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  1. #1
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Che è successo a Verona?

    Paolo, sai qualcosa? oggi al tiggi 3 regionale ho sentito di sfuggita che la lega ha proposto durante il consiglio provinciale Gentilini quale commissario per la regolamentazione dei Rom, la mozione tra l'altro è passata, ma al termine del consiglio provinciale c'è stato un gran casino da parte della sinistra e dei cessi sociali presenti.....pare che anche in regione Veneto si stia andando verso una regolamentazione che porti a non più di un rom ogni 1000 abitanti

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  2. #2
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    Credo di avere un testo di proposta di legge presentata tempo fa da parte di AN sui ROM.
    Se lo trovo lo posto.

  3. #3
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    Predefinito Forse è interessante dare un'occhiata

    CAMERA DEI DEPUTATI
    N. 2135

    --------------------------------------------------------------------------------


    PROPOSTA DI LEGGE


    d'iniziativa dei deputati


    NICOLA PASETTO, GASPARRI, PEZZOLI


    Norme per favorire l'istruzione, la formazione professionale
    e l'accesso al lavoro degli appartenenti alle comunità nomadi
    e per regolamentarne la presenza sul territorio dello Stato



    Presentata il 2 agosto 1996



    --------------------------------------------------------------------------------
    Relazione Testo articoli


    --------------------------------------------------------------------------------
    Ultimo aggiornamento: 03/10/20 ore: 3 02:00:48




    PROGETTO DI LEGGE - N. 2135



    --------------------------------------------------------------------------------

    Onorevoli Colleghi! - Il rapporto tra le istituzioni e gli zingari si presenta difficile: molto spesso essi non sono registrati nemmeno all'anagrafe; non hanno quindi carta d'identità, passaporto o altro documento, per cui da un punto di vista giuridico sono inesistenti.
    Ciò causa una serie di conseguenze negative: non possono avere un lavoro regolare, non possono avere diritto all'assistenza sanitaria, alla concessione di licenze, al rilascio della patente di guida e così via.
    La consistenza numerica del fenomeno è di circa 55.000 unità sparse sull'intero territorio italiano, ed attualmente non esiste alcuna legge particolare dedicata alla sua disciplina specifica. La stima della consistenza numerica degli zingari in Italia è particolarmente difficile da fare, sia per il nomadismo che li contraddistingue, sia per la volontà degli zingari stessi di sfuggire ai controlli burocratici (tanto spesso non denunciano neppure la nascita dei figli), sia per le carenze del censimento italiano.
    Secondo l'Associazione italiana zingari, oggi i Sinti presenti in Italia sono circa 20.000, mentre i Rom, giunti in ondate successive, sarebbero circa 35.000.

    Origine ed epoca presunta dell'insediamento.

    Varia è la distinzione etnica degli zingari, ma tutti si riconoscono nell'etnonimo "ROM" che nella loro lingua, detta "romanes", significa "uomo".
    Gli zingari presenti in Italia appartengono ai gruppi Rom e Sinti, e la denominazione di questi ultimi è tratta dal fiume "Sind", che si trova nel nord dell'India. Dallo studio della lingua è stato possibile stabilire la loro origine indiana. Cominciarono ad emigrare verso occidente nel IX secolo, quando dalle regioni nord-occidentali dell'India si spostarono verso la Persia e da qui in Turchia ed in Grecia, da dove poi si diffusero in Europa.
    L'origine degli zingari in Italia si fa risalire all'invasione dei Balcani da parte dei Turchi. Dai Paesi slavi e dalla Grecia si spostarono verso l'Italia per due vie: per via terra, attraverso i Balcani e i territori tedeschi, giunsero nel nord Italia; per via mare, dalla Grecia, raggiunsero le coste calabresi, siciliane, pugliesi ed abruzzesi.

    La lingua.

    La lingua degli zingari viene denominata "romanes", termine che non individua una lingua unitaria, ma un insieme di dialetti, che con il tempo si sono differenziati per ragioni collegate al loro nomadismo. Ancora oggi si possono rintracciare affinità tra i diversi dialetti zingari ed alcuni dialetti neoindiani.
    Attualmente i dialetti zingari si presentano con molti "prestiti" da lingue con cui essi hanno avuto contatto nei diversi spostamenti. I dialetti degli zingari italiani appartengono al gruppo delle lingue non "vlakh", che si caratterizzano per l'assenza dell'influenza della lingua romana, mentre è accentuata l'influenza della lingua greca, tedesca, slava e italoromanza; il "romanes" viene parlato a livelli familiare o di clan; i dialetti rappresentano il secondo veicolo linguistico, mentre l'italiano rappresenta il terzo codice.

