Aveva fatto parlare di sé in maniera eccezionale, la sua foto era apparsa sui maggiori quotidiani di tutto il mondo (Times, Pravda), comprese le più importanti testate italiane: un draghetto sotto formalina (o formaldeide), rinvenuto nello Oxfordshire da un magazziniere, risalente al 1890 e proveniente dai magazzini del museo di Oxford (anche noi ce n'eravamo occupati con questa news qui). Con lui, un biglietto in tedesco che diceva di far sparire al più presto quella campana di vetro, nessuno doveva saperne nulla...
Invece finì nella soffitta di uno dei manovali del Museo di storia naturale, che lo considerò un grazioso oggetto, troppo singolare e strano per gettarlo nell’immondizia. E così, quando qualche settimana fa fu ritrovato là dove era stato abbandonato, il draghetto ha suscitato clamore e curiosità. Un drago vero? Un vero cucciolo di una nuova specie perfettamente conservato?
A tutti noi è piaciuto sperare che fosse un vero drago. Non lo è.
Nessuna biopsia è stata effettuata sul reperto, la campana di vetro non può essere aperta perché il proprietario ha deciso di venderlo per 500.000 sterline ad un eccentrico compratore, che però lo acquisterebbe solo se fosse ancora integro, esattamente come è stato ritrovato. Nessuno quindi aprirà il barattolo né sezioneranno il piccolo mostro.
Ma non ce n’è bisogno, perché moltissime indagini possono essere effettuate anche a vaso chiuso. Alcuni esperti si sono riuniti e hanno analizzato il vaso contenente l’ipotetico cucciolo di drago, tra di loro esperti di medicina, un criptobiologo ed un creatore di effetti speciali cinematografici. Il servizio è stato mandato in televisione il 19 febbraio alle 23.00 su Rai Due, all’interno della trasmissione Voyager.
Il risultato delle analisi trova concordi tutti gli scienziati: si tratta di un falso. Molti sono i dettagli che non possono dare adito a dubbi. Elencati qui sotto troverete i più importanti:
1- Da un punto di vista biomedico, un drago non dovrebbe avere il cordone ombelicale. Nessun rettile è viviparo, ed anche se si trattasse di un rettile discendente da un ramo preistorico dell’ordine (i dinosauri ornitischi erano probabilmente a sangue caldo), nemmeno fra loro c’erano specie che non deponessero uova. Dal punto di vista filogenetico non esiste uno spazio dove infilare una specie del genere: non esistono specie dalle quali potrebbe essersi evoluto né specie che si sono evolute da essa. E’ tanto possibile che esista quanto che esista un alieno.
Alcuni biologi hanno rinvenuto nei recenti anni esemplari di specie che si ritenevano estinte da millenni, ma si trattava comunque di pesci o animali il cui “albero genealogico” esiste, al contrario di quello dei draghi, che è completamente inesistente.
2- Analizzando il modello con cura ci si accorge che le unghie spuntano dal centro delle dita e sono tondeggianti, una caratteristica che non è propria di nessun essere vivente né esistente né preistorico. La fessura attorno alle unghie dovrebbe presentare solchi evidenti a causa del tempo trascorso nella formalina, invece la pelle risulta ancora attaccata alle unghie. Inoltre così come sono posizionate le unghie, a mo’ di ditale, non servirebbero ne per aggrapparsi ne per scarnificare.
3- Le scaglie sembrano fuse una sull’altra, le palpebre anche.




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