Da La Stampa Web:
TROVATO IN UN GARAGE ADESSO FA DISCUTERE GLI SCIENZIATI
Un mostro alato mette i brividi a Londra
Il baby-drago è stato messo in un contenitore cento anni fa
26 gennaio 2004
ILONDRA. Poteva essere il drago della discordia, oggi è il drago del mistero. Un piccolo Elliot, un bebé biancastro in un vaso di vetro, sotto formaldeide, mette a rumore l’Inghilterra e, se la cosa non fosse così incredibile, aprirebbe un dibattito nella comunità scientifica. Un falso, allora? Un drago di gomma? Uno scherzo? Può darsi, ma nessuno osa dichiararlo. Anzi. Gli scienziati interpellati su quel bebé di trenta centimetri, con ali, coda crestata e zampette con gli artigli non si pronunciano. Suggeriscono quello che di più scientifico possono proporre: si apra il vaso sigillato da un secolo, si faccia una biopsia, e allora sapremo se la «creatura» - così l’ha definita il «Times» - sia di gomma o di tessuto organico.
In attesa, c’è la foto. Se fosse di gomma, potrebbe trattarsi di una manovra degli scienziati tedeschi, sul finire dell’800, per coprire di vergogna i colleghi inglesi, rivali (con i francesi) nella ricerca di un primato scientifico in Europa. Già, perché esiste un carteggio che conferma lo zampino di Berlino: furono i tedeschi, nel 1890, a mandare il piccolo Elliot a Londra, al Museo di Scienze Naturali. Con la speranza, si suggerisce oggi, che gli inglesi cadessero nell’inganno e, adottando il draghetto, si coprissero di ridicolo. Ma proprio per avere subodorato l’inganno, gli scienziati britannici pensarono di far scomparire quella burla.
La lettera d’accompagnamento vergata dall’ignoto scienziato tedesco ammoniva a non affrontare con leggerezza quell’«orrendo fantasma». L’autore precisava: «Nessuno deve indagare l’origine del drago o il nostro coinvolgimento». Finché David Hart, un magazziniere di Sutton, cittadina alla periferia Sud di Londra, ha deciso di svuotare il garage di casa. In una cassa di legno, ecco il drago. Hart non ne sapeva nulla: suo padre si era limitato a dirgli che in quella cassa c’era «qualcosa di fragile». Un mostro che mette i brividi a Londra.




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Io comunque sarò attentissima (per l’occasione mi sono perfino iscritta a “News Alert di Google”
) e, se ci saranno novità, giuro che le posterò all’istante.
).