    La scolarizzazione.

    La scolarizzazione degli zingari presenta problemi di non facile soluzione. I loro frequenti spostamenti non garantiscono le condizioni sufficienti per un regolare curriculum degli studi dei bambini; d'altra parte ai genitori, in gran parte analfabeti, mancano le motivazioni, necessarie per incoraggiare i bimbi alla frequenza scolastica, anche a causa della costante diffidenza che hanno nei confronti delle istituzioni.
    Un'indagine svolta dall'Opera nomadi, nel 1980, sulle condizioni degli zingari nel Lazio, ha dato i seguenti risultati: il 49 per cento degli zingari non in età scolare è analfabeta; il 15 per cento si è dichiarata autodidatta. Inoltre, nell'anno scolastico 1979/1980 solo il 16,5 per cento dei bambini nomadi in età scolare (dai sei ai quattordici anni) ha frequentano regolarmente la scuola, di cui l'8,5 per cento irregolarmente, mentre il 75 per cento non l'ha frequentata affatto.
    Il grado di conoscenza dell'italiano si pone a un livello molto basso. Ciò è da attribuire alla mancanza di scolarizzazione e all'atteggiamento di diffidenza verso la cultura istituzionale.

    Religione.

    Gli zingari non appartengono ad una religione ben definita. Si può affermare che hanno praticato un certo sincretismo tra credenze e pratiche religiose di tipo animistico e le religioni con cui sono venuti a contatto, con la presenza di superstizioni e leggende acquisite lungo il corso del loro girovagare. Nel loro credo si individua un dio del bene, Del Devel, una divinità del male, chiamata Beng, inferiore per potenza a Del.
    Rilevante è il culto della vita, della fecondità, rivolto alla terra quale grande madre (Bari Dai). Al di sotto di Devel e di Beng sono i "mulè", gli spiriti dei morti. Nella fase attuale gli zingari si adeguano, per lo più in forma esteriore, alle credenze religiose presenti tra gli zingari: ricordiamo solo la "slava", cerimonia di tipo pagano per ricordare un defunto con particolari riti. Tra le credenze degli zingari spicca la concezione dell'anima intesa come entità che si può staccare dal corpo anche durante il sonno. In ciò non è estranea l'influenza delle religioni orientali. In passato esisteva, presso gli zingari, il culto per alcuni animali, in modo particolare per il cavallo.


    Aspetti socio-culturali.

    Alcune attività professionali hanno particolare significato: il fabbro, lo stagnino e il calderaio: nella mentalità degli zingari rappresentano mestieri collegati con forze soprannaturali, con le attività degli stregoni e dei maghi.
    Così per le donne l'attività più frequente è la divinazione e l'individuazione della sorte (cartomanzia e lettura della mano), legate certamente al mondo magico-religioso.
    Il mondo della magia è prontamente riflesso nelle fiabe che vengono tramandate oralmente.
    Esse ci rappresentano alcuni punti importanti delle loro credenze e dei valori che devono essere trasmessi. Tra gli aspetti caratteristici ricordiamo:

    il senso della famiglia ed il rispetto degli zingari, uniti alla solidarietà fra i membri;

    il rifiuto dei matrimoni misti (cioè con i non-zingari);

    il rispetto dell'uomo-zingaro la cui dignità gli proviene dalla famiglia, dalla saggezza e dall'abilità;

    l'amore per la libertà;

    l'atteggiamento di avversione nei confronti dei non-zingari.


    Situazione alloggiativa.

    Gli zingari sono caratterizzati dal nomadismo, ma non da un nomadismo in senso pieno: il 33 per cento si possono considerare nomadi (nel senso che vivono in un habitat mobile e si spostano regolarmente dalle trenta alle cinquanta volte all'anno); il 16 per cento semi-nomadi (vivono in un habitat mobile, ma si spostano solo in un periodo dell'anno); il 51 per cento sedentari, che non si muovono, nonostante il loro habitat possa essere mobile.
    Nel nord Italia predomina il nomadismo, nel sud il sedentarismo.


