Sul vecchio piano industriale: "Per 1500 esuberi si è scatenato un finimondo, che ha bloccato la vita normale dei cittadini"
Berlusconi liquida Mengozzi
"No alla privatizzazione"
"Anche questa crisi è un'eredità del governo di centrosinistra"
ROMA - "Non c'è nessuna ipotesi di privatizzazione per Alitalia". Almeno non al momento. Silvio Berlusconi esclude l'uscita dello Stato dalla compagnia di bandiera (ipotesi caldeggiata da Tremonti), conferma che c'è allo studio del governo sia l'estensione della cassa integrazione nel trasporto aereo, sia il problema delle alleanze con compagnie estere. Ribadisce che l'Italia non può rinunciare a una propria compagnia di bandiera, quindi liquida definitivamente Francesco Mengozzi, amministratore delegato di Alitalia, che domani presenterà le dimissioni al cda. "Un manager - ha detto il premier - che si è dichiarato disponibile, un vero galantuomo".
Sul futuro dei vertici della compagnia non c'è ancora alcuna ipotesi, se non quella di creare un nuovo team manageriale. Tutto è rimandato a venerdì, quando il Consiglio dei ministri dovrebbe presentare un nuovo piano industriale e sostituire i vertici.
La speranza di Berlusconi è di chiudere giovedì notte e di essere pronto venerdì con un nuovo piano industriale. Ma il premier non si nasconde le difficoltà. Dopo l'11 settembre, ha spiegato Berlusconi, "tutte le compagnie aeree del mondo hanno risolto i problemi con riduzione dei costi e del personale, alcune hanno licenziato anche 10.000 addetti. Nel piano presentato dall'attuale dirigenza di Alitalia è prevista una riduzione di 1.500 persone che ha scatenato il finimondo e ha bloccato al vita normale dei cittadini". "E' difficile - ha aggiunto - ipotizzare una politica di intervento operando in queste condizioni".
La crisi dell'Alitalia, ha aggiunto il premier è ''un
problema da far tremare le vene dei polsi, per i problemi irrisolti ereditati dal passato ("un'eredità della sinistra") che ci propone, con costi notevolissimi per lo Stato e per la concorrenza da parte delle altre compagnie aeree''.
Per questo motivo - spiega Berlusconi - al ministero dei Trasporti c'è stata una riunione "per risolvere il problema esuberi, per fare chiarezza sugli hub, per studiare la strategia", in particolar modo "per attrarre capitale" estero e definire "la politica delle alleanze".
Nessuno scossone in Borsa dopo le parole del premier che ha escluso una privatizzazione. Il titolo, si mantiene in leggero rialzo.


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