Poveri noi.
Un'occasione sprecata e un'opportunità ai giornali e agli altri partiti per riempirsi la bocca criticando e prendendo in giro.
Bossi, invece di tuonare, come sarebbe giusto, contro un papa e un episcopato sincretista, giudaizzante, islamizzante, protestantoide, liberal-bolscevico, relativista e nichilista, ci viene a spiegare che la Chiesa deve essere povera.
Forse andrebbe d'accordo con quei signori che proprio in epoca risorgimentale espropriavano i beni e le terre della Chiesa o con Napoleone, che fece lo stesso qualche decennio prima, forse con ancor maggiore zelo.
Perché non si indigna invece, per il fatto che l'otto per mille viene erogato anche a evangelici, ebrei, testimoni di Geova e altra putrida feccia e che fra un po' pensano di estenderlo agli islamici?
Inoltre si scandalizza, lui, il difensore strenuo dei dialetti e delle identità regionali, del fatto che dica un paio di frasi in romanesco. Forse si è dimenticato che S. Pietro non si stabilì nella Val Brembana.
E questo sarebbe il "tradizionalista"? Prima di dichiararsi tale con tanta disinvotura, come fa, temo abbia ancora molta strada da fare.




