Rispetto al passato il governo Blair ha insistito maggiormente sulla necessità di garantire equità nelle condizioni di accesso al mercato del lavoro. La tutela per il lavoratore non è data solo dalla difesa del posto di lavoro, quanto dalle possibilità offerte dal mercato, associate ad ammortizzatori in grado di temperare la flessibilità, come l’introduzione di un livello nazionale minimo per i salari.
“Creare lavoro – secondo Blair - è il modo migliore di diffondere prosperità, combattere l’esclusione sociale, accrescere l’autostima e l’impegno. Chi accusa il New Labour di tradimento quando sposa politiche amiche del mercato, dovrebbe spiegare come un alto tasso di disoccupazione potrebbe aiutare la gente che vota per noi.” (Il Riformista, 7/11/2002). Secondo il Trade Union Congress tra il 1997 e il 2002 (primo governo Blair) sono stati creati 1.290.000 posti di lavoro, raggiungendo il miglior risultato occupazionale degli ultimi 25 anni. Nonostante i sindacati non siano stati teneri con il governo in più occasioni, hanno comunque riconosciuto come questi nuovi posti di lavoro in larga misura non appartengano alla fascia di lavoro temporaneo o part-time, ma a lavori “di qualità”

Il programma per i giovani

E’ con questo spirito che sono state varate le politiche di New Deal, come il NDYP (New Deal for young people), rivolto a giovani tra i 18 e i 24 anni, una delle fasce d’età in cui il tasso di disoccupazione è più elevato.
Il programma è obbligatorio per tutti i giovani che dopo sei mesi non abbiano ancora trovato lavoro. Nella prima fase i ragazzi vengono aiutati nella ricerca di un’occupazione, assegnando ognuno un personal advisor. Se in questa fase, della durata di quattro mesi, non si sono prodotti risultati significativi, allora si entra nella seconda parte del programma, che prevede la scelta tra diverse opzioni: cominciare un corso di formazione a tempo pieno, ricevendo oltre al sussidio di disoccupazione un rimborso spese; scegliere un’occupazione presso un’azienda - che usufruisce di incentivi per far lavorare e formare il giovane; prestare servizio come volontario, con un regolare salario; impegnarsi in un settore dei lavori pubblici. Se anche questa fase non ha portato risultati significativi, allora si passa ad una nuova ricerca assistita da esperti.