    Forme associative.

    Le associazioni presenti in Italia che si interessano degli zingari sono sorte all'esterno della minoranza stessa. Vanno ricordate:

    l'Opera nomadi, ente morale, che svolge attività di promozione sociale;

    il Centro studi zingari, che promuove inchieste ed attività di conoscenza sulla situazione degli zingari;

    l'Opera assistenza spirituale nomadi in Italia, organismo per l'evangelizzazione;

    la Missione evangelica zingara;

    l'Associazione nazionale zingari oggi.


    Grado di integrazione della popolazione nelle comunità locali.

    Il rapporto tra gli zingari e la comunità italiana è stato e rimane problematico principalmente per due motivi: l'uno imputabile al comportamento proprio della popolazione zingara, restia a qualsiasi tipo di controllo e di integrazione; l'altro, attribuibile alla secolare diffidenza della comunità italiana nei loro confronti.
    Gli stessi gruppi sedentari che vivono in baracche ai margini delle città sono malvisti dalla popolazione del luogo.
    Il mondo del lavoro offre loro pochi spazi; essi si dedicano prevalentemente al commercio di cavalli e di asini, sono artigiani del metallo, lavorano nei luna-park.
    La precarietà dei mestieri esercitati riduce gli zingari in grave difficoltà, anche perché, con tutta la più buona volontà, la loro riconversione è poco praticabile a causa del loro rifiuto inserirsi in lavori che prevedono orari e doveri fissi.
    Questo stato di cose provoca l'aumento del fenomeno della questua (la manghel) praticata soprattutto dalle donne e dai bambini, questua che, talvolta, rimane l'unico mezzo di sostentamento.
    Con la presente proposta di legge si è cercato di trovare una soluzione (certamente non facile) al problema rappresentato dalla presenza di popolazioni nomadi sul territorio dello Stato:

    a) con una maggiore responsabilizzazione del nomade;
    b) con il trattenere per il maggior tempo possibile le famiglie appartenenti ai gruppi nomadi su di un determinato territorio, presupposto indispensabile perché qualsiasi tipo di iniziativa, diretta alla scolarizzazione dei bambini o all'inserimento nel mondo del lavoro degli adulti, possa essere intrapresa con un minimo di possibilità di successo;

    c) con l'incentivare la "scelta sedentaria" per il definitivo abbandono della vita nomade ed una conseguente integrazione nel tessuto sociale;

    d) con il limitare la consistenza numerica delle presenze nei campi-sosta in rapporto alla popolazione residente nei singoli comuni, ciò al fine di evitare possibili fenomeni di frizione e di intolleranza.
    Il problema è complesso, ma siamo certi che con il concorso degli onorevoli colleghi sarà possibile trovare un'adeguata soluzione.




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    Frontespizio Testo articoli


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    Ultimo aggiornamento: 01/03/19 ore: 9 13:14:20














    PROGETTO DI LEGGE - N. 2135



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    PROPOSTA DI LEGGE



    Art. 1.


    (Diritto al nomadismo).

    1. In applicazione dell'articolo 6 della Costituzione, lo Stato riconosce e garantisce agli appartenenti alle comunità Sinti e Rom il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio della Repubblica, secondo le modalità stabilite dalla presente legge, e fatte salve le limitazioni che la stessa stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza.



    Art. 2.


    (Obblighi degli appartenenti
    alle comunità nomadi).

    1. Gli appartenenti alle comunità di cui all'articolo 1 in possesso della cittadinanza italiana, nello stabilire sul territorio della Repubblica la propria dimora in via provvisoria, oltre ad uniformarsi alle norme vigenti in materia di igiene e pubblica sicurezza, sono tenuti al rispetto dei regolamenti ed all'osservanza delle destinazioni d'uso stabilite dagli strumenti urbanistici generali.
    2. Gli appartenenti a comunità nomadi apolidi o in possesso di cittadinanza diversa da quella italiana entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge debbono uniformarsi, oltre a quanto previsto dal comma 1, alla legislazione statale vigente in materia di ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato.
    3. I nuclei familiari appartenenti agli insediamenti di cui alla presente legge devono essere in grado di dimostrare l'attività lavorativa esercitata, o comunque le forme lecite di redditività, necessarie per il sostantamento del nucleo familiare.


