Volevo proporre una breve riflessione sulla recente accellerazione del processo di espansione di Easyjet. Spero si generi un bel dibattito.
TITOLO: DAGLI ERRORI ALTRUI NON SI IMPARA MAI.
Il titolo è molto eloquente su quale sia la mia posizione circa questo tema.
Poco più di due anni fà Ryanair annuncia un maxi ordine per 100 B737/800. Il mercato low-cost sta crescendo a ritmi vertiginosi e sembra non avere fine. Per certi aspetti l'entusiasmo dell'ambiente è simile a quello della net economy durante il boom delle borse a cavallo tra la fine del 1999 e il 2000. A Gennaio 2003 un ulteriore ordine per altri 22 B738, poi l'acquisizione di Buzz. A Maggio 2003, dopo un mese di chiusura Buzz viene rilanciata insieme a ulteriori nuove rotte operate direttamente da FR. Nel giro di 2 mesi la capacità del vettore viene aumentata di oltre il 50%. Nel managment c'è la convinzione che ogni nuova rotta possa funzionare. Il mercato viene creato dal nulla. I dati di bilancio sono fantastici.
Poi però come in tutte le belle storie arriva il colpo di scena. Causa vari fattori la domanda non supportà la capacità offerta. I load factor iniziano minacciosamente a calare. Molte delle nuove rotte non funzionano. La base di Skavsta lanciata da pochi mesi è un disastro (una vera e propria Caporetto). Per riempire gli aerei allora si applica la soluzione più immediata. Abbassare le tariffe.
Ma la cura non produce i risultati sperati e così lo Yield cala inesorabilmente influendo sui risultati di bilancio. Nel frattempo per la prima volta FR attua un massicco taglio di rotte e riorganizza la base di Skavsta. Arrivano i primi frutti, ma però c'è un ma in agguato, Si tratta dei nuovi B738 in consegna, che inesorabilmente arrivano da Seattle. Ciò significa nuova capacità da utilizzare. E la concorrenza è sempre più aggiuerrita.
In questa storia mi sembra di vedere Easyjet. Nuovi aerei A319 in arrivo. Necessità di piazzarli da qualche parte. Il vettore è troppo legato agli UK. Tenta in Francia, ma è ostacolato. Punta sulla Germania in un momento di crisi economica e di forte competizione da parte dei vettori locali che sono brand molto noti. Avendo difficoltà a reperire slots nei principali scali Europei punta molto sull'est, credendo che il boom della liberalizzazione dell'Europa occidentale si ripeta tale e quale ad est. Con una differenza: nei nuovi mercati sono già presenti competitors, mentre il PIL dei nuovi paesi è ben diverso da quello trovato 4/5 anni fa nell'Europa continentale.
Che ne pensate?




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era una battuta...
