I “Rai-Berluscones” si preparano alla guerra elettorale. L’unico problema è che, quando ordinano gli attacchi, si girano e trovano dietro di loro un esercito di “soldati” stanchi, mal equipaggiati e pure un tantino demotivati.
Fino alle Europee di maggio, il caballero esige un servizio pubblico “militarizzato”, pronto e scattante come il suo Milan. Una “gioiosa macchina informativa”, in grado di assecondare il “restauro” d’immagine del Presidente. E siccome con la Legge Gasparri ancora in ballo è meglio che Mediaset non sia troppo sfacciatamente “militarizzata”.
Ed allora non gli resta che la Rai, azienda che Berlusconi sotto sotto disprezza istintivamente (“è romana, un po’ marchettara. Impossibile riformarla, morirà democristiana” avrebbe detto ad un ex consigliere Rai). E siccome non si fida di Flavio Cattaneo, che gli ha fatto perdere molti soldini con il “taocca_pacchi” di Bonolis, il Cav. lo “blinda” con un’ “assistente” di dichiarata fede forzista, la Giuliana Del Bufalo che tanto bene “knows her chickens”, cioè i giornalisti del Cavallo morente.
E’ una tosta la Del Bufalo, una che non tergiversa; ti guarda dritto negli occhi quando ti parla e, senza moine, va dritta al sodo. E’ lei ora che comanda le danze al settimo piano. Guido Paglia (direttore comunicazione) conta sempre meno. Oramai è ridotto ad organizzare le chiamate di solidarietà al suo amico di cordata Fabrizio Maffei. Il direttore Flavio Cattaneo sembra aver accantonato la verve del “ghe pensi mi’“, e dopo la nomina della Del Bufalo rimane nel suo cantuccio e “rimanda ogni problema al Cda” da come la racconta l’Annunziata.
Si vocifera che Cattaneo, dopo l’incontro col Cavaliere, si sia già messo l’anima in pace, sapendo fin d’ora che ci sarebbe una poltrona in un’affiliata dell’Eni pronta per lui. E questo passaggio avverrebbe già ad aprile, con il “congelamento” dell’intero consiglio.
Chi sarebbe il prossimo Dg? Sono in molti a parlare di un Agostino Saccà berlusones scalpitante. Ma una parte importante di Forza Italia (la corrente “milanese”) continua a non fidarsi di lui, troppo vicino al “partito Mediaset”. Ed allora sembra proprio che sia ancora il turno di un “esterno”: Berlusconi vorrebbe il fido Mauro Masi (vicesegretario della presidenza del Consiglio) alla conduzione del Cavallo Morente




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