Dal Foglio di oggi:
Al direttore - Qualche anno fa, centrosinistra imperante a Roma (e in Italia) manifestai pubblicamente su Liberazione tutto il mio fastidio di fronte al fatto che nel momento in cui si verificava un clamoroso accanimento sul “caso Priebke” – con la revisione di una sentenza, la condanna all’ergastolo e la pubblica esecrazione del reo ad expiandum il crimine delle Ardeatine in quanto coesecutore militare dell’ordine omicida – il Comune di Roma (con l’amico assessore ex Pci, Gianni Borgna) allestiva al Palazzo delle Esposizioni una festa in ghingheri per l’arrivo della regista cinematografica Leni Riefenstahl, oggi non più tra noi, ma notissima nazionalsocialista in gioventù in quanto autrice del film- propaganda “Trionfo della Volontà” sul famigerato congresso di Norimberga del 1934 che sancì il totale dominio del partito hitleriano sullo Stato e sulla nazione tedesca. Come si potesse onorare in tal modo una simile “cattiva maestra” – che per indiscutibile abilità contribuì a compromettere le menti di milioni di giovani tedeschi in nome dello “Herren Volk” – e al tempo stesso condividere l’esigenza di schiacciare sotto il peso inderogabile della giustizia la persona di Erich Priebke, esemplare tipico di giovane soldato – allora – e cioè di “poveruomo” (Hans Fallada) fanatizzato e indotto al crimine proprio dalla propaganda totalitaria di cui la Riefensthal fu la prima ninfa egeria, mi appare ancora oggi una manifestazione di ipocrisia tra le più indecenti cui abbia dato prova il costume progressista dai fianchi molli e dal pensiero debole del nostro tempo. Che si riaffaccia adesso nel tentativo di impedire a liberi cittadini di sollecitare pubblicamente una domanda di grazia per il detenuto novantenne Erich Priebke, responsabile di un incancellabile delitto, e proprio per questo tanto più meritevole di incontrare la giustizia di uno Stato democratico la cui autorità può solo venire rafforzata nei cuori e nelle menti da un opportuno gesto di clemenza. Non in questa direzione si muovono purtroppo i propagandisti dell’apparente fermezza nonché i professionisti della “réclame antifascista” sempre pronti per poca originalità a tirare fuori le impolverate sequenze di “Roma città aperta” (e comunque a corrente alternata: Priebke sì, Riefensthal no). Senza scomodare, con D’Alema, il paese: quando ci sarà in Italia una “sinistra normale”?
Duccio Trombadori, Roma
Risposta del Direttore
Il risultato del divieto opposto dal sindaco Veltroni alla manifestazione di piazza Santi Apostoli favorevole alla grazia per Priebke è già raggiunto. Un gruppo di disobbedienti, capitanato dal simpatico pazzoide-merdaiolo (spargitore di letame) e manifestante violento Nunzio D’Erme, ha sequestrato per sé l’antifascismo, convocando una manifestazione ricattatoria e deliberatamente violenta nella stessa piazza e mettendo nei guai il prefetto Achille Serra in quanto autorità delegata alla tutela dell’ordine pubblico. Chissà come andrà a finire, quel che è sicuro è che l’antifascismo e la memoria dello sterminio degli ebrei d’Europa così finisce in merda.




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2010:
