Libero, 26.02.04
An sente sul collo il fiato dell'Udc, alle Europee rischia di fermarsi all'8 per cento
Preoccupazione in via della Scrofa: pronti a candidare Urso e Alemanno
ROMA - [el.ca.] La vera sfida, all'interno della maggioranza, sarà per il secondo posto. La campagna elettorale per le elezioni Europee, come si è visto, è già iniziata. Le ultime uscite di Silvio Berlusconi hanno chiarito, senza ombra di dubbio, che la competizione sarà anche all'interno della Cdl. E sarà all'ultimo sangue. Ma il fatto curioso è un altro. A quanto emerge dalle analisi sulle tendenze elettorali commissionate in queste settimane dai vari partiti della Cdl, la sfida principale non sarà tra Forza Italia e Udc. E nemmeno tra Lega e An. La partita più importante, nella competizione tra le forze di maggioranza, sarà tra An e Udc. Cioè tra i due partiti che in questa metà di legislatura hanno marciato insieme contro l'asse Lega-Tremonti. Sono loro, infatti, a giocarsi il posto di secondo partito della coalizione. Al momento, quel posto è in mano ad An. Ma non è detto che sarà così dopo le Europee. A via della Scrofa girano sondaggi interni che danno il partito all'8%. Due punti in meno rispetto alle ultime Europee, addirittura quattro rispetto alle politiche del 2001 quando An aveva raggiunto il 12%. I colonnelli di Fini se li sono letti e riletti. Certo, c'è ancora tempo. Ma se da qui a giugno non ci sarà un'inversione di marcia, la prospettiva è questa. Anche perché l'Udc, invece, è in crescita. Secondo i sondaggi commissionati da via dei Due Macelli, il partito potrebbe sfiorare alle Europee addirittura l'8%. La strategia seguita nelle ultime settimane da Marco Follini - "smarcarsi" da Berlusconi, proporsi come la vera forza moderata della Cdl - starebbe dando dei risultati. «I segnali che ci arrivano dalle periferie sono positivi», spiega Mario Baccini, sottosegretario agli Esteri dell'Udc e coordinatore del Lazio. «L'impressione è che l'elettorato abbia apprezzato le posizioni che abbiamo preso negli ultimi tempi». Da qui a giugno, continua Baccini, l'Udc punterà su due temi: «La difesa del ceto medio, che rischia di essere la vera vittima dalla congiuntura economica e la tutela delle famiglie a mono-reddito, quelle che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese». Altro tema centrale sarà il Mezzogiorno, da sempre bacino elettorale dei centristi. Ma anche al Nord pare che l'Udc stia erodendo consensi agli partiti della Cdl, in particolare a Forza Italia e An. Follini contro Fini, dunque. E l'esito della partita potrebbe avere effetti dirompenti. Cosa accadrebbe, infatti, se il partito di Follini dovesse "scippare" a quello di Fini il posto di secondo partito della maggioranza? È verosimile che gli equilibri interni alla Casa delle Libertà potrebbero cambiare. L'Udc ha detto in tutte le salse che la vera verifica e, quindi, l'eventuale rimpasto, si farà dopo le Europee. Nel primo round, che si è chiuso con il documento programmatico, l'Udc non ha incassato nulla. Ma a giugno, nel caso riuscisse a ottenere un buon risultato, potrebbe presentare il conto. A via della Scrofa, intanto, è già al lavoro un gruppo di fedelissimi che dovrà pensare alle linee della campagna elettorale. Certo, il traino di Fini è importante. Come sarà importante la candidatura di alcuni ministri (si parla di Adolfo Urso e Gianni Alemanno). Ma non è detto che basti.




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