    Art. 3.


    (Finalità).

    1. Lo Stato, in applicazione dell'articolo 2 della Costituzione, al fine di agevolare la piena partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale della Repubblica, favorisce e promuove iniziative volte all'inserimento organico ed alla piena, se pur graduale, integrazione dei nomadi nel tessuto sociale dello Stato.
    2. Ai fini di cui al comma 1 lo Stato favorisce e promuove interventi di sostegno nei settori dell'alfabetizzazione, dell'istruzione, della formazione professionale e dell'accesso al lavoro.



    Art. 4.


    (Facoltà di intervento ed obblighi
    di regolamentazione).

    1. Alla spesa sostenuta dai comuni, dai loro consorzi e dalle comunità montane per individuare sul proprio territorio uno o più siti da destinare alla realizzazione di aree appositamente attrezzate per l'ospitalità delle minoranze nomadi, lo Stato concorre con propri contributi pari al 50 per cento della spesa. Gli enti di cui al presente comma provvedono, contestualmente, a disciplinarne l'uso e le modalità d'accesso, vigilando sull'osservanza delle disposizioni emanate al fine di garantire una dignitosa ed ordinata convivenza con la popolazione residente.
    2. La presenza nomade nei singoli comuni, escludendo dal computo il personale a seguito di intrattenimenti e spettacoli viaggianti, deve comunque essere contenuta in una misura non superiore all'1 per mille della popolazione residente. A tal fine i comuni predispongono controlli periodici degli insediamenti autorizzati, provvedendo ad immediata ordinanza di sgombero dell'insediamento in caso di inosservanza di una qualsiasi norma della presente legge, nonché delle norme adottate in via autonoma per la disciplina dei singoli campi-sosta o nel caso di reiterate violazioni di legge.
    3. In casi di particolare gravità e nei casi di reiterate violazioni di legge perpetrate da singoli componenti dell'insediamento, si procede all'espulsione dal territorio della Repubblica con accompagnamento immediato alla frontiera eseguito dai competenti organi di polizia giudiziaria.



    Art. 5.


    (Scolarizzazione e tutela dell'infanzia).

    1. I comuni, i loro consorzi e le comunità montane, in accordo con gli uffici periferici del Ministero della pubblica istruzione, sono tenuti ad adottare idonee iniziative per favorire la scolarizzazione dei bambini e vigilare sul rispetto dei diritti del fanciullo nell'ambito di un più generale programma di tutela dell'infanzia.
    2. Per la realizzazione delle iniziative e delle attività previste dal presente articolo il Ministero della pubblica istruzione provvede all'erogazione di contributi fino al 100 per cento della spesa sulla base di programmi annuali d'intervento sottoposti a preventiva approvazione del Ministero stesso.
    3. Gli appartenenti alle minoranze nomadi in età di scolarizzazione obbligatoria sono tenuti a frequentare i corsi scolastici previsti dalla normativa sulla scuola dell'obbligo.



    Art. 6.


    (Formazione professionale).

    1. Al fine di favorire la formazione professionale dei componenti delle minoranze nomadi, qualora i partecipanti a corsi di formazione professionale sono giovani compresi tra i quindici e i ventisei anni appartenenti a comunità nomadi, i contributi previsti dalla vigente legislazione sono aumentati del 100 per cento.
    2. Al fine di favorirne il definitivo ingresso nel mondo del lavoro, il contributo alle aziende per l'ulteriore specializzazione è aumentato nella stessa misura.



    Art. 7.


    (Copertura finanziaria).

    1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a lire 100 miliardi annui, si provvede, ai fini del bilancio triennale 1996-1998, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1996, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro.
    2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.



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  4. #4
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    No, non so nulla...aspetto lumi da chi sa qualcosa!!

