IL DIRETTORE DEL GIORNALE LEGHISTA
«Nessuna scusa, Bossi è con noi E invierà un dizionario lombardo»
«E annamo dai, che volemo fa’?». Gigi Moncalvo, in versione romanesca. Ma è un attimo. Da bravo direttore della Padania , riprende subito padronanza del «sacro» vernacolo e si dice «un cicinin sconcertato» per le reazioni suscitate dal corsivo del suo giornale. «Scusarci noi? Ma figuriamoci. Intanto inquietante era scritto tra virgolette. E comunque oggi titoliamo: "L’onorevole Bossi sorrise e mandò al Papa un dizionario in lingua lombarda"». Già, perché, assicura Moncalvo, il corsivo non era concordato, ma il Senatur ha gradito. Bossi, per la verità, spiega: « La Padania non l’ho letta. Ma è una polemica montata, credono che se critichiamo la Chiesa perdiamo voti». «Ha notato chi critica? - aggiunge Moncalvo -. Sono tutti ex di un partito».
«I vecchi democristianoni», per riprendere il lessico caro a Bossi. Il corsivista Roberto Brusadelli è lumbard doc, del Varesotto, come Bossi: «Però mi piace Trilussa. Si può dire?». La difesa del Papa da parte dei partiti? «Avvocati del diavolo». Il suo corsivo era un attacco leghista? «Ma se citavo persino Noè. Piuttosto aspettiamo L’Osservatore Romano ». E i romani offesi? «Non ce l’abbiamo contro il popolo dell’Urbe, ma contro chi sta nei Palazzi. Che non sempre è di etnia romana». Oggi Brusadelli si esercita su Carlo Borromeo: «Uno che, nipote di un Papa, andò a Roma e, non soddisfatto, se ne tornò a Milano, dove fondò il rito ambrosiano». Intanto Moncalvo attende le reazioni del Papa al regalo di Bossi (che ha allegato una lettera): «Speriamo che apprezzi. E che la prossima volta saluti in lombardo».
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