani contro Berlusconi. Il quale è stato perciò sensibilizzato sulla necessità di evitare contatti ravvicinati con il pubblico».
Va evitato insomma che Berlusconi si trovi in «circostanze occasionali», che non consentono una «puntuale e preventiva predisposizione di adeguati servizi di tutela». Perchè sono proprio quelle – per altro molto amate dal Cavaliere – in cui potrebbe accadere qualcosa. Era una circostanza occasionale, ad esempio, quella in cui il muratore Roberto Dal Bosco, il 31 dicembre del 2004, riuscì a scagliare un cavalletto da fotografo contro Berlusconi a piazza Navona, urlando «bastardo». Ma il pericolo può arrivare anche quando ad avvicinarsi al Cavaliere sono persone che vogliono complimentarsi con lui, perchè tra queste potrebbe nascondersi un mitomane. Lo sa bene la scorta che il 15 settembre scorso ad Onna, il paese simbolo del terremoto del 6 aprile, ha seguito con molta preoccupazione l’abbraccio che Giuseppe Mancini – un uomo di 50 anni apparso nella folla all’improvviso – ha dato al premier, sollevandolo da terra per complimentarsi del lavoro fatto in Abruzzo
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