    Paolo

  5. #5
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    In origine postato da Wotan
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    Paolo

    ecco qua...dopo tre ore di ricerche ho trovato solo questo

    Verona, 152
    Problemi Rom, polemica su Gentilini commissario
    Bagarre ieri sera al Consiglio provinciale di Verona dove la Lega Nord ha fatto approvare una mozione che nomina commissario straordinario per i problemi dei Rom l’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, dichiaratamente razzista e noto con il soprannome di "sceriffo". Alcuni esponenti della minoranza, per protesta, durante il dibattito sono rimasti in silenzio e hanno esposto il triangolo marrone, simbolo della persecuzione dei Rom durante il nazismo. (cor)


  6. #6
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    In origine postato da pensiero
    ecco qua...dopo tre ore di ricerche ho trovato solo questo

    Verona, 152
    Problemi Rom, polemica su Gentilini commissario
    Bagarre ieri sera al Consiglio provinciale di Verona dove la Lega Nord ha fatto approvare una mozione che nomina commissario straordinario per i problemi dei Rom l’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, dichiaratamente razzista e noto con il soprannome di "sceriffo". Alcuni esponenti della minoranza, per protesta, durante il dibattito sono rimasti in silenzio e hanno esposto il triangolo marrone, simbolo della persecuzione dei Rom durante il nazismo. (cor)

    Vedremo che succede. La Lega su tale questione lotta da anni; Tosi ha costantemente combattuto il fenomeno anche quando si é trovato da solo ad opporsi a stanziamenti nuovi o a regolamentare quelli esistenti. Si era beccato anche gli strali della procura e non so se gli abbiano anche appioppato la Mancino per una raccolta firme che avevamo fatto e per il relativo volantino che era stato considerato "istigazione all' odio razziale ed etnico".
    Cesar K sono un gruppo di perdigiorno, sorci da cambusa da centro sociale...e credo piú volte randellati dagli skins. Mai abbastanza purtroppo.

    Paolo

  7. #7
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    Ecco qua Paolo, ti riaggiorno per quanto posso


    Lo sceriffo «per zingari»
    Verona, una legge provinciale anti-Rom e Sinti
    PAOLA BONATELLI
    VERONA
    Non sono bastati i triangoli marrone, appuntati sul petto degli antirazzisti del Coordinamento Cesar K., a ricordo del massacro di Rom e Sinti nei campi di sterminio nazisti. Né è stato sufficiente l'accalorato intervento di Luciano Venturi, consigliere diRifondazione comunista, o quello dei suoi colleghi di minoranza, gli ulivisti Da Rienzo e Aceto che hanno dimostrato l'inutilità el'impraticabilità di una simile operazione. Il consiglio provinciale di Verona ieri ha approvato, con venti voti a favore, sei contrari e un astenuto, una «Proposta di legge regionale per interventi a favore delle comunità Rom e Sinti», che di fatto chiede l'abrogazione della legge n. 54 del 1989 della Regione Veneto, «Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti», che ricalca in positivo le risoluzioni europee in materia.

    Ma c'è di più: come estremo spregio il consiglio provinciale, una maggioranza di centrodestra distintasi più che altro per la sua totale inadeguatezza ai compiti istituzionali, ha approvato un ordine del giorno presentato dalla Lega nord, in cui si suggerisce, «per la fase transitoria fino all'approvazione della presente legge, di nominare un commissario straordinario su tutte le problematiche che riguardano gli interventi a favore delle comunità Rom e Sinti, nella persona dell'ex sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini».

    Et voilà. Non solo l'abnormità rappresentata da una provincia che legifera contro una legge regionale che, se pur disattesa dalle amministrazioni comunali che dovevano farsene carico, resta comunque una buona legge. Compito della provincia sarebbe stato, casomai, quello di fare in modo che i comuni la rispettassero, allestendo i campi-sosta previsti. Non solo la vergogna di aver sentito risuonare, nell'aula di un'istituzione pubblica, una serie di allucinanti luoghi comuni sui Rom e Sinti, che dovrebbero diventare «oggetto» di progetti coordinati da un Comitato composto, oltre che da sindaci, provincia, Asl e provveditorato agli studi, anche da questura, carabinieri e guardia di finanza. Non solo la bestemmia di Gentilini commissario per i Rom e i Sinti. La ciliegina su una torta così amara l'ha messa la Digos locale, che ha filmato dalla porta dell'aula gli antirazzisti che protestavano. Come a dire che è il dissenso, non il razzismo, a costituire un reato.

 

